Federico Burdisso/ “Mi chiamano Delfino, mia fidanzata Maria Elda a Roma per tifare”

- Marco Genduso

Federico Burdisso, nuotatore italiano classe 2001, è stato intervistato dai colleghi de ‘Il Messaggero’, esaminando le prossime sfide: Roma e Parigi 2024, oltre che degli ultimi successi.

Federico Burdisso nuoto (Fonte: Facebook)
Federico Burdisso (Fonte: Facebook)

Federico Burdisso è il futuro del nuoto italiano e lo ha già dimostrato con la vittoria nei Mondiali 2022 a Budapest con l’oro nella staffetta nei 4*100 metri misti. La sua carte d’identità presenta come data di nascita 20 settembre 2001: 20 anni ed un futuro più che roseo per il nuotatore nato a Pavia. Dopo il Mondiale, però, il nuotatore non vuole accontentarsi: Olimpiadi a Parigi nel 2024 non è più un sogno bensì un obiettivo reale e realizzabile per giovane nuotatore: “Sono pronto, Parigi 2024 è non un sogno, ma un obiettivo. Tutto il resto è tappe di mezzo”.

Queste le prime parole ai microfoni de ‘Il Messaggero’, da parte del nuotatore italiano. Poi continua parlando di Tokyo 2020, Olimpiade nella quale ha vinto due medaglie bronzo nei 200 metri specialità farfalla e nei 4*100 metri misti: A Tokyo avevo un’ansia insolita, ho saputo che ha colpito tanti atleti. Durante il Covid era così: mi chiedevo per cosa mi stessi allenando e non c’erano risposte, annullavano una gara dopo l’altra“, continua poi Burdisso: “Quando ho toccato la piastra alla fine dei 200 non ho pensato ‘che bello, terzo ai Giochi’, ma solo che era finita”.

Federico Burdisso: “Come sto sopra i blocchi? Tranquillo”

Soltanto 20 anni, ma personalità da veterano per il giovane Federico Burdisso che risponde così alla domanda sui pensieri che aleggiano durante il pre-gara, quand’è sopra i blocchi di partenza: “Sono tranquillo, so che muoio dopo 200 metri, ma è un bel morire. A me piace la stanchezza, la fatica, perfino il dolore muscolare“. Ora pensa però alla prossima sfida di Roma, preparando il suo allenamento: “Quattro ore al giorno di allenamento, almeno. Tabelle da rispettare, tre gare da fare, i 100 e i 200 delfino e la staffetta mista a chiudere”.

Parla della sua infanzia, iniziata a 15 anni in piscina: “Avrò avuto 15 anni, ora ne ho 21. Nelle nazionali giovanili mi chiamavano per il delfino e da allora mi sono sempre allenato con questo stile, il più bello da vedere, il più faticoso. Non escludo di mettere nel programma lo stile libero, ma per adesso non ho tempo per allenarmici“, dice Federico Burdisso che avrà il sostegno a Roma della sua famiglia oltre che della fidanzata e degli amici di Pavia, concludendo l’intervista: “La mia fidanzata si chiama Maria Elda, non è del nuoto; stiamo insieme da un anno e mezzo; verrà a Roma a tifare con mio papà, mia mamma, mio fratello e un paio di amici d’infanzia di Pavia, mia città natale“.





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