Claudio Baglioni/ “Il nostro bene più prezioso è il tempo” (Techetechetè)

- Emanuele Ambrosio

Claudio Baglioni protagonista della puntata di “Techetechetè” dal titolo “Andrà tutto bene” curata da Giulio Calcinari e trasmessa su Raiuno

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Claudio Baglioni, Gli anni più belli nuovo singolo - Foto Instagram

C’è anche Claudio Baglioni tra i protagonisti della puntata di oggi, domenica 12 luglio 2020, di Techetechetè” in onda su Raiuno. Nella fascia pre-serale, infatti, il programma cult di Raiuno va in onda con una puntata dal titolo “Andrà tutto bene” curata da Giulio Calcinari e dedicata ad alcuni dei più grandi artisti e cantautori della storia della musica italiana. Una serata all’insegna della grande musica con alcuni dei pezzi più belli di Baglioni che ha da poco festeggiato 52 anni di carriera. Una carriera unica e straordinaria quella del cantautore romano che ha firmato alcuni evergreen della nostra canzone: da “Questo piccolo grande amore” a “Poster”, da “Sabato pomeriggio” a “Mille giorni di te e di me”, da “E tu come stai” ad “Amore bello” e tanti tanti altri. Per l’occasione il pubblico di Raiuno potrà rivedere alcuni videoframmenti di esibizioni d’annata recuperate dalle teche Rai. Intanto anche la voce di Claudio Baglioni si è unita al coro di artisti e colleghi che hanno voluto ricordare ed omaggiare il grandissimo Ennio Morricone scomparso recentemente all’età di 91 anni. “Ennio caro, quanti regali di musica e poesia ci hai fatto. La tua arte magnifica, potente e sensibile è unica e resta per sempre con noi. Mancherai al bene di tantissimi e al mio. Io che ho avuto l’onore e il privilegio di conoscerti e lavorare con te, ti mando un saluto e mi firmo come ti piaceva chiamarmi. “Audio Bagliori” sono le le bellissime parole che Baglioni ha voluto dedicare al maestro.

Claudio Baglioni: ” Gli anni più belli? Quelli che stanno sorgendo “

Claudio Baglioni come tutti gli artisti in questi lunghi mesi di lockdown e di quarantena è sceso in campo a favore dei lavoratori del mondo dello spettacolo, ma anche del personale medico impegno in prima linea nella lotta al Coronavirus. Su Instagram il cantautore romano ha scritto: “noi musicisti siamo come in un esercito quelli che suonano la carica. Ma poi ci sono i soldati veri e propri. In questo caso gli infermieri. Aiutiamoli”. Un messaggio semplice e chiaro che ha incontrato subito l’approvazione e la condivisione di tantissimi personaggi del mondo dello spettacolo. Coronavirus a parte, il 2020 è stato un anno che ha visto Baglioni tornare a collaborare anche con il cinema italiano. L’artista, infatti, ha scritto il brano “Gli anni più belli”, la colonna sonora e title track dell’ultimo film di Gabriele Muccino uscito poche settimane prima del lockdown. Parlando proprio del tempo che passa, Baglioni ha confessato al Corriere della Sera: “se si vive un buon presente si guarda volentieri anche al proprio passato, è una nostalgia non dolorosa, una nostalgia anche ammiccante, piacevole compagna, amica. È una mistura strana tra il ricordo di quello che è stato e la coscienza che qualcosa, sempre, può ancora accadere. Gli anni più belli in fondo potrebbero essere quelli che sono ad est, quelli che stanno sorgendo”.

Claudio Baglioni: “Muccino? Molto bello il suo film”

Non solo, Claudio Baglioni si è poi soffermato proprio sull’ultimo film di Muccino: “è molto bello. Il suo film ha come protagonista lo scorrere del tempo. È una storia che lega, attraverso quattro vicende di ragazzi amici, la grande storia e quella dei singoli individui. Il brano gli è molto piaciuto e credo che, per il testo e l’atmosfera, si leghi bene al sentimento del film”. Baglioni scrivendo questo brano ha avuto modo di riflettere su come sia cambiata la vita: “mi spaventa la misurazione bulimica del tempo. Il tempo non ha più tempo. Ha sempre meno tempo il tempo, corre via con una velocità esagerata”. L’artista non nasconde di essere spaventato dal fatto di non riuscire più ad “entrare più dentro le cose, di non riuscire più ad approfondire nulla. Mi sembra che viviamo il rischio di separarci dall’analisi, dalla riflessione, che tutto venga vissuto in un turbine incomprensibile, venga portato via in un lampo. Lasciandoci, come unico spazio, la superficie”. Infine Baglioni precisa: “mi spaventa anche il troppo, tutto è troppo pieno e si finisce col togliere il fascino e il desiderio del viaggio. Ovunque c’è qualcosa che ti sovrasta e ti sazia, apparentemente ti sazia. La massa di informazioni, la possibilità di arrivare subito a tutto è inebriante, ma confonde e fa smarrire. Il nostro bene più prezioso è il tempo”.

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