Claudio Santamaria e Francesca Barra/ “Ci siamo sposati due volte” (Domenica In)

- Rossella Pastore

Claudio Santamaria e Francesca Barra ospiti della puntata odierna di Domenica In. Durante il lockdown, entrambi si sono occupati del loro lavoro.

Claudio Santamaria e Francesca Barra
Claudio Santamaria e Francesca Barra

Claudio Santamaria e Francesca Barra ospiti di Mara Venier a Domenica In in collegamento dalla loro casa di Milano. La coppia ha trascorso la quarantena a Milano e ha raccontato del loro matrimonio: “ci siamo sposati due volte: la prima a Las Vegas, ma siccome poi non ci credevano visto che quello che succede a Las Vegas resta lì, abbiamo dovuto rifarlo per ufficializzarlo se no non ci avrebbero mai creduto” ha precisato la giornalista e scrittrice. “Ci siamo sposati sulla spiaggia di Policoro dove ci siamo conosciuti” – racconta la scrittrice – che poi si ritrova a parlare del libro “Un eroe solo” scritto con Maria Falcone e dedicato a Giovanni Falcone. “Quando mi hanno proposto di scrivere un libro sulla vita di Giovanni Falcone uomo conducevo un programma bellissimo in cui ho raccontato la storia di vittime di mafia. Ho sempre pensato che il giornalista dovesse fare dieci passi indietro rispetto alle storie, essere una cerniera e far capire che si può scegliere da che parte stare e diventare una persona giusta. Volevo raccontare di Giovanni Falcone perchè si diventa come lui scegliendo la parte giusta da cui stare”. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Claudio Santamaria e Francesca Barra: lei va all’attacco: “Basta…”

Ci sono anche Claudio Santamaria e Francesca Barra, tra gli ospiti in collegamento da Milano della nuova puntata di Domenica In. A Mara Venier, i due racconteranno la loro ‘quarantena’ vissuta come occasione per lavorare a nuovi progetti, lui nel mondo del cinema, lei in quello del giornalismo (presumibilmente). Pur confinati nel capoluogo lombardo, sia Claudio che Francesca hanno avuto modo di esporsi al grande pubblico, evitando così che i loro fan ne sentissero la mancanza. Claudio, in particolare, ha rilasciato un’intervista ad Amica.it, in cui ha raccontato di quando ha vestito i panni del supereroe in Lo chiamavano Jeeg Robot. Tempi gloriosi, da un certo punto di vista, che ancora oggi l’attore ricorda con un sorriso: “È un film che non si è mai visto in Italia, e nessuno credeva che potessimo farlo, che avessimo la capacità e il talento necessario. Al supereroe abbiamo aggiunto la periferia, un personaggio che non aveva nessuna voglia di aiutare il prossimo… Il riscatto è ancora più grande proprio perché è un solitario, un egoista, uno che vive e sopravvive solo per se stesso”.

La maturità artistica di Claudio Santamaria

Con l’uscita del film, Claudio Santamaria ha acquisito una fama ancora più vasta presso gli amanti del cinema nostrano. E non solo quella, dice: “Ho raggiunto la maturità artistica”. “Lo chiamavano Jeeg Robot mi ha dato la possibilità di fare qualcosa di sorprendente, di allontanarmi di brutto da quello che sono io”. Più nel dettaglio, “ho cambiato i miei movimenti, il modo di parlare, di essere, di pensare, di percepire gli altri, me stesso. Ero al posto giusto al momento giusto, preparato nella maniera giusta con le capacità e la volontà, la voglia di farlo. Qualche volta mi è capitato di ripensare con senno di poi a un personaggio e di dirmi che forse ero ancora acerbo per farlo. Invece qui, ho sentito che tutto si incastrava perfettamente”.

Francesca Barra all’attacco sui social: “Basta disinformazione”

Anche Francesca Barra, dal canto suo, ha approfittato del lockdown per fare quello in cui è da sempre specializzata: informare. Lo ha fatto attraverso i social, questa volta, e in particolare tramite Instagram, dove ha postato una “vecchia” foto (specifica) dei Navigli con sotto la sua mini ‘inchiesta’ sul caso aperitivi: “Io abito qui, proprio qui, nella via pedonale tanto fotografata. State danneggiando commercianti, persone perbene… per foto scattate non so come e con quale strumentale obiettivo. La gente esce di casa, la gente aspetta il cibo da asporto, porta fuori il cane. Poi se c’è in mezzo qualcuno che come sempre disubbidisce, si toglie la mascherina, forma assembramenti, sbaglia. Ma non può scoppiare un caso sul nulla. Non parlate se non conoscete la verità, il luogo e se non c’eravate. Non usate questa notizia per scopi politici o personali”. Infine, la giornalista intima: “Chi sbaglia pagherà. Ma anche chi fa cattiva informazione. Menomale che esiste anche il sano giornalismo che ha il coraggio di dire la verità”.





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