Copasir indaga su Renzi e M5s “ingerenze straniere”/ Arabia e Venezuela: cosa succede

- Niccolò Magnani

Copasir (oltre alle Procure) indaga sui presunti rischi di “ingerenze straniere” per i casi Renzi-Arabia Saudita e M5s-Venezuela. Cosa succede, gli scenari

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Matteo Renzi. Sullo sfondo, Giuseppe Conte (LaPresse)

Dalle conferenze in Arabia fino ai presunti soldi dal Venezuela: Matteo Renzi e Movimento 5 Stelle per una volta si trovano “accumunati” da qualcosa, nel merito una indagine del Copasir (la Commissione Parlamentare che controlla l’operato dei servizi segreti) per valutare il rischio di ingerenze straniere.

Dopo le ultime inchieste emerse sugli organi di stampa (rispettivamente “Fatto Quotidiano” e “Il Giornale”, tanto i soldi dei compensi ricevuti dall’ex Premier oggi leader Iv, quanto i possibili fondi inviati dal regime di Chavez e Maduro al M5s sono sotto la lente di osservazione del Copasir. L’organo di rappresentanza nell’ultima audizione ha chiesto direttamente alle procure che stanno conducendo le indagini di consegnare gli atti ufficiali, così da poter verificare se sussistano pericoli per la sicurezza nazionale.

RENZI E M5S: QUALI “SOLDI” SONO SOTTO INCHIESTA

Diversa la natura e la provenienza dei fondi ai politici italiani sotto la stretta osservanza ora del Copasir: per Matteo Renzi si indaga sugli 80mila euro lordi l’anno che l’ex Premier riceve per partecipare al board del “Future Initiative Investment”, un gruppo saudita fondato dal re Salman bin Abdul-Aziz Al Saud. Renzi non ha mai nascosto tali emolumenti, spiegando tutti quei pagamenti come compensi per gli interventi alle conferenze internazionali, pienamente legali. Di contro in casa M5s, il Copasir (e la Procura di Milano) indagano sulle dichiarazioni di Hugo Carvajal (detto “Il Pollo”), ex leader dei servizi segreti del Venezuela, intervistato dai media spagnoli. In pratica, lo 007 – poi arrestato per narcotraffico – ha rivelato diversi finanziamenti fatti a molti partiti in giro per il mondo, tra cui il Movimento 5Stelle. L’allora membro M5s Davide Casaleggio già un anno fa espose querela contro il quotidiano ABC per aver riportato tale notizia, considerandola pienamente fasulla e difenendo l’operato del defunto padre Gianroberto e del Garante M5s, Beppe Grillo.



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