CONSUMI/ Il Covid fa esplodere le vendite di vitamine: nel 2020 crescita da record

- Manuela Falchero

In accelerata il mercato degli integratori, soprattutto quelli che accrescono le difese immunitarie, che offrono un’opportunità di protezione in più

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Foto di Ajale da Pixabay

Curarsi con gli alimenti. O meglio nutrirsi con sostanze capaci di aiutare a mantenere un equilibrio sano ed efficiente del corpo. Va probabilmente ricercata in questa tendenza – che in tempi di Covid assume un valore ancora più rilevante – la ragione del vero e proprio boom di vendite registrato dalla vitamine nel corso del 2020, protagoniste nel solo canale farmacia di un allungo del 47% rispetto al 2019. L’indicazione arriva dal recentissimo monitoraggio condotto da New Line Ricerche di Mercato (con il contributo di IRI per l’ambito GDO), per conto di Integratori Italia, l’associazione italiana di categoria aderente a Confindustria e parte di Unione Italiana Food, cui fanno capo 450 imprese e oltre 20 settori merceologici.

La brillante performance delle vitamine non rappresenta però un caso isolato: ottimi risultati sono stati messi a segno anche dagli integratori per la difesa delle risorse immunitarie (+68%) e per il miglioramento del riposo notturno e del benessere mentale (+23,5%). Numeri, insomma, che parlano di veri e propri exploit, capaci di aiutare l’intero mercato degli integratori a registrare nel 2020 una crescita del 3,2% rispetto al 2019 e a raggiungere così un giro d’affari di 3,9 miliardi di euro.

La spinta del web

In questo allungo, va detto che un ruolo di primo piano è stato recitato dall’e-commerce attivato da farmacie e parafarmacie, protagonista di un’accelerazione del +87,5%. “Le fasi di lockdown e contingentamento dovute al Covid-19 hanno limitato l’accesso ai punti di vendita – commenta Simone Nucci, Direttore Commerciale di New Line -. E in questo scenario l’online è stato il canale di sfogo per evitare di uscire di casa in un periodo critico”. Un fenomeno contingente che, guardando avanti, potrebbe però non variare molto. “Prevediamo – afferma Nucci – che anche il 2022 sarà ancora un anno difficile per i consumi nel canale fisico, a causa alla persistenza di un clima di incertezza legato alla pandemia”.

Il punto focale del mercato resta comunque la farmacia, che da sola rappresenta quasi il 77% del suo valore complessivo, con un fatturato che sfiora i 3 miliardi di euro. Più in difficoltà gli altri canali di riferimento: con un giro d’affari di 342 milioni di euro, la parafarmacia perde il -2,0% rispetto al 2019, mentre super e ipermercati arretrano dello 0,4% non superando i 269 milioni di euro.

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