BOLLETTINO PROTEZIONE CIVILE 29 MAGGIO/ Coronavirus: +516 casi 87 morti 2.240 guariti

- Niccolò Magnani

Bollettino Protezione Civile del 29 maggio 2020, dati coronavirus: +516 casi, 87 morti 2.240 guariti. Gli aggiornamenti sull’epidemia

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Protezione Civile, Angelo Borrelli (LaPresse, 2020)

In leggero calo rispetto a ieri il numero di nuovi casi di coronavirus in Italia. Sono 516 nelle ultime 24 ore, secondo quanto riporta il nuovo bollettino della Protezione civile. Di conseguenza, il numero di casi sale in totale a quota 232.248. Ma gli attualmente positivi in Italia sono 46.175. C’è stato dunque un calo importante, di 1.811 persone. I morti invece sono 87 nelle ultime 24 ore, quindi il bilancio delle vittime arriva a 33.229 dall’inizio dell’epidemia. Per quanto riguarda i guariti, ne sono stati registrati 2.240 nelle ultime 24 ore, quindi il totale sale a 152.844, un numero importante che conferma il fatto che l’Italia abbia imboccato la strada giusta nella lotta contro il Covid-19. Da segnalare una nota della Regione Marche, che ha comunicato un ricalcolo dei decessi. Quindi dalla tabella sono sotratti 11 decessi che erano stati precedentemente segnalati e che non sono classificabili come Covid-19.

Passiamo ai dati regionali. La Lombardia ha 88.537 casi (+354): 22.683 attualmente positivi, 49.842 dimessi/guariti e 16.012 morti. Il Piemonte invece è a quota 30.501 casi (+56): 5.658 attualmente positivi, 20.992 dimessi/guariti e 3.851 decessi. Quindi l’Emilia Romagna con 27.739 casi (+38): 3.564 persone sono attualmente positive, 20.073 i dimessi/guariti, quindi 4.102 morti. E poi il Veneto con 19.134 casi (+9): 1.849 attualmente positivi, 15.379 dimessi/guariti e 1.906 morti. Si segnalano 0 nuovi casi in Basilicata, Calabria, Valle d’Aosta, Umbria, Abruzzo e nella Provincia autonoma di Bolzano. (agg. di Silvana Palazzo)

BOLLETTINO PROTEZIONE CIVILE E REBUS RIAPERTURE

È il 29 maggio, giorno di grande attesa per la pubblicazione dei dati sul monitoraggio delle Regioni degli ultimi 7 giorni, dove si dovranno vedere i primi effetti delle riaperture dopo il 18 maggio: in attesa del bollettino della Protezione Civile come sempre pubblicato attorno alle ore 18 con i dati delle ultime 24 ore, dovrebbe tenersi attorno alle ore 12 la conferenza stampa dell’Iss con annessa presentazione delle “pagelle” delle Regioni (indice Rt e gli altri dati dell’algoritmo messo a punto da Ministero della Salute, Cts e Istituto Superiore Sanità).

Usiamo il condizionale perché nelle ultime due settimane una volta è stata annullata e l’altra, ovvero 7 giorni fa, si è tenuta praticamente senza preavviso: l’impressione è che comunque la conferenza stampa Iss ci sarà (qui l’eventuale diretta video streaming) visto che sono attesi i monitoraggi compiuti dall’Iss con relativa situazione epidemiologica approfondita su ciascuna Regione in vista delle riaperture interregionali dal 3 giugno in poi. La forte polemica degli ultimi giorni tra alcune Regioni (Sud vs Nord) e nella stessa conferenza Stato-Regioni porta il Governo ad una decisione non semplice che potrebbe giungere non prima di domenica prossima, valutando i dati odierni ma cercando comunque di prendere una scelta collegiale che non aumenti la confusione e il caos di una situazione già delicata.

Dopo la bocciatura del “passaporto sanitario” e l’insostenibilità della quarantena forzata di 14 giorni per chi entra in altri Regioni, al lavoro per gli spostamenti liberi tra Regioni dal 3 giugno l’esecutivo al momento ha come unica alternativa al “liberi tutti” quella di rimandare la “riapertura” di una settimana per tutti.

CORONAVIRUS PROTEZIONE CIVILE: I DATI DI IERI

In attesa dell’evoluzione in giornata di queste “pagelle”, sono ancora indicativi e importanti i dati emersi ieri nell’ultimo bollettino coronavirus della Protezione Civile: come spiegato stamane in Parlamento dal Presidente Iss Silvio Brusaferro, «Possiamo individuare un’Italia a tre velocità, ma in tutte le regioni c’è un decremento. Il virus è ancora presente, i comportamenti adottati sono la misura più efficace per ridurre la contaminazione». Intervenendo in Audizione alla Camera, il n.1 dell’Istituto ha ribadito «Ci troviamo ad aver superato la curva di picco, siamo in discesa e siamo in una fase di controllo della situazione che però richiede un’attenzione particolare. E’ stato messo a punto un sistema di monitoraggio concordato tra Stato e Regioni, rilevato con cadenza settimanale. Ci avviamo a una sfida più importante, la liberalizzazione della mobilità, anche internazionale».

Nei dati registrati nelle ultime 24 ore migliora sia il conteggio delle vittime (+117 mercoledì, ieri +70) che il numero di malati, ricoverati e guariti: peggiorano solo i nuovi contagiati (+593, il giorno prima erano 584) ma si tratta comunque di un trend stabilizzato. 231.732 le persone positive in tutta Italia, di cui 47.986 sono i casi ancora positivi al tampone Sars-CoV 2 (-2.980). Al numero di vittime totali (33.142) si aggiungono i dimessi-guariti che salgono di 3.503 sui 150.604 totali: fronte ospedali, 489 pazienti in terapia intensiva (-16, -3,2%), 7.379 ricoverati con sintomi (-350), 40.118 in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi (-2.614).

Nel bollettino Protezione Civile anche tutti i dati specifici per il contagio nelle Regioni: 22.913 persone positive in Lombardia, 6.072 in Piemonte, 3.750 in Emilia-Romagna, 2.025 in Veneto, 1.380 in Toscana, 1.145 in Liguria, 3.405 nel Lazio, 1.346 nelle Marche, 1.012 in Campania, 1.395 in Puglia, 458 nella Provincia autonoma di Trento, 1.145 in Sicilia, 336 in Friuli Venezia Giulia, 824 in Abruzzo, 157 nella Provincia autonoma di Bolzano, 33 in Umbria, 200 in Sardegna, 23 in Valle d’Aosta, 170 in Calabria, 163 in Molise e 34 in Basilicata.

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