SCUOLA/ Perché a Trento i dati Ocse-Pisa sono migliori?

- Giuseppe Santoli

L’ultima rilevazione Ocse-Pisa ha confermato per l’Italia risultati medi in matematica, lettura e scienze inferiori alla media Ocse. Però il Trentino eccelle. Perché? GIUSEPPE SANTOLI

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La recente pubblicazione dei risultati della quinta indagine Pisa (Program for International Student Assessment) che ogni tre anni valuta le capacità di un campione significativo (510.000) di studenti quindicenni dei 65 Paesi facenti parte dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) ha confermato per l’Italia risultati medi in matematica, lettura e scienze inferiori alla media Ocse. 

Tuttavia l’Italia è uno dei Paesi che rispetto alle ultime due rilevazioni (2006 e 2009) ha registrato significativi progressi soprattutto in matematica e scienze, in media rispettivamente di circa 20 e 18 punti e questo a giudizio del ministro Maria Chiara Carrozza “deve essere da stimolo per continuare a lavorare per migliorare le performance dei nostri studenti”. Il ministro inoltre ha sottolineato che “l’Italia ha migliorato i suoi risultati senza rinunciare al principio di equità nel sistema di istruzione” e che il nostro Paese “continua a mostrare livelli di qualità superiori alla media Ocse nell’apprendimento in matematica con solo il 10% di variabilità nei risultati ascrivibile alle differenze di status socioeconomico dei ragazzi”; quest’ultimo dato “testimonia l’incredibile potenziale della nostra scuola come motore della mobilità sociale”. Se Roma è moderatamente soddisfatta, Trento può vantare il primato in Italia, incamerando un ulteriore riconoscimento dopo che Il Sole 24 Ore ha recentemente assegnato al Trentino il primato nazionale in fatto di qualità della vita.

Tab. 1 – Risultati Pisa rilevazione 2013 (sintesi)

RIFERIMENTI / PUNTEGGI

MATEMATICA

SCIENZE

LETTURA

Valore massimo Ocse

613

580

570

Valore minimo Ocse

368

373

384

Media Ocse

494

501

496

ITALIA

485

494

490

Provincia Autonoma di Trento

524

533

521

Il Trentino ha partecipato all’indagine con un campione rappresentativo di 1.352 quindicenni di 50 scuole. I risultati hanno confermato gli ottimi risultati della scuola trentina, non solo rispetto alle altre regioni italiane, ma anche comparativamente rispetto al resto dei Paesi dell’area Ocse. Secondo l’indagine Trento è all’undicesimo posto della classifica mondiale con risultati sempre superiori alla media Ocse ed in linea con quelli dei Paesi europei con le migliori performance. 

Nel confronto tra tipologie di scuole i licei confermano l’eccellenza del sistema, a seguire gli istituti tecnici e la formazione professionale; quest’ultima ha migliorato sensibilmente rispetto alle precedenti rilevazioni i risultati delle tre competenze oggetto della rilevazione, contribuendo con ciò all’innalzamento della media provinciale. Un ulteriore elemento che qualifica i risultati dei quindicenni trentini è rappresentato dal buon livello di equità del sistema: il 24% degli studenti liceali e il 18% degli studenti frequentanti gli istituti tecnici si colloca nella fascia dell’eccellenza (i top perfomer) mentre al di sotto e pari al livello 1 (più basso) nella scala delle tre competenze rilevate si collocano rispettivamente soltanto il 2%  e il 7% degli studenti trentini, rappresentando una quota nettamente inferiore rispetto alla media nazionale e internazionale.

Il carattere di maggiore equità caratterizzante la scuola trentina è testimoniato anche dalla variabilità registrata tra le scuole della provincia che è notevolmente inferiore alla variabilità rilevata in altre aree del Paese.

I dati Ocse-Pisa sono confermati dai risultati delle rilevazioni annuali Invalsi di italiano e matematica nelle classi II e V della scuola primaria, I e III della scuola secondaria di I grado e II della scuola secondaria di II grado che collocano gli studenti trentini nei primi posti della classifica nazionale.

Quali le possibili ragioni delle eccellenti performance degli studenti trentini nelle rilevazioni nazionali ed internazionali degli apprendimenti? La risposta non è facile né univoca. Cercherò di fornire alcuni elementi interpretativi analizzando i più significativi aspetti del contesto istituzionale trentino e facendo riferimento a dati documentali.

Con il DPR n. 405 del 15 luglio 1988 alla Provincia Autonoma di Trento viene attribuita  competenza concorrente in materia di istruzione, quindi essa assume la potestà di emanare norme legislative nei limiti dei principi stabiliti dalle leggi dello Stato. Inizia da quel momento un’intensa fase legislativa intesa a dotare la Provincia di strumenti e organismi indispensabili all’esercizio delle proprie funzioni. Già nel 1989, quasi dieci anni prima rispetto al contesto nazionale, viene emanata la legge provinciale sull’autonomia delle scuole (LP n. 6) conferendo alle stesse maggiore autonomia amministrativa, organizzativa e finanziaria. Nel 1990 è stato istituito l’Iprase (Istituto Provinciale di Ricerca, Aggiornamento e Sperimentazione Educativa) quale ente funzionale della Provincia; sempre nello stesso anno veniva istituito il Comitato provinciale di valutazione del sistema scolastico che tra l’altro ha anche il compito di individuare indicatori di qualità ed efficienza per la predisposizione del quadro dell’offerta formativa nonché per la valutazione dei risultati.

La legge nazionale n. 59 del 1997 costituisce un punto di arrivo nella legislazione concorrente attribuendo la personalità giuridica a tutte le scuole e riconoscendo esplicitamente alle Regioni a statuto speciale e alle Provincie autonome di Trento e Bolzano la potestà legislativa in materia di autonomia scolastica nel rispetto e nei limiti dei propri Statuti e delle relative norme di attuazione. 

Il nuovo panorama normativo apre enormi possibilità e mette le ali al sistema trentino. Non è questa la sede per soffermarsi su tutti gli strumenti normativi che la Provincia  è riuscita a darsi, tuttavia alcuni riferimenti sono necessari e servono a dare una visione unitaria dell’attuale sistema scolastico trentino. Innanzi tutto la Legge provinciale n. 5 del  7 agosto 2006 che disciplina organicamente il sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino e a seguire i suoi più importanti regolamenti attuativi riguardanti: l’integrazione degli studenti stranieri, l’inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali, la definizione dei piani di studio provinciali, la valutazione degli studenti, l’esercizio dell’autonomia finanziaria delle istituzioni scolastiche e il reclutamento dei dirigenti scolastici.

Anche il contratto dei docenti, nel frattempo divenuti dipendenti provinciali fatte salve le norme sulla mobilità, presenta innovazioni significative differenziandosi da quello nazionale in particolare per ulteriori maggiori impegni funzionali di 40 ore annuali obbligatorie (formazione, supplenze, potenziamento formativo) che consentono di differenziarne la retribuzione.

Le risorse professionali ed economiche che la Provincia attribuisce alle scuole sono significativamente più corpose rispetto al resto del Paese vigendo l’organico funzionale e una maggiore attenzione verso l’integrazione degli alunni stranieri, l’inclusione degli alunni con Bes e l’insegnamento delle lingue comunitarie, ed infine è riconosciuto uno specifico finanziamento a sostegno della progettualità delle scuole denominato “Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. 

Una situazione sicuramente più favorevole rispetto al resto del paese che caratterizza la specificità della scuola trentina. I buoni risultati raggiunti sono frutto di un notevole investimento effettuato negli anni, che non è stata interessata dai tagli effettuati a livello nazionale negli organici, nell’edilizia e nell’assegnazione delle risorse per il funzionamento. Solo guardando la spesa corrente, il Trentino registra una spesa per studente maggiore del 34% rispetto al resto d’Italia. Questa situazione è confermata da una serie di indicatori:

1. numero studenti per plesso 786,85 in Trentino rispetto a 1.061,66 in Italia;

2. numero di studenti per classe 19,56 il dato in Trentino, compresa la scuola per l’infanzia,   contro il 20,65 in Italia;

3. numero di studenti per docente: scuola primaria 9,85 in Trentino rispetto a 10,7 in Italia; scuola secondaria di secondo grado 8,88 in Trentino rispetto a 11,8 in Italia;

4. Numero di studenti con handicap rispetto agli insegnanti di sostegno: complessivamente 1,5 in Trentino – tenuto conto anche degli assistenti educatori; rispetto a 2 in Italia;

5. Retribuzione media dei docenti e dei dirigenti scolastici: di circa il 15-20% più elevata della media nazionale;

6. Migliore trattamento del personale supplente a cui sono riconosciuti benefits ignoti nel resto del paese: il periodo estivo retribuito e maggiori retribuzioni per le supplenze lunghe, inclusive anche della retribuzione per la flessibilità.

Tuttavia, attribuire i migliori risultati degli studenti trentini esclusivamente alle maggiori risorse economiche destinate alla scuola dal bilancio provinciale non rappresenta una verità assoluta, altrimenti non sarebbero stati possibili i significativi miglioramenti degli studenti italiani in un periodo in cui la spesa cumulata per studente dai 6 ai 15 anni è diminuita di circa l’8%. Non si potrebbero neppure spiegare i risultati di Singapore di gran lunga superiori all’Italia, pur avendo speso la medesima cifra per allievo dai 6 ai 15 anni. Peraltro Italia e Norvegia hanno ottenuto risultati simili ma con livelli molto diversi di spesa per studente, nettamente più elevati  nel paese scandinavo. 

Anche il sistema trentino ha avviato negli ultimi anni una razionalizzazione della spesa nel comparto scuola  con una riduzione media annua di circa l’1% ed i risultati ottenuti nelle prove Invalsi e Ocse-Pisa non ne hanno risentito, anche se forse bisognerà gli anni futuri per valutarne più adeguatamente gli esiti. Certo è che le scuole trentine sono chiamate ad una maggiore responsabilità nel gestire le minori assegnazioni per le spese di funzionamento e per il fondo di miglioramento dell’offerta formativa salvaguardando comunque i livelli qualitativi del sistema. A tal proposito la Giunta provinciale ha stabilito che le istituzioni scolastiche definiscano un loro piano di miglioramento coerente con gli obiettivi strategici individuati, ed in tale contesto è collocata anche la valutazione dei dirigenti scolastici.

Mi sembra di poter concludere che la forza della scuola trentina è rappresentata dalla solidità della sua struttura organizzativa, che ha saputo valorizzare le occasioni che l’autonomia ha offerto. Più che nel resto del paese, in Trentino sono ben definite le responsabilità gestionali dirette del servizio scolastico in capo alle scuole autonome rispetto al ruolo politico di definizione degli obiettivi, delle regole, degli standard, nonché del controllo e della verifica della qualità dei risultati in capo all’ente pubblico.

I risultati delle prove Invalsi e Ocse-Pisa devono rappresentare l’occasione per una riflessione approfondita sulle potenzialità del sistema scolastico locale, ragionando approfonditamente sui risultati dei test a partire da un’analisi comparata non solo rispetto ai modelli più avanzati, ma anche rispetto alle realtà territoriali contigue del nord-est, in particolare il Veneto dove è applicato tout court il modello statale ed i risultati conseguiti sono simili al Trentino.

La sfida si giocherà  sul terreno della qualità degli apprendimenti attraverso una didattica sempre più orientata allo sviluppo di competenze e alla realizzazione di ambienti di apprendimento coerenti con i bisogni degli allievi, favorendo le forme di personalizzazione formativa e rendendo sistematica la valutazione dei risultati di apprendimento. Ciò sarà possibile se il sistema continuerà ad investire sullo sviluppo professionale del personale mediante percorsi formativi che facilitino l’analisi e il miglioramento della pratica professionale, in rapporto sia ai fabbisogni di sviluppo individuale che allo sviluppo dell’istituzione scolastica e formativa.

Il commento dei risultati Pisa fatto dal Presidente della PAT Ugo Rossi rappresenta una buona sintesi: “Sono dati che confermano la bontà del sistema scolastico trentino e che devono comunque suonare come sprone a fare meglio, a continuare su questa strada, a non dimenticare le criticità, così come è giusto sottolineare che gli eccellenti risultati dei nostri studenti sono resi possibili dall’ottimo livello dell’intera classe docente …”



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