DIARIO ARGENTINA/ I danni della “Repubblica degli infettivologi” sulla classe media

- Arturo Illia

In Argentina continuano a protrarsi le misure di lockdown, con conseguenze economiche devastanti per la classe media, che diventerà povera

Coronavirus Argentina Polizia Lapresse1280
Lapresse

Che l’Argentina nell’ambito latinoamericano costituisca un Paese decisamente strano, forse anche per via dell’emigrazione di massa che l’ha popolato, è risaputo ed è dimostrato anche da come è stato affrontato il problema del Covid-19, che, mettiamolo subito in chiaro, ha avuto finora effetti molto limitati rispetto ad altri Paesi della stessa area geografica. E questo si deve a diversi fattori, primo fra i quali il rapporto tra popolazione ed estensione territoriale, fatto che mettendo grandi distanze tra centri abitati costituisce già una diga efficiente alla diffusione del virus.

Ma ci sono da aggiungere altri due motivi: la sostanziale mancanza di test di positività rispetto ad altri Paesi che contano numeri più grandi (il Cile ad esempio) e una quarantena ormai da record mondiale, contornata da misure degne di un coprifuoco e spesso interpretate a seconda dell’agente di polizia che si incontra. Ma non solo: è stato pure diffuso un numero di telefono dove denunciare le eventuali infrazioni alle norme da parte di vicini. Ovviamente anonimo nell’identificazione del denunciante, ha ottenuto un successo incredibile che si estende sempre più mano a mano che la quarantena si allarga.

Stiamo parlando di Argentina, una nazione già di per sé in default e con un’economia talmente disastrosa che credo abbia mosso a compassione lo stesso Covid-19 nel diffondersi. Il martellamento continuo da parte dei media, a cui si aggiunge quello dei social network, unito alla chiara infermità psicologica di parte della popolazione dopo un isolamento di questa portata (ormai sono passati tre mesi) hanno portato non solo alla caduta completa dell’economia e a un aumento impressionante della povertà che ormai investe la classe media, ma pure a una situazione di paura vieppiù ingigantita da quella che potremo definire “la Repubblica degli infettivologi”.

Il Presidente Alberto Fernandez ormai si circonda solo di loro, dimenticando economisti, psicologi, neurologi, e quindi instaurando una situazione alla mercé di una parte della problematica che, seppur preparatissima, si è già prodotta (come alcuni loro colleghi nel mondo intero) in una serie di errori dovuti non solo a una Oms che si è dimostrata ancora una volta una organizzazione inutile nella sua operatività e soprattutto informazione, ma anche rispetto alle varie scuole di pensiero di categoria, che hanno alimentato dibattiti accesissimi.

E sfondoni colossali spesso dovuti all’egoismo dei singoli: come quello di Pedro Cahn, che ha esplicitamente dichiarato, dopo le manifestazioni di cittadini che protestavano contro la quarantena infinita, che “se credono che la quarantena sia brutta, provino il coronavirus e la morte”. Un’uscita inspiegabile e francamente deprecabile da chi, come un medico, dovrebbe avere la sensibilità di capire il paziente. Sta di fatto che questo slogan è stato immediatamente recepito dal kirchnerismo e anche dal Presidente che non lo hanno minimamente criticato e, specie il primo, addirittura preso come grido di guerra politico.

Ora, siamo tutti convinti che la quarantena serva a fermare il Covid-19 nella sua diffusione: è stata uno strumento efficace in vari Paesi, mentre in altri la sua non applicazione è servita a diffondere un virus che si sviluppa a velocità impressionanti. Ma la cessazione di ogni attività decisa repentinamente, lo ripetiamo, ha portato a una crisi nella crisi di una nazione già provata da anni di disastri politici ed economici appartenuti a vari Governi: ora ci sono 14.702 positivi al virus in tutta l’Argentina, ma se togliamo più di 5.000 guariti e purtroppo i 500 morti arriviamo a cifre da capoluogo di provincia italiano di mesi fa.

È chiaro che la salute è un bene da preservare, ma allora come mai decidere restrizioni così grandi alla vita dei cittadini e poi il 2 aprile scorso mandare 8 milioni di pensionati e poveri (fatto già segnalato) fuori dalle banche perché si è scoperto che chiudendole si rischiava di lasciare senza soldi le classi più deboli? Per fortuna a questa misura disgraziata non ha fatto seguito (come in Italia e Spagna per esempio) l’esplosione massiva del Covid-19, segno che, per fortuna, non si era diffuso. Ma, non contente, le autorità ci hanno riprovato e se a ogni passo della tua passeggiata con il cane (non più di 500 metri) vieni seguito dalla polizia o da gruppi di giovani istruiti dalle autorità sulle regole che ti impediscono di fermarti o se è proibito sedersi su di una panchina, perché invece nelle “Villas miserias”, i quartieri bidonville che ormai si sono sparsi in tutta l’Argentina, non si è operato nessun tipo di controllo, con il risultato che la settimana scorsa si sono individuati focolai ormai sparsi in tutte queste situazioni abitazionali precarie?

Ho potuto spesso visitare questi luoghi (non solo in Argentina) e parlare con gli abitanti, ovviamente dopo trattative con le “autorità” locali che non erano o sono solo appartenenti a bande malavitose ma in maggioranza “punteros” politici, rappresentanti tanto del kirchnerismo che del macrismo che detengono un potere assoluto sulla gente che, in cambio del voto si capisce, ottiene sussidi, cibo o “gettoni” di partecipazione alle varie manifestazioni politiche. Ed ecco che ora, in questa ultima situazione di emergenza, gli stessi creatori di questi sobborghi li circoscrivono per controllarne l’accesso.

Ora, questa esplosione (seppure in numeri non importanti) di infezioni se non verrà risolta produrrà un ulteriore inasprimento delle misure e un ritorno alla “Fase 1”. In poche parole i cittadini pagheranno l’improvvisazione delle autorità della “Repubblica infettivologica” e, in nome della preservazione della vita, si distruggerà totalmente l’economia con conseguenze inimmaginabili. Perché Alberto Fernandez, come molti, non ha capito come anche l’economia sia vita e ci permette, con il nostro lavoro, di godere di una vita degna di questo nome.

Ma è ormai chiaro a molti che le restrizioni alla libertà individuale operate in questa quarantena attraverso Dnu (Decreti Presidenziali di Necessità e Urgenza), senza una minima attività da parte delle Camere, a cui si sono sommati progetti del kirchenrismo per impossessarsi delle imprese in difficoltà e la stampa di banconote a ritmi vertiginosi, l’alleanza della situazione sviluppatasi con Covid-19 costituisce una formidabile occasione per aumentare il potere dello Stato totalitario attraverso il controllo e la riduzione della classe media che, provata dagli tsunami economico-sanitari, accederà alle porte della povertà sana e salva e quindi alle dipendenze di un populismo che rischia di inglobare l’Argentina tra le nazioni distrutte dalle sue politiche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA