A testa alta, I Martiri di Fiesole. Il riassunto del film-tv su Rai 1

- La Redazione

Su Rai 1 ieri sera è andato in onda il film per la tv “A testa alta”, che ha raccontato agli italiani la storia dei Martiri di Fiesole. Vediamo il riassunto finale

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A testa alta

Su Rai 1 ieri sera è andato in onda il film-tv “A testa alta”, dedicata ai martiri di Fiesole (clicca qui per leggere la loro storia). Vediamo il riassunto. Fiesole, 1944. Giuseppe Amico (Giorgio Pasotti), vicebrigadiere della stazione dei carabinieri, si sta organizzando con i suoi uomini per unirsi alla quinta brigata partigiana e liberare Firenze. Il suo gruppo è rappresentato dai militi Sebastiano Pandolfo (Ettore Bassi), Pasquale Ciofini (Andrea Bosca), Fulvio Sbarretti (Giovanni Scifoni), Vittorio Marandola (Alessandro Sperduti) e Alberto La Rocca (Marco Cocci). A guidare i soldati nazisti in quel di Fiesole è il tenente Hans Hiesserich (Johannes Brandrup), un uomo spietato che ha una relazione con una donna del posto, Bea (Raffaella Rea); questa passa le informazioni che riesce a carpire dal tenente ad Amico, che viene così a sapere che i nazisti, consapevoli del fatto che stanno per perdere, hanno intenzione di non avere pietà. Ognuno dei carabinieri vorrebbe ritornare alla propria vita: Pandolfo, ad esempio, è innamorato di Lisetta (Lavinia Guglielman), una ragazza del paese con problemi di mutismo. Sfortunatamente, i nazisti apprendono che gli uomini della caserma stanno aiutando i partigiani, e tendono un’imboscata agli uomini di Amico. Ciofini ammazza un soldato tedesco, e comincia ad avere paura di poter essere identificato. Dopo aver ferito Pandolfo, i tedeschi lo fanno prigioniero assieme a un partigiano, mentre gli altri riescono a fuggire. I nazisti fanno sapere al loro comandante che i partigiani hanno tenuto loro un’imboscata in località Burgunto e che un soldato è rimasto ucciso nell’agguato. Nel frattempo, il tenente Hiesserich si reca dal vicebrigadiere Amico per ammonirlo; alla fine della conversazione, Amico decide di chiamare il vescovo, perché interceda presso i tedeschi per la liberazione di Pandolfo. Fulvio, intanto, riceve una chiamata da Salerno: si tratta di Rosa, che lo vuole raggiungere. Sbarretti ordina al comandante dei carabinieri della stazione di Salerno di riaccompagnare Rosa indietro, perché a Fiesole corre troppi rischi. La ragazza, che non intende ascoltare il consiglio del fidanzato, scappa prima che il carabiniere possa prenderla in custodia. Sebastiano, intanto, chiede aiuto a un contadino, dicendogli di andare dal brigadiere della stazione dei carabinieri di Fiesole per informarlo che si trova lì, prigioniero dei tedeschi: l’uomo promette di aiutarlo.

Mentre il vescovo invia una lettera al tenente Hisserich per pregare i tedeschi di liberare Pandolfo, Sbarretti riceve la visita del contadino incaricato da Pandolfo di informarlo che si trova prigioniero, e sfortunatamente, Lisetta, che stava parlando con Fulvio, apprende che l’uomo che ama è stato preso dai nazisti. In un momento di rabbia, Fulvio imbraccia il fucile, intenzionato a liberare Pandolfo, anche uccidendo dei soldati tedeschi, se necessario, ma viene prontamente fermato dal vicebrigadiere Amico. Il tenente Hisserich consegna al suo superiore la lettera del vescovo, ma non sembra minimamente intenzionato a intercedere per la liberazione dei due ostaggi: i due, infatti, vengono fucilati il 27 luglio del 1944, proprio mentre Lisetta, sfidando il pericolo, giunge sul luogo dove Sebastiano viene tenuto prigioniero. Il tenente Hisserich si reca in seguito dal vicebrigadiere Amico, per comunicargli che Pandolfo e il partigiano sono stati ammazzati, e che presto tutte le persone ritenute di avere sentimenti antigermanici verranno deportate, chiedendo anche la sua collaborazione. Nel corso dei rastrellamenti, anche Bea viene fatta prigioniera. Ciofini si confida con Amico, dicendogli che si sente in colpa perché, se nel corso dell’imboscata non avesse sparato a uno dei soldati tedeschi, forse Pandolfo sarebbe ancora vivo, ma il vicebrigadiere lo rassicura, rivelandogli di sentirsi anche lui responsabile per la fine di Sebastiano. Per proteggere Ciofini, Amico lo manda sui monti, per raggiungere la quinta brigata partigiana: da lì potrà continuare a combattere.

La decisione si rivela essere provvidenziale, perché il giorno seguente Hiesserich si presenta al comando dei carabinieri con un mandato d’arresto per Ciofini, che è stato identificato da uno dei soldati tedeschi presenti all’agguato. Amico, con uno stratagemma, si fa passare per traditore e si fa così arrestare per dare un colpevole ai tedeschi, che lo portano con loro. Da una cella si leva una voce che difende Amico: è quella di Nino Ricci, un ladro di galline, il quale si ritrova, anche lui a essere portato via dai tedeschi. Fulvio, intanto, si ricongiunge con Rosa, che è riuscita a raggiungere a Fiesole, mentre Amico riesce a fuggire, andando a unirsi a una brigata partigiana, mandando poi una lettera ai colleghi per incitarli a resistere, perché, nonostante le difficili condizioni, la cacciata del nemico è vicina. Hiesserich si reca alla stazione dei carabinieri per arrestare Amico e i suoi compagni, e non li trova perché sono fuggiti alla volta di Firenze, che aspetta di essere liberata. Hiesserich, allora, lascia un messaggio al parroco di Fiesole: se i carabinieri non si consegnano, dieci ostaggi verranno fucilati.

