Claudio Amendola: “Non sono geloso di Francesca Neri”/ “Mio padre Ferruccio…”

- Alessandro Nidi

Claudio Amendola, a "Verissimo Story", ha parlato del padre Ferruccio Amendola e dell'amore con la sua dolce metà, Francesca Neri

Claudio Amendola 640x300 Claudio Amendola (Verissimo Story, 2022)

L’intervista a Claudio Amendola è stata mandata in onda nel pomeriggio di oggi, domenica 1° maggio 2022, nel corso della trasmissione di Canale 5 “Verissimo Story” e imperniata sulle chiacchierate più belle ed emozionanti realizzate da Silvia Toffanin in questi ultimi anni. L’attore ha parlato dell’infarto che l’ha colpito in passato: “Non appena mi sentivo bene, avevo ricominciato a fumare e a mangiucchiare, poi mi sono rimesso a dieta e ora sto bene. Quell’esperienza mi ha cambiato la vita e mi ha consentito di dare più valore a certe cose e di toglierne ad altre. Piccole abitudini tornano, però ci si combatte”.

Claudio Amendola è stato un bravo padre. Ho i miei difetti, ma non ho mai tradito nessuno dei miei figli. Li ho amati e sono stato leale sempre con loro, anche nelle debolezze, nel farsi vedere piangere, nel non dover essere per forza super uomo in ogni momento”. Con Francesca Neri l’amore prosegue: “Il nostro legame migliora e si depura di un sacco di scorie, come quelle della gelosia. A un certo punto non hai più motivo di essere geloso. Non ha più senso, anzi, ti gratifica se qualcuno corteggia la tua donna a distanza. Inoltre, impari a rispettarti, ad accettare quelli che pensavi fossero difetti e, invece, sono solo particolarità, modi di essere”.

CLAUDIO AMENDOLA: “MIO PADRE FERRUCCIO AVEVA UNA GRANDE DIGNITÀ”

Il 3 settembre 2001 moriva Ferruccio Amendola, padre di Claudio Amendola. “Robert De Niro era il suo attore preferito”, ha riferito il figlio, svelando poi il segreto alle spalle della sua voce: “Fumava due pacchetti di sigarette al giorno e non si asciugava mai i capelli e il corpo dopo la doccia”.

Purtroppo, però, quelle sigarette si sono rivelate un’arma a doppio taglio e nella sua malattia Ferruccio Amendola è deperito giorno dopo giorno: “Lui aveva una grande dignità, non avrebbe mai voluto avere bisogno di assistenza. È sempre dura per i figli vedere la trasformazione dei genitori. Si stancava anche soltanto a tenere le carte in mano. Quando la patologia si è aggravata, speravo che quelle ultime settimane passassero il prima possibile. Quando hai un papà così, poi torna tutte le settimane e rimangono i ricordi belli”.







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