DALL’OLANDA/ Rutte teme il voto e il membri del “Cts” girano con la scorta

- Raffaele Magaldi

La diffusione del Covid in Olanda sembra aver ripreso vigore. Rutte pare disarmato: spera nel vaccino, che partirà però a gennaio 2021

Enrico Bucci
Terapia intensiva (LaPresse)

OEGSTGEEST (Olanda) – Dopo un periodo di sostanziale ribasso nella curva dei contagi medi settimanali, la diffusione del Covid in Olanda sembra aver ripreso vigore. Il forte sospetto che la flessione della curva vista a novembre fosse dovuta anche alle chiusure scolastiche per le tradizionali vacanze autunnali sembrerebbe quindi trovare conferma nei numeri, anche se stabilire un nesso causale certo non è possibile. La situazione, in ogni caso, non è positiva, come del resto ha ammesso anche il premier olandese Mark Rutte durante la conferenza stampa di venerdì 4 dicembre. A confermarlo sono anche i dati sulla mortalità in eccesso rispetto alla media degli anni precedenti.

Rutte ha chiesto di attendere il solito appuntamento bi-settimanale del martedì sera per informazioni specifiche sui piani del governo in vista del periodo natalizio. A controbilanciare le cattive notizie sulla curva del contagio che ha ripreso a salire, il primo ministro ha voluto subito porre l’accento sulla possibilità, comunicata dal ministro della Salute Hugo de Jonge, di partire con la campagna di vaccinazione già a gennaio 2021. Questo atteggiamento sarebbe perfettamente in linea con la politica attendista e poco coraggiosa scelta dal governo olandese nell’affrontare l’emergenza Covid-19 fin dall’inizio. Rutte ha inoltre fatto capire che tutto è nelle mani dell’Ema (l’Agenzia europea per i medicinali), che dovrà necessariamente approvare i vaccini attualmente in fase avanzata di sperimentazione. Insomma: poca attenzione (almeno fino alla conferenza di martedì) sulle misure in vigore e sulla loro efficacia, molte speranze nel vaccino, ma anche un po’ di sano maniavantismo politico.

Durante la conferenza stampa il premier è stato incalzato anche da qualche domanda scomoda, soprattutto sulla possibile chiusura parziale delle scuole sfruttando le imminenti vacanze natalizie per limitare i disagi. Anche in questo caso Rutte ha messo in campo tutta la propria esperienza politica, dirottando l’attenzione su paesi vicini come ad esempio la Germania: scuole aperte e una curva del contagio simile, secondo il premier. Osservazioni che sono subito state contestate da diversi esponenti del mondo scientifico e dal Red Team Covid-19: la curva del contagio tedesca in proporzione alla popolazione è sensibilmente meno preoccupante di quella olandese, e nelle scuole tedesche vige obbligo di mascherina anche in classe (in Olanda non è così). Il paragone appare quindi abbastanza fuori luogo.

Breve parentesi, a proposito delle mascherine: nella battaglia ideologica contro di esse da parte di tanti “esperti” anche tra gli organismi governativi, va segnato un altro punto a loro sfavore con la recente modifica delle linee guida del Rivm (Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente) sul loro uso. Da una spiegazione in cui si metteva in risalto la mancanza di evidenze scientifiche e di certezze sull’efficacia della mascherina come Dpi, si è passati silenziosamente a un’osservazione in cui si fa notare come “le mascherine non sono uno strumento sostitutivo delle norme igienico-sanitarie e di distanziamento sociale”. Un messaggio che sa, finalmente, di resa: forse anche dovuto al fatto che la stragrande maggioranza degli olandesi ha definitivamente accettato le mascherine come strumento di prevenzione già da alcune settimane.

Per chiudere l’argomento Covid19, Rutte ha condannato senza mezzi termini gli episodi di minacce nei confronti di alcuni membri dell’Outbreak Management Team (il corrispondente olandese del nostro Cts). A diversi membri dell’organizzazione è stata concessa la scorta e il primo ministro ha definito “idioti” gli autori dei messaggi intimidatori.

La conferenza stampa ha anche toccato brevemente l’argomento Brexit, con Rutte che ha di fatto chiesto alle imprese olandesi di essere pronte allo scenario peggiore. Per quanto il discorso del premier ponesse l’accento sulla prudenza, facendo notare come un accordo sia tuttora possibile, è parso evidente come il giudizio politico sul raggiungimento di un accordo tra Ue e Gran Bretagna sia fondamentalmente pessimista. Il governo ha avviato una massiccia campagna informativa, con manifesti e pannelli luminosi sulle autostrade che esortano a “essere pronti”.

Infine Rutte ha espresso gratitudine all’Italia per avere invitato i Paesi Bassi al prossimo G20. Secondo il premier olandese sarà importante poter mettere sul tavolo diversi elementi di interesse per la politica economica olandese in un’ottica veramente multilateralista, oltre alla possibilità di definire un approccio globale nella lotta al coronavirus.

In attesa quindi di capire quali saranno le prossime mosse del governo (ammesso che ce ne saranno) per affrontare la pandemia durante le festività imminenti, il messaggio di Mark Rutte non sembra essere cambiato: più che voler cercare di capire come mai le misure attualmente in vigore si stiano rivelando solo parzialmente efficaci nel contenere il virus, si attende il via libera alla distribuzione del vaccino. A quel punto sarà passato un altro mese e ne mancheranno due e mezzo alle elezioni: sarà sufficiente questo a garantire alle attuali forze di governo il successo elettorale?

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