UN MEDICO IN FAMIGLIA/ Nonno Libero e I Cesaroni: la famiglia tradizionale è preistoria?

- Gianni Foresti

La fiction di Rai Uno è tornata ottenendo successi e ascolti come la serie tv omologa di Canale 5. GIANNI FORESTI spiega il parallelismo di criteri e giudizi che i due prodotti televisivi fanno emergere e ci propinano

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Un Medico in famiglia, la fiction di Rai Uno, è tornata e ha ricominciato a mietere successi e ascolti. Ho aspettato la seconda puntata per scrivere queste righe perchè mi sembrava troppo facile massacrarla dopo la prima serata. Il personaggio più azzeccato resta Nonno Libero, il mitico Lino Banfi. Con la sua caratterizzazione e caricatura dà lironia giusta alle trame, le toglie dallempasse della noia e del già visto. Banfi è sempre lui, quello dal dialetto pugliese, quello degli aforismi alla Oronzo Canà o dei porno-soft con Edvige Fenech.

Eppure anche se le sue battute da macchietta le abbiamo viste e riviste fanno sempre effetto. Purtroppo pare che lo vedremo solo per sei puntate sulle dodici previste. Senza di lui sarà dura.

Il tema che traspare in questa nuova serie è quello della paternità: è ritornato il dott. Lele Scarpati con 2 figli da Parigi, e vuole recuperare laffetto della figlia più grande cresciuta con il nonno. Altro ritorno sono la coppia Maria e Guido che annunciano di aspettare un figlio. Il nonno Banfi e la nonna fanno i genitori in una situazione di convivenza caotica.

Aggiungiamoci che il dott. Lele si innamora di Bianca ed al contempo della sua giovane assistente e che il nipote Ciccio viene mollato sullaltare il giorno del matrimonio. Il tutto condito con un po (ma poco) dumorismo sopra le righe dallex Ris, ora cioccolataro, Giulio (Ugo Dighero).

Ambientato a Roma con Banfi che fa la spola con la masseria ereditata in Puglia, per giustificare le assenze nelle puntate, diciamo che è una specie di copia dei Cesaroni di Canale 5 con meno brio, meno sconcezze e maleducazione, ma scritta con la mano sinistra. Probabilmente si trattava di portare a termine un contratto, ma questo pesa sulla scrittura e sul contenuto della fiction. Detto tra noi, speriamo che sia (come il produttore ha spifferato) lultima serie.

Certo è il fatto che il telespettatore si accontenta, anzi, sembra che si senta come al riparo e confortato da questa situazione di apparente famiglia patriarcale.

Rispetto ai Cesaroni, che se la tira a sinistra, abbiamo nonno Libero che tra un fatto e laltro dispensa la propria saggezza in barese, rendendo la fiction un prodotto per la vecchia Rai Uno democristiana. Democristiana, non cristiana, che non parla di preservativi alla maniera dei palloncini dei Cesaroni, ma che si diletta in divorzi, figli e amori a destra e sinistra, famiglia allargata, compagno e non marito, matrimonio sfumato allultimo minuto sullaltare Per ora manca solo il personaggio omosessuale e la fiction stereotipata è a posto.

Mentre in questa settimana rimuginavo sul parallelismo di criteri e giudizi che le due serie fanno emergere e ci propinano, giovedì, Benedetto XVI, parlando ai vescovi brasiliani ha denunciato un assedio alla famiglia basata sul matrimonio soprattutto nelle società occidentali dove il divorzio è stato legalizzato: “La Chiesa non può restare indifferente davanti alla separazione dei coniugi e ai divorzi, davanti alla rovina delle famiglie, e dalle conseguenze create nei figli dal divorzio. Questi, per essere istruiti ed educati, hanno bisogno di riferimenti estremamente precisi e concreti, di genitori determinati e certi che in modo diverso concorrano alla loro educazione. Ora è proprio questo principio che la pratica del divorzio sta minando e compromettendo con la cosiddetta famiglia allargata e mobile, che moltiplica i ‘padri’ e le ‘madri’ e fanno in modo che la maggioranza di quelli che si sentono ‘orfani’ non siano i figli senza genitori, ma i figli che ne hanno troppi”. “Questa situazione, come l’inevitabile interferenza e intreccio di relazioni, non può non generare conflitti e confusioni interne, contribuendo a crescere e imprimere nei figli una tipologie alterata di famiglia, assimilabile in qualche modo proprio alla convivenza, a causa della sua precarietà “.

Subito alcuni personaggi dello spettacolo, che vivono queste situazioni, hanno rilasciato ai giornali dichiarazioni di sostegno alle famiglie allargate. La secolarizzazione che il Papa afferma è ormai ben radicata nella società ed i media con i prodotti tv ne sono la cassa di risonanza.

ormai preistoria lidea di famiglia patriarcale del film Lalbero degli zoccoli, ma rinnegando quei valori stiamo subendo legemonia imperante che sta distruggendo i principi fondamentali e costitutivi dellumano.

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