SCIENZA&LIBRI/ Galileo e la Bilancetta. Un momento fondamentale nella storia dell’idrostatica e del peso specifico

Un’opera giovanile di Galilei, di cui l’autore mostra l’apertura al metodo scientifico che trasforma i risultati di un esperimento in numeri e impone di trovare strumenti di misura adeguati.

16.04.2018 - Renzo Gorla
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Dalla copertina del libro

In questo saggio l’autore ci propone un’accurata contestualizzazione del breve testo del giovane Galileo con il proposito di mostrare come, alle prese con l’idrostatica trascurata per quasi duemila anni, il metodo scientifico permetta di trasformare l’osservazione sperimentale in valori numerici che confermano le osservazioni descritte in esperimenti precedenti e aprono la strada alla definizione di peso specifico e di densità di ciascun materiale.
Per raggiungere lo scopo Galileo inventò la bilancia idrostatica che attraverso due pesate successive in aria e in acqua dei materiali più conosciuti e più usati gli permise di trasformare le caratteristiche dei materiali in numeri, anche se non parlò mai di peso specifico.
Gli esperimenti possono anche essere considerati l’inizio di una gemmologia non più basata solo su colore e durezza delle gemme considerate.
La contestualizzazione include: i passi storicamente precedenti, sia quelli noti a Galileo di Menelao di Alessandria (70-140 c.a.) e di Sinesio di Cirene (370-140 c.a.) sia quelli a lui sicuramente non noti, in particolare quelli degli studiosi del mondo islamico al-Biruni (973-1048) e al-Khazini (1155-1115), le diatribe a lui contemporanee tra aristotelici ortodossi e oppositori delle teorie di Aristotele, gli interpreti più accreditati che gli succedettero quali Bonaventura F. Cavalieri (1598-1647) ed Evangelista Torricelli (1608-1647) e a conclusione le maggiori evoluzioni sulla materia specifica fino ai giorni nostri.
Di interesse anche la prefazione in cui l’autore sviluppa un’analisi dell’affermazione di Galileo: […] «quelli che son bisognosi di maestro non passano mai la mediocrità, et la natural predisposizione fa più che mille precettori» (lettera a Cesare Marsili del 10 Aprile 1629, in Opere di Galileo Galilei, Edizione Nazionale a cura di A. Favaro, Firenze, Giunti Barbera, 1890-1909 (rist.1968) – XIV, p. 33), proponendone una interpretazione che ne attenua i caratteri estremi, propri del carattere del personaggio, attraverso la citazione dello studio di Enrico Giusti che documenta l’esistenza di una «scuola» che si propagò come un’onda attraverso tre cerchi di «scolari» di Galileo, operanti nelle varie università italiane e straniere.
Primo cerchio: gli allievi diretti di Galileo.
Secondo cerchio: gli interlocutori di Galileo.
Terzo cerchio: i seguaci di Galileo.


Annibale Mottana

Galileo e la Bilancetta
Un momento fondamentale nella storia dell’idrostatica e del peso specifico

Leo S. Olschki – Firenze 2017

Pagine 207 – Euro 28,00

 

 

 

Recensione di Renzo Gorla
(Redazione Emmeciquadro)

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© Pubblicato sul n° 68 di Emmeciquadro



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