ESAMI DI STATO 2011/ Maturità, Articolo di giornale (Tema svolto, Tipologia B prima prova): Destra e Sinistra

Destra o sinistra, oggi, sono categorie politiche non più distinguibili come si è fatto fino ad un passato molto recente? RENATO FARINA svolge l’articolo di ambito socio-politico 

22.06.2011 - Renato Farina
camera_sedutaR400
Foto Imagoeconomica

Esami di stato, Maturità 2011: prima prova, tipologia B –  3. Ambito storico politico. Argomento: Destra e Sinistra – Destra o sinistra, oggi, sono categorie politiche non più distinguibili secondo i canoni dottrinali di un tempo; eppure, alcuni stereotipi, resteranno per sempre in auge. Attraverso alcune riflessioni di Norberto Bobbio, Marcello Veneziani, Angelo Panebianco e Giampiero Carocci, gli studenti hanno potuto ragionare e dire la loro sull’argomento nel tema di maturità di ambito storico-politico.

TEMA SVOLTO – Milano, piazza San Babila. Una persona anziana scivola sul marciapiede, è malvestita, forse è un immigrato romeno. Tre passanti, nel flusso caotico della grande città, si sottraggono all’indifferenza della rincorsa verso i propri guai quotidiani, o magari l’aperitivo, il fidanzato, la partita di calcetto. Si piegano sul poveretto, gli chiedono di che cosa abbia bisogno, se stia bene, se voglia un po’ d’acqua. 

Il candidato risponda. Secondo il suo parere, i tre sono di destra, di sinistra o di centro? 

La risposta giusta non si sa. Bisognerebbe fare un esperimento. Ma se ci basassimo sui pregiudizi correnti, bisognerebbe rispondere: sono di sinistra. Anzi, due di sinistra e uno di centro. Gli stereotipi infatti suggeriscono che chi si inchina dinanzi a chi soffre dev’essere per forza un uomo che – per usare le categorie espresse dal filosofo Norberto Bobbio – mette al primo posto “gli altri” rispetto al “sé”; l’uguaglianza più che il merito. E tutto questo è considerato di sinistra, o – in una versione più temperata – di centro, o forse centrosinistra.

Qualsiasi persona che vota o si sente di destra si ribellerebbe però a questa risposta. Direbbe: sono di destra o al massimo di centrodestra. Infatti, uno di sinistra farebbe intervenire lo Stato, considererebbe  atto di individualismo o di paternalistica compassione una mossa personale.

E che cosa risponde invece chi qui scrive?

Che non lo so. Che non si può dire a priori. Esiste uno spazio della libertà che non attiene alla propria opinione politica, ma riguarda qualcosa di ancora più profondo, ed è il senso della condivisione della comune umanità. Se proprio devo rispondere mi piacerebbe sostenere che i tre desiderosi di dare una mano all’anziano caduto a terra, mettendo in secondo piano i loro interessi immediati, sono tutte persone semplicemente impegnate in politica. Gente che è votata al bene comune. Intendendo con questo sostenere una tesi precisa, ed è questa: destra e sinistra non si dividono, non si devono dividere, sui valori, ma semplicemente sul metodo con cui rendere efficaci questi valori nella vita comune. Guai se non ci fosse stima riguardo a questa intenzione profonda dell’altro. Si scivolerebbe nel razzismo peggiore, quello che si riferisce al dna dell’anima. Tale per cui si stabilisce quale parte sia migliore moralmente perché sei di sinistra o sei di destra. Non può essere così. La bontà, l’amore al prossimo, il desiderio di servizio, la volontà della realizzazione personale, senza farlo a costo degli altri, sono qualità della politica autentica, di sinistra destra o centro.

In questo momento credo che destra e sinistra si dividano su un punto specifico, almeno in Italia e fermandoci al tempo presente. La destra (o meglio, il centrodestra) privilegia il primato della società e della libera iniziativa sull’intervento dello Stato. La sinistra (o meglio il centrosinistra) pensa piuttosto a tenere imbrigliati, con le maglie della politica e la sua direzione, gli spiriti animali della prepotenza dei forti. Alla fine la destra è meno amara sull’uomo; la sinistra ritiene che vada purificato dallo Stato.

Peraltro, storicamente, anche la destra ha avuto questa attitudine statalista manifestatasi nel fascismo (tutto nello Stato, con lo Stato, per lo Stato). E la sinistra, con il movimento socialista di fine ottocento, ha rivendicato il diritto di associazione e di mutualità dal basso. Insomma, è un gran guazzabuglio. Di certo, vale più che mai l’ironico refrain di Giorgio Gaber: “Cos’è la destra? Cos’è la sinistra?”. Importante che si sia uomini sinceramente in cerca della verità e del bene comune.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori