Elio Germano, Miglior Attore Protagonista ai David di Donatello?/ Dagli spot ai film

- Emanuele Ambrosio

Elio Germano è tra i candidati al Premio David di Donatello 2021 come Miglior attore protagonista per il film “Volevo nascondermi” diretto da Giorgio Diritti.

Elio_Germano_wikipedia_2017
Elio Germano ospite a Che fuori tempo che fa

Chi è Elio Germano, candidato a Miglior Attore Protagonista con il film “Volevo nascondermi”

Elio Germano è tra i candidati al Premio David di Donatello 2021 come Miglior Attore Protagonista con il film “Volevo nascondermi” diretto da Giorgio Diritti. Una pellicola d’arte e follia in testa in cui interpreta un perfetto Ligabue che ha conquistato l’Accademia del Cinema Italiano visto che il film è in lizza per ben quindici candidature.

Nato e cresciuto a Duronia, in provincia di Campobasso, Elio intervistato dal Corriere della Sera ha parlato del grande amore per la sua terra: “ho avuto la fortuna di abitare per almeno un terzo della mia vita. Ho imparato un senso della famiglia molto radicato. Da sempre amo sentire gli anziani, come mio nonno, che raccontano il mondo di una volta davanti al camino. Crescendo mi sono accorto che è un po’ come vivere in Cent’anni di solitudine: rivedi nei bisnonni i caratteri di persone che se ne sono magari andate dal paese ma hanno la stessa indole di quegli anziani”. Da bambino però non ha mai pensato “un giorno farò l’attore”, anche se tutto è partito proprio dalla realtà del suo paese.

Elio Germano: “Ligabue aveva un rapporto di scambio sincero con poche persone”

“La mia avventura è lì che affonda le sue radici” – dichiara Elio Germano che precisa – “Duronia era attraversata dal tratturo, praticamente un’autostrada larga 100 metri e lunga chilometri dalla Puglia all’Abruzzo che serviva per le transumanze delle greggi: l’Internet di una volta. Non si usciva mai dal paese e tutte le informazioni, quel poco di pesce sottaceto o secco tipo baccalà da comprare, passava da là”.

Poi sono arrivati gli spot, i primi film e il grande successo. Attore di cinema, teatro e serie tv: un talento a 360° gradi che se chiamato a dover fare una scelta risponde così: “non faccio differenza, quel che conta è la magia. Se devo definire l’attore dico che è un mezzo di trasporto. Per me e per il pubblico vuol dire affacciarsi in una sfera “altra”. Che è un meccanismo anche per perdersi. Se ci si pensa quelli sono gli unici momenti della vita in cui siamo felici. La felicità è quando non siamo (presenti a noi stessi). Quando ci perdiamo. Nell’altro, nelle cose”. Poi l’attore ha parlato del suo personaggio Ligabue: “lui aveva un rapporto di scambio sincero con poche persone, che possedevano davvero qualcosa in più. Spesso erano le famiglie più povere ad accoglierlo. O artisti come lui, dalla vita non ordinaria, che si riconoscevano in quella differenza”.



© RIPRODUZIONE RISERVATA