ANIMAL HOUSE/ Il film che ha fatto emergere due John del cinema: Belushi e Landis

- Bruno Zampetti

Esattamente 40 anni fa, nelle sale italiane, arrivava una pellicola destinata a entrare nella storia della commedia americana

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Una scena del film

Esattamente 40 anni fa, nelle sale italiane, arrivava una pellicola che negli Stati Uniti era uscita l’estate precedente. Un film destinato ad aprire un filone nel cinema made in Usa, a far emergere un regista autore di successivi grandi successi e a far conoscere un attore che di lì a poco sarebbe purtroppo prematuramente scomparso. Stiamo parlando di Animal House.

All’Università di Faber le giovani matricole aspirano a entrare nelle confraternite più rinomate. Larry e Kent, tuttavia, riescono solo a farsi accettare, grazie oltretutto al fatto che il fratello di Kent ne ha fatto parte, nella Delta Tau Chi, composta perlopiù da studenti con voti molto bassi e interessati più alla goliardia e alle feste che allo studio. Una confraternita che il rettore Wormer non vede l’ora di poter sciogliere e che è acerrima nemica della Omega Theta Phi, che accoglie invece studenti snob e con voti sopra la media. Il rettore riuscirà a realizzare il suo sogno, ma i Delta riusciranno a prendersi un’importante rivincita. Nel frattempo il film è condito da scene di lotta tra confraternite, goliardate e feste. Di fatto Animal House rappresenta il capostipite di quei film comico/demenziali ambientati nei college americani che hanno spopolato dagli anni Ottanta fino ai Duemila.

Alcune sue scene sono diventate dei cult (il toga party su tutte). E a spiccare nella maggior parte di esse, come nel discorso per richiamare i suoi amici alla riscossa come aveva fatto la nazione dopo l’attacco tedesco a Pearl Harbour, è il personaggio di Bluto, interpretato dal geniale John Belushi. Sono girate anche tante voci su una sua scena: contrariamente a quel che tanti dicono, non è vero che la bottiglia che trangugia in un solo sorso sia di vero whiskey. Nel cast anche un giovanissimo Kevin Bacon, al suo esordio sul grande schermo.

A dirigere il film un neanche trentenne John Landis, che due anni dopo rivolle Belushi con sé per dar vita a un’altra pellicola cult che è stato però impossibile tentare di imitare: The Blues Brothers. Landis andò avanti a girare film riuscitissimi (suo, per esempio, il sempreverde natalizio Una poltrona per due), mentre Belushi morì purtroppo nel 1982 a 33 anni.

Certo questo film non piacerà a molti, ma come detto rappresenta, volente o nolente, un pezzo importante del cinema americano, sia per il regista che l’ha realizzato che per l’istrionico comico che l’ha interpretato, oltre che per le scene cui i posteri hanno poi attinto. Anche per quel che riguarda i titoli di coda, in cui viene spiegato cosa accadrà ai protagonisti una volta adulti.

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