SCIENZ@SCUOLA/ La Fisica tra Ottocento e Novecento

- Lorenzo Mazzoni

Nella seconda metà dell’Ottocento le scienze fisiche erano così consolidate che si ritenevano «dettagli» i problemi ancora aperti, ma presto ci sarebbe stata una revisione dei suoi concetti.

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Gli scienziati dellIstituto di Fisica Teorica di Copenaghen in un disegno di George Gamow

Il contenuto di una lezione tenuta a un corso di aggiornamento a carattere interdisciplinare, per insegnanti di Scuola Superiore, svoltosi nella Repubblica di San Marino nel mese di settembre 1997.
Il percorso storico e concettuale della lezione può avere una traduzione didattica come introduzione alle tematiche della fisica moderna.

Nella seconda metà dell’Ottocento lo statuto delle scienze fisiche sembrava così consolidato, da ritenere «dettagli» i problemi ancora aperti. Ma, nel periodo a cavallo fra i due secoli, avviene un profondo sconvolgimento, come testimoniano due brevi citazioni di Planck e Einstein, risalenti ai primi anni del Novecento.

«CHI CONTEMPLI DALL’ALTO E DA UNA CERTA DISTANZA LO STATO ATTUALE DELLE TEORIE FISICHE NON PUÒ SOTTRARSI ALL’IMPRESSIONE CHE I NUMEROSI NUOVI REPERTI SPERIMENTALI, IN PARTE DEL TUTTO IMPREVISTI, ABBIANO PORTATO LO SCOMPIGLIO NEL CAMPO DELL’INDAGINE TEORICA, CHE SEMBRA ORMAI COSTRETTA A CAMMINARE A TASTONI, MENTRE NEL PERIODO PRECEDENTE, CHE BEN A RAGIONE FU DETTO CLASSICO, PROCEDEVA CON TANTA TRANQUILLA E ILLUMINATA SICUREZZA. VENGONO DOVUNQUE ATTACCATE DELLE VECCHIE IDEE CHE PAREVANO AVER SALDISSIME RADICI, VENGONO ROVESCIATI DEI PRINCIPI GIÀ RICONOSCIUTI DA TUTTI COME VERI, ED AL LORO POSTO SI METTONO DELLE NUOVE IPOTESI SPESSO TANTO ARDITE CHE NON PAIONO ADATTE AD ACCRESCERE LA FIDUCIA IN UN PROGRESSO CONTINUO E CONSAPEVOLE DELLA SCIENZA. LA FISICA TEORICA ODIERNA PUÒ FAR L’IMPRESSIONE DI UN VECCHIO E VENERABILE EDIFICIO CHE VA IN SFACELO, DI CUI UN PEZZO DOPO L’ALTRO SI STACCA E CADE, MENTRE GLI STESSI MURI MAESTRI MINACCIANO DI VACILLARE .»1

«E ORA BASTA, NEWTON, PERDONAMI; TU HAI TROVATO LA SOLA VIA CHE, AI TUOI TEMPI, FOSSE POSSIBILE PER UN UOMO DI ALTISSIMO INTELLETTO E POTERE CREATIVO. I CONCETTI CHE TU HAI CREATO GUIDANO ANCOR OGGI IL NOSTRO PENSIERO NEL CAMPO DELLA FISICA, ANCHE SE ORA NOI SAPPIAMO CHE DEVONO ESSERE SOSTITUITI CON ALTRI ASSAI PIÙ DISCOSTI DALLA SFERA DELL’ESPERIENZA IMMEDIATA, SE SI VORRÀ RAGGIUNGERE UNA CONOSCENZA PIÙ PROFONDA DEI RAPPORTI FRA LE COSE.»2

Questa situazione di profonda crisi che porta alla revisione dei concetti della fisica, può essere meglio compresa se, sia pur brevemente, richiamiamo il processo storico che l’ha preceduta.

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Lorenzo Mazzoni
(Insegnante di fisica e membro della redazione di Emmeciquadro)

Note

  1. M. Planck, Nuovi orizzonti della fisica, 1913, in: La conoscenza del mondo fisico, Boringhieri, Torino 1964, pp. 66 – 67.

  2. A. Einstein, Autobiografia scientifica, Boringhieri, Torino 1979, p. 24.

© Pubblicato sul n° 02 di Emmeciquadro

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