Daniela Molinari, via cure sperimentali con Dna madre/ L’appello: “Vorrei conoscerti”

- Alessandro Nidi

Daniela Molinari ha iniziato un percorso di cura sperimentale grazie al Dna della madre, che l’aveva abbandonata appena nata in orfanotrofio a Como

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Daniela Molinari, Lombardia Nera

Daniela Molinari ha iniziato il suo “viaggio verso la vita” in un ospedale di Milano, combattendo contro la malattia grazie ad alcune cure sperimentali, rese possibili grazie al Dna della madre, che l’aveva abbandonata alla nascita presso un orfanotrofio di Como. Nei mesi scorsi, Daniela aveva lanciato reiterati appelli alla donna, pur senza averla mai conosciuta, chiedendole di farsi avanti, pur mantenendo l’anonimato, e di acconsentire a un prelievo del suo sangue per dare una possibilità a quella figlia che lei stessa aveva dato alla luce.

Dopo alcune resistenze iniziali, la mamma di Daniela si è convinta e ha deciso di regalarle una possibilità di salvezza. Oggi, Molinari, riserva per lei parole al miele e le rinnova un invito:Mamma, non so dove tu sia, ma sento che ti interessi a me. Finalmente inizio la cura sperimentale grazie a te e al regalo che mi hai fatto, ma vorrei incontrarti. Il desiderio di conoscerti non mi abbandona mai. Credo sia la sensazione più umana e naturale che esista. Vorrei poterti vedere, vorrei parlarti”.

DANIELA MOLINARI: “VORREI INCONTRARE MIA MAMMA”

“Care mamme, le mie mamme, dico – ha asserito ancora Daniela Molinari a mezzo social –. Mi rivolgo a voi: abbracciamoci oggi, perché potremmo non poterlo più fare. Mamma di pancia, non so nemmeno dove sei ma tu lo sai bene e sono sicura che ti interessi di come sto. Mamma di fatto, un carattere un po’ particolare entrambe io e te, ma la vita sta provando a distruggermi, tienine conto”.

Poi, una rivelazione: “Ho presentato una nuova richiesta al tribunale per poter incontrare mia mamma con il patto di riservatezza. Accetterei di non sapere neppure il suo nome, ma almeno di vederla e parlarle. Per ora è stata respinta, ma non mi arrendo, perché quando tiro le fila della mia vita c’è sempre qualcosa che manca. Penso a lei, a un incontro mancato. Magari è un’illusione, ma io sono convinta che anche lei mi pensi, che si interessi di come sto. Me lo sento. Vorrei vederla e sentirmi meno sola”.



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