Delitto Olgiata, Manfredi Mattei/ “Omicida di mamma già libero? Rabbia e delusione”

- Davide Giancristofaro Alberti

Alberica Filo della Torre, il delitto dell’Olgiata: a Storie Italiane il figlio Manfredi Mattei, sdegnato perchè l’assassino di sua madre ha già lasciato il carcere

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Delitto dell'Olgiata a Storie Italiane

Dopo soli 10 anni è tornato libero l’assassinio di Alberica Filo della Torre, Manuel Winston Reyes, maggiordomo che trent’anni fa (il 10 luglio del 1991) uccise la stessa contessa napoletana nella sua villa dell’Olgiata. Il 9 ottobre del 2012 era stato condannato dopo anni in cui il giallo era rimasto irrisolto, e ieri è uscito dal carcere. Manfredi Mattei, il figlio di Alberica Filo della Torre, (che all’epoca aveva 9 anni), è stato ospite stamane del programma di Rai Uno, Storie Italiane, ed ha spiegato: “Provo rabbia delusione e sconcerto per come è stata gestita la vicenda negli anni, la rabbia verso Wilson può essere passeggera, resta la rabbia verso un sistema che non è in grado di assicurare colpevoli alla giustizia e non è in grado di svolgere indagini in modo decente. Risulta inaccettabile ciò che viene a galla, scoprire che dopo 20 anni le prove erano sul tavolo e nessuno le ha guardate, inaccettabile pensare che gente ha girovagato per il mondo seguendo fantasie distorte e non ha guardato nella porta accanto dove c’era la verità”

Winston era stato condannato inizialmente a 24 anni con il rito abbreviato, che sono divenuti 16 e poi dieci per via della buona condotta e dei vari sconti fra cui anche l’indulto: “Sembrava sereno all’uscita del carcere – ha raccontato Eduardo Lucarelli, il giornalista di Storie Italiane – non ha detto nulla della famiglia della Torre-Mattei, ha detto che torna ad essere un uomo libero e nei prossimi giorni ci aspettiamo una dichiarazione che però come ha detto la famiglia non è mai arrivata in questi anni”.

DELITTO OLGIATA, IL FIGLIO MANFREDI MATTEI: IL COMMENTO DI GAROFALO

L’ex numero uno del Ris, Garofalo, se ne occupò all’epoca dell’omicidio dell’Olgiata: “In quegli anni ci si iniziava ad approcciare alla tecnica del dna. Tutte le analisi fatte non approdarono ad alcuni risultato, poi il tutto venne rianalizzato con le nuove tecnologie e ci fu un colpo di scena in quanto le persone che dovevano fare le analisi fallirono. Fu grazie alla tenacia della difesa che l’analisi fu affidata al Ris e si arrivò ai risultati”.

L’avvocato della famiglia Mattei ha aggiunto sulla scarcerazione di Wilson: “Questa scarcerazione è strettamente legata ai ritardi della giustizia italiana. Se quel killer fosse stato giudicato nel giro di pochi mesi sulla base di prove classiche… Un tribunale ha giudicato una persona a distanza di 20 anni e dopo quel tempo una persona è diversa e questo ha inciso molto”.



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