I carabinieri, consapevoli del fatto che soltanto consegnandosi potranno salvare la vita di persone innocenti, decidono di consegnarsi a Hiesserich, che nel frattempo sta decidendo i prigionieri da fucilare, ed esclude Bea dal gruppo delle potenziali vittime. Il 12 agosto del 1944 Sbarretti, La Rocca e Marandola si consegnano al tenente Hiesserlich, e muoiono fucilati, proprio mentre Firenze viene liberata e la fine dell’invasione sembra essere vicina. A Fiesole rimarranno soltanto Ciofini e Amico, unici superstiti dei tragici avvenimenti che investirono la cittadina toscana nella Seconda guerra mondiale.

Scene di un passato recente, mai dimenticato e di tre eroi che oggi tornano alla ribalta grazie al film tv in onda su Rai 1 in prime time, ovvero “A testa alta – I martiri di Fiesole” (clicca qui per scoprire la storia dei tre carabinieri uccisi nel 1944). Nel video del backstage, il regista Maurizio Zaccaro racconta il succo del film, ovvero la vita e l’impegno dei tre Carabinieri, Sbarretti, Marandola e La Rocca.  Il primo, Fulvio Sbarretti (Giovanni Scifoni) ha la visione che le cose non andranno come vorrebbe e che forse il suo desiderio di paternità non sarà realizzabile. Il secondo, invece, Vittorio Marandola interpretato da Alessandro Sperduti, è il giovane Carabiniere che ha perso la vita a 21 anni. Infine, Alberto La Rocca (che avrà il volto d Marco Cocci), decise di entrare nell’arma per vocazione quasi, si sapeva che in quegli anni si rischiava la vita. Grazie al video del backstage Rai, possiamo conoscere meglio anche Bianca Cardinali (Raffaella Rea), una donna dalla vita non facile, nella storia è una prostituta, o meglio diventa tale quando arrivano i nazisti in Italia. Nel cast anche Giorgio Pasotti con il suo personaggio innocente e un pò sognatore, almeno fino a che la crudezza della vita non gli aprirà gli occhi, e anche un soldato tedesco.

Questa sera Rai 1 celebra il bicentenario dell’arma dei Carabinieri e la Festa della Repubblica con il film tv “A testa alta” che racconterà una storia vera sul  coraggio di tre uomini rimasti nella storia come i martiri di Fiesole visto che hanno dato la loro vita per salvare dei civili durante la Seconda guerra mondiale (1944). Nel cast della serie ci saranno attori come Giorgio Pasotti, Nicole Grimaudo ma anche Ettore Bassi. Grazie al promo che trovate cliccando qui è possibile vedere i primi dettagli su quello che ci aspetta stasera e che ci racconterà la storia di Alberto La Rocca (Marco Cocci), Vittorio Marandola (Alessandro Sperduti) e Fulvio Sbarretti (Giovanni Scifoni), insigniti della medaglia d’oro al valor militare alla memoria. La direzione della fiction è stata affidata alle mani di Maurizio Zaccaro. 

Questa sera su Rai 1 andrà in onda il film per la tv “A testa alta”, che racconterà la storia di Alberto La Rocca, Fulvio Sbarretti e Vittorio Marandola, i cosiddetti Martiri di Fiesole. Ovvero i tre giovani carabinieri che nel 1944 si consegnarono dai nazisti (e vennero fucilati) per salvare la vita a dieci civili innocenti. La Rai ha scelto proprio la data del 2 giugno, festa della Repubblica, per trasmetterla, nell’anno in cui tra l’altro si festeggia il bicentenario dell’arma dei Carabinieri. Il film è diretto da Maurizio Zaccaro e i protagonisti principali sono Giorgio Pasotti, Ettore Bassi, Andrea Bosca, Johannes Brandup, Giovanni Scifoni, Marco Cocci, Alessandro Sperduti e Nicole Grimaudo. La sceneggiatura di Alessandro Pondi, Paolo Logli, Leone Pompucci e Giovanna Mori ci porta in Toscana, nell’estate del 1944, quando i partigiani stanno combattendo per cercare di liberare la città di Firenze dai tedeschi. In una piccola caserma cinque carabinieri, guidati dal vicebrigadiere Giuseppe Amico (Giorgio Pasotti), il più alto in grado, cercano di aiutare i partigiani. I nazisti, guidati dal tenente Hiesserich (Johannes Brandup), scoprono però la loro attività e tendono così un agguato a una staffetta di collegamento dei partigiani.

Uno dei carabinieri, Sebastiano Pandolfo (Ettore Bassi), viene catturato e fucilato insieme a un partigiano. Gli altri militi riescono a scappare e a fuggire dai tedeschi, cercando di unirsi alla Resistenza sull’Appennino. I tedeschi decidono però di prendere in ostaggio dieci civili innocenti, minacciando di ucciderli. In cambio della loro libertà chiedono che i carabinieri fuggiti all’agguato si consegnino spontaneamente. I poco più che ventenni Alberto La Rocca (Marco Cocci), Fulvio Sbarretti (Giovanni Scifoni) e Vittorio Marandola (Alessandro Sperduti), che ormai hanno quasi raggiunto la libertà, decidono di consegnarsi ai tedeschi, andando incontro alla morte, pur di salvare la vita a dei cittadini innocenti.



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