RAGGI, SCANDALO AMA/ Lega e Salvini all’attacco:”Non è in grado di amministrare Roma”

- Niccolò Magnani

Rifiuti Roma Ama, Virginia Raggi “Salvini attacca per coprire indagini su Siri”. Bufera nel Governo Lega-M5s, sindaco valuta querela all’ex ad.

Virginia Raggi e Matteo Salvini
Virginia Raggi si difende da Matteo Salvini (LaPresse, 2019)

Scontro Salvini-Raggi che non accenna a calare, con il segretario del Carroccio che dopo aver preso la palla al balzo per scagliarsi contro la sindaca sulla vicenda Ama, quest’oggi ha confermato la linea politica di ostruzione rispetto al decreto Salva Roma voluto dal MoVimento 5 Stelle per aiutare la sindaca. Ad illustrare le perplessità della Lega sul provvedimento che permetterebbe alla sindaca di avere più agibilità economica per risolvere i tanti problemi della Capitale è stato il capogruppo in Campidoglio, Maurizio Politi. Come riportato da La Repubblica, il leghista ha spiegato:”Il Salva Roma non ci convince perché il sindaco non ha dato alcuna reale prospettiva di sviluppo della città. Il governo è disposto ad aiutare Roma, la Lega in primis, ma il problema vero è che in tre anni il M5S non ha offerto alcuna visione della città, è tutto peggiorato. E la Raggi non è in grado di amministrare”. (agg. di Dario D’Angelo)

LE PAROLE DI ROBERTA LOMBARDI

Nuovi sviluppi sullo scandalo Ama, il sindaco di Roma Virginia Raggi valuta querela contro l’ex amministratore delegato Bagnacani. Ecco le parole del suo avvocato riportate da Tg Com 24: «Attendiamo di leggere l’esposto. Poi valuteremo se ci sono nei suoi confronti profili penali, come ad esempio la calunnia o la diffamazione». Sul caso è intervenuta anche la consigliera e capogruppo M5S in Regione Lazio Roberta Lombardi ai microfoni de La Stampa: «Di Maio ha giustamente chiesto al sottosegretario Siri, indagato per corruzione, di valutare il passo indietro. Ci sono reati su cui anche solo l’indagine è particolarmente odiosa. Io non ho chiesto le dimissioni della Raggi per falso ideologico, se fosse però coinvolta da indagini di altro tipo, allora cambierebbe lo scenario. Ma spero che questo non avvenga». Ribadendo: «Io non credo che la Raggi debba dimettersi in questo momento. Inciampi ed errori ne sono stati fatti, penso anche a questi audio, ma solo la rilevanza penale cambierebbe tutto». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

“SINDACO VUOLE I PRIVATI”

Mentre la Lega non fa passi indietro nel chiedere la “testa” della sindaca di Roma, Di Maio in un lungo messaggio FB difende pubblicamente l’operato della Raggi e attacca Salvini «Siamo nati sulla questione morale e gli indagati per corruzione o per aver preso mazzette e tangenti no, non possiamo accettarli. Siamo entrati per cambiare le cose, non per lasciarle così come sono. Mi auguro che la Lega lo abbia capito. Perché quella di ieri su Virginia Raggi è stata una vera e propria sceneggiata mediatica». Intanto, in una intervista a Repubblica, è ancora l’ex manager di Ama Lorenzo Bagnacani a fornire elementi per “spiegare” quelle strane richieste del sindaco in merito al bilancio della partecipata sui rifiuti: «Questa vicenda mostra che ho sempre perseguito la via della legalità. Sono stato allontanato per non essermi piegato a delle richieste che reputavo assolutamente non conformi. Ho rispettato le regole anche davanti al rischio di essere cacciato». Non solo, da un’altra intervista a Repubblica è ancora l’ex manager ad attaccare «In Regione, in audizione, mi sono lanciato in un’interpretazione. Ho detto che la delibera che apre, dopo due rendiconti in perdita, alla privatizzazione di Ama non è mai stata cambiata. Quell’atto e l’ostinazione a portare l’azienda in una direzione… non decreto i motivi altrui, il mio è un ragionamento».

CASO AMA, “SALVINI MI ATTACCA PER COPRIRE SIRI”

Il caso Ama e le conversazioni di Virginia Raggi pubblicate dall’Espresso)dove dice all’ex manager Bagnacani (poi da lei stessa denunciato) di non aver sotto controllo RomaI romani oggi si affacciano e vedono la merda. In alcune zone purtroppo è così. Quando ai romani gli dico sì la città è sporca però vi aumento la Tari, ma io scateno, cioè mettono la città a ferro e fuoco altro che gilet gialli») e dove soprattutto chiederebbe di modificare il bilancio della partecipata sui rifiutiSe tu lo devi cambiare comunque, lo devi cambiare. Punto. Anche se loro dicono che la luna è piatta») hanno alzato un “incendio” nel Governo Lega-M5s di difficile spegnimento. Il caso delle possibili responsabilità penali – per ora non riscontrate dalla Procura di Roma – si intreccia poi alle indagini sul Sottosegretario della Lega Armando Siri ed è proprio su questo punto che la sindaca M5s insiste oggi nel difendersi dalle richieste di dimissioni “sparate” da Salvini: «Non consento di dire a nessuno che io volevo approvare il bilancio in rosso. Io e la mia Giunta dobbiamo approvare il bilancio di una società che sia veritiero e corretto. Quell’audio che reca la data 30 ottobre, arriva dopo mesi di balletto tra Ama e Comune di Roma». La Raggi ha parlato ieri sera a Piazza Pulita per esprimere la sua posizione e in merito alle parole del vicepremier – «Raggi non è più adeguata a fare il sindaco di Roma» – ha poi contrattaccato «Forse vuole coprire quello che è successo oggi al suo sottosegretario Siri che mi sembra sia indagato per presunte corruzioni e tangenti?».

BUFERA LEGA-M5S SULLA SINDACA RAGGI

Il problema è che il caso Ama è tutt’altro che “inventato” e non nasce certo ieri: le difficoltà della raccolta rifiuti nella Capitale, l’azzeramento del Cda e il rischio default dei mesi scorsi hanno portato alle ultime denunce fatte da Bagnacani che mettono di nuovo la sindaca di Roma in bilico, non solo davanti al fuoco incrociato della Lega. «Ci sono reati su cui anche solo l’indagine è particolarmente odiosa. Io non ho chiesto le dimissioni della Raggi per falso ideologico, se fosse però coinvolta da indagini di altro tipo allora cambierebbe lo scenario. Ma spero che questo non avvenga», stuzzica la “nemica” di Virginia Raggi, la grillina Roberta Lombardi in una intervista alla Stampa. Ma è Il Messaggero a riportare un plausibile retroscena direttamente dalle parole del vicepremier Luigi Di Maio, anch’esso dato come infuriato contro la Raggi da voci vicine al leader M5s: «sono preoccupato per la ripetitività di situazioni che imbarazza i vertici nazionali grillini» avrebbe scritto Di Maio alla sindaca che contesta poi il livello di “comunicazione” con il suo staff della stessa Virginia Raggi. Mesi fa le chat del suo entourage, oggi gli audio registrati da Bagnacani: «con lei sempre così», avrebbe poi commentato (anche se non confermato) il Ministro del Lavoro.

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