CARNEVALE 2019/ A Ivrea è il giorno della tradizionale battaglia delle arance

- Davide Giancristofaro Alberti

E’ il giorno della battaglia delle arance ad Ivrea, che segue la presentazione della Vezzosa Mugnaia

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Vacanze di Carnevale 2019 - LaPresse

Entra nel vivo nella giornata odierna il carnevale di Ivrea. Dopo quella di Venezia e quella di Viareggio, la festa della nota cittadina piemontese in provincia di Torino è la più seguita, generando un indotto da circa 3 milioni di euro. E’ il carnevale in cui si festeggia con la celebre e storica battaglia delle arance, con la prima giornata che andrà in scena come da tradizione nella giornata odierna. Ieri si è tenuto un altro appuntamento classico del carnevale di Ivrea, la presentazione della Vezzosa Mugnaia 2019: alle ore 21:00 si è affacciata dal balcone del palazzo civico, Francesca Olivero in Feraudo. Classe 1981 nata a Torino ma trapiantata ad Ivrea, è figlia di due noti avvocati, come sottolinea l’agenzia Ansa. «Spero davvero di riuscire a costruire con la Violetta di quest’anno un rapporto solido e di complicità – le parole rilasciate subito dopo la presentazione – violetta è simbolo di femminilità ma non quella solita intesa come bellezza e grazia, ma come forza e coraggio». La leggenda vuole che la Vezzosa Mugnaia fosse una certa Violetta che nella seconda metà del 1200 si ribellò al proprio padrone tiranno, tagliandogli la testa nel sonno. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CARNEVALE 2019: ANCHE NEYMAR A RIO

L’infortunio non ha fermato Neymar, che ha preso parte allo spettacolare Carnevale di Rio de Janeiro. L’asso della nazionale brasiliana, di proprietà del Paris Saint Germain, è stato immortalato sulle strade della splendida metropoli verdeoro, mentre balla e si diverte con gli amici. Una presenza che è stata documentata anche dallo stesso calciatore, resa pubblica sulla propria pagina Instagram, e che ha creato qualche polemica proprio per via delle condizioni fisiche dello stesso attaccante. Neymar è infatti fermo da più di un mese (23 gennaio scorso), a seguito di un infortunio al quinto metatarso del piede sinistro; ha deciso di effettuare la sua riabilitazione in Brasile (guarda caso), ma evidentemente il problema fisico non ha scoraggiato il calciatore, che si è fatto attrarre dalle musiche, i colori e le danze del carnevale di Rio. La stagione del calciatore ex Barcellona resta comunque fin qui da incorniciare, con 20 reti in 23 partite fra campionato e coppe varie, ma il suo percorso verso il recupero è solamente a metà, visto che potrà tornare in campo solo ai primi di aprile, se tutto andrà per il verso giusto. Nel frattempo il PSG affronterà agli ottavi di finale di Champions il Manchester United, con la speranza di approdare ai quarti, un vero e proprio tabù: ma il 2 a 0 dell’andata fa ben sperare… (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CARNEVALE 2019, PERCHÉ SI LANCIANO I CORIANDOLI?

Sono tante le tradizioni durante la festa di Carnevale e fra le più in voga, che non tramona mai, vi è senza dubbio quella di tirare i coriandoli: chi non l’ha mai fatto? Non fanno male, sono colorati e fanno divertire tanto i più piccoli. Ma da dove ha origine questo strano gesto? Lo spiega stamane l’edizione online de La Stampa, secondo cui il lancio dei pezzettini di carta colorata risale al periodo del Rinascimento. Come riferisce l’autorevole dizionario Treccani, la prima menzione si ha nel 16esimo secolo, quando il fiorentino Giovanvettorio Soderini, noto agronomo italiano, ricoprì di zucchero i semi del coriandolo (sorta di prezzemolo), trasformandoli in piccoli confetti (da qui deriva il fatto che inglese i coriandoli vengono chiamati confessi), da lanciare. In seguito i confetti di coriandolo vennero sostituiti con delle palline di gesso colorato, più economiche e variopinte, fino alla sostituzione dello stesso gesso con la carta. Quest’ultimo materiale venne introdotto precisamente nel 1876 da parte di Ettore Fenderl, all’epoca ragazzino, che ritagliò appunto dei piccoli pezzi di carta colorati, visto che non poteva permettersi di acquistare i gessetti. Fu così che la carta iniziò piano-piano a sostituire i gessetti, poi definitivamente scomparsa. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

CARNEVALE 2019: SPENDEREMO 150 MLN IN DOLCI

Proseguono i festeggiamenti per il Carnevale 2019. Da giovedì scorso, 28 febbraio, è iniziata ufficialmente la feste più colorata e divertente che ci sia, con il classico giovedì grasso del rito romano. Nelle città d’Italia in cui si celebrerà questo rito, le maschere andranno in soffitta martedì prossimo, mentre in quelle in cui è in vigore il rito ambrosiano, si festeggerà il prossimo weekend. Fra una maschera, uno scherzo e una festa, come dimenticarsi dei numerosi dolci che in questi giorni popoleranno le tavole delle famiglie italiane. I tortelli lombardi, i friciò del Piemonte, le lasagnette fritte dell’Emilia, la schiacciata dolce della Toscana, le bugie della Liguria, il sanguinaccio della Campania e i crostoli del Friuli, sono solo alcuni dei dolci tipici consumati in questo periodo. Stando a quanto emerso da un’indagine realizzata dalla Coldiretti, 4 famiglie su 10, ben il 38% del totale, riscopriranno sotto le feste carnevalesche i prodotti tipici della nostra tradizione.

CARNEVALE 2019: FESTE, MASCHERE E DOLCI

In totale consumeremo circa 12 milioni di chilogrammi di dolci tipici, per una spesa complessiva che si aggirerà attorno ai 150 milioni di euro. C’è chi deciderà di preparare i gustosi prodotti in casa, per una spesa media di circa 5 euro al chilogrammo, e chi invece preferirà affidarsi alle mani esperte dei pasticcieri, spendendo in media fra i 15 e i 30 euro per ogni kg, anche se non mancheranno i picchi di 65 euro nei locali più prestigiosi e rinomati. Ovviamente preparare i dolci carnevaleschi in casa offre la possibilità di avere la sicurezza dei prodotti che stiamo per mangiare, la freschezza e la qualità degli ingredienti, come ad esempio le uova e il miele, come ci tiene a ricordare la Coldiretti. In occasione delle feste è stato organizzato a Roma per questo fine settimana il mercato degli agricoltori di Campagna Amica, con la prima sfilata d’Italia dei dolci di Carnevale, che prevede anche il “tutor delle frappe”, per imparare a realizzare quei gustosi dolci che ogni regione chiama a suo modo, ma che sono di solito conosciuti con il nome di Chiacchiere.

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