BELEN RODRIGUEZ/ Il dietologo: “dopo il parto bisogna seguire una strategia precisa”

- int. Primo Vercilli

Dopo il parto tutte sognano di tornare in fretta alla propria linea. Ma quale strategia seguire? Risponde l’esperto in scienza dell’alimentazione PRIMO VERCILLI

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Belen Rodriguez

Sull’onda della nascita del piccolo Santiago, ossia il figlio di Belen Rodriguez e Stefano De Martino, ogni giorno giornali e siti di gossip mostrano le foto di Belen in splendida forma: al parco, fuori dalla palestra, per strada  mentre saluta i paparazzi, il suo fisico è quello di sempre e più che le sue gesta quotidiane, alle donne e neo mamme come lei, interessa una sola cosa: come ha fatto a recuperare la linea dopo la gravidanza?

Se pochi giorni fa abbiamo rivolto questa domanda alla personal trainer Silvia Pandolfi, oggi interroghiamo lo specialista in scienze dell’alimentazione dott. Primo Vercilli, che racconta come le vip seguano una strategia “raffinata e precisa a cui posso anche aspirare tutte le donne, purchè ne abbiano il tempo e la voglia”.

Dottor Vercilli, esiste un lasso di tempo considerato “standard” per ritrovare la linea dopo la gravidanza se si segue una dieta ma non si ha il tempo di praticare molto esercizio fisico?
Non esiste un arco di tempo standard, anche perchè bisogna innanzitutto considerare se la mamma è in allattamento o meno. L’allattamento infatti influenza la strategia di dimagrimento e recupero del peso, così come l’attività fisica. 

Il secondo aspetto è quanti kili bisogna perdere, ossia quanti ne sono rimasti dopo il parto. Se si devono perdere 3-4 kg la situazione può essere presa con calma e magari perdendo un kilo e mezzo al mese o due riusciamo a rientrare in pochissimo tempo, se invece il problema è più serio, ad esempio se si sono presi 10-15 kili allora si deve organizzare una strategia con un calo mensile più abbondante. Comunque se vogliamo ipotizzare dei tempi medi, in allattamento si possono perdere un kilo o due al mese, se non si allatta anche due o tre. 

Vediamo continuamente mamme vip, Belen Rodriguez è la più recente, che ritrovano la linea in tempi brevissimi: secondo lei è una cosa alla quale possono aspirare anche le comuni mortali? 
Diciamo che queste mamme seguono dei regimi particolari, ma soprattutto si aiutano con personal trainer, percorsi di attività fisica, trattamenti estetici di vario genere per correggere anche i piccoli difetti, e hanno di più la possibilità di mascherare le imperfezioni. 

In questi casi c’è una programmazione raffinata e precisa a cui posso anche aspirare tutte le donne, purchè ne abbiano il tempo e la voglia. É una strategia che parte dall’inizio della gravidanza, si segue un programma preciso con un aumento del peso attinente all’aumento del bambino, e dopo il parto si può tarare il sistema per perdere quel kilo o due.

E’ una strategia impegnativa ma a cui tutte possono tendere per tornare alla propria linea. 

Durante la gravidanza per non prendere troppi kili è meglio osservare delle semplici regole di buon senso o è farsi prescrivere una dieta da uno specialista? 
Io consiglio di provare nei primi due mesi a seguire delle regole di buon senso, se poi si vede che ciò non basta per mantenere un aumento del peso in linea con le esigenze della gravidanza, io suggerisco dal terzo mese, non oltre, di rivolgersi a uno specialista anche perchè è negli ultimi mesi che c’è l’aumento maggiore, e se perciò già nei primi mesi non riusciamo a tenere a bada il peso è meglio non sottovalutare la situazione. 

Quanti kili si dovrebbero prendere ogni mese durante i nove mesi della gravidanza?

L’aumento ideale sarebbe di 9-10 kili in tutta la gravidanza. Nei primi 2-3 mesi converrebbe non prenderne più di uno e mezzo/ due, poi l’aumento maggiore si verifica negli ultimi 3 mesi in cui si prendono 4-5 kg, ossia circa il 50% dei kili totali.

Cosa consiglierebbe a livello di alimentazione a una donna in gravidanza che non vuole perdere la linea? 

Io consiglio innanzitutto di fare pasti regolari. Se ci si fa prendere dalla frenesia di non aumentare e si saltano i pasti, si alterano i livelli di insulina e si può sviluppare una maggiore tendenza ad aumentare, oltre a causare qualche disagio al bambino. 

A parte questo bisogna sempre consumare frutta , verdura e carboidrati. Molto spesso pensiamo che i questi ultimi siano nemici della linea, ma è molto importante averne sempre una porzione non troppo abbondante nei pasti.

 
E per quanto riguarda il controllo delle calorie? 
Io diminuirei le cosiddette “calorie inutili” e controllerei i condimenti: 4 cucchiaini da caffè di olio di oliva, che è un alimento sanissimo, contengono le stesse calorie di 80 gr di pasta.

Se poi ci si disseta con dei succhi di frutta senza zucchero, arrivando magari a un litro al giorno, si prendono le stesse calorie di un piatto di pasta: bisogna eliminare le calorie vuote, ossia quelle che ci danno calorie ma non sazietà, per capirci, tutte le bevande all’infuori dell’acqua, e i condimenti, e bisogna mantenere un’alimentazione varia che contenga proteine e carboidrati, riservando gli alimenti più ricchi al fine settimana.

Poi ci possono essere indicazioni più precise in base al fatto che la donna soffra di anemia o gonfiori addominali, allora in tal caso non basta il buon senso e sarà meglio chiedere indicazioni più specifiche.

 

(Nicoletta Fusé)



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