Feltri, tribunale Catania chiede condanna a 3 anni/ Giornalista “Piuttosto la morte”

- Davide Giancristofaro Alberti

Vittorio Feltri rischia il carcere dopo il suo titolo su Virginia Raggi “Patata bollente”: il tribunale di Catania ha chiesto una condanna di 3 anni e 4 mesi

Vittorio Feltri
Vittorio Feltri, fondatore di "Libero" (LaPresse)

Rischia il carcere l’ex direttore di Libero, Vittorio Feltri. Il tribunale di Catania ha infatti chiesto una pena di 3 anni e 4 mesi, con l’aggiunta di 5mila euro di multa, a seguito del famoso titolo del 2017 “Patata bollente”, riferito alla situazione che stava vivendo l’attuale sindaco di Roma, Virginia Raggi. Il prossimo 5 ottobre si terrà l’ultima udienza in primo grado in quel della città etnea, e si scopriranno quindi le sorti del noto giornalista italiano. Ieri, intervenendo ai microfoni di Radio Radio, il responsabile di Libero ha messo subito in chiaro le cose: “Piuttosto che andare in galera mi sparo alla testa”.

Quindi ha proseguito: “Questa richiesta non me la spiego assolutamente, tra l’altro c’è anche un piccolo particolare che trascurano anche i media: quando uscì quel titolo ‘Patata bollente’ non ero il direttore responsabile, ero il direttore editoriale. Il direttore responsabile era Senaldi, per lui sono stati chiesti 8 mesi di galera (che sono una follia) e per me 3 anni e 4 mesi di detenzione”. In ogni caso Feltri si dice abbastanza tranquillo, visto che dopo il primo grado ci sarà un appello e quindi la Cassazione, e quest’ultima ha “ribadito che non si può comminare il carcere per i giornalisti che abbiano commesso il reato di diffamazione a mezzo stampa. Per cui tutto sommato dovrei essere tranquillo, anche se questa cosa mi infastidisce abbastanza”.

FELTRI: “CARCERE? CHIUNQUE SAREBBE SCONVOLTO, HO QUASI 80 ANNI…”

Feltri ha poi aggiunto che “chiunque sarebbe un po’ sconvolto”, dicendosi poi convinto di essere nel giusto: “E’ verissimo che la patata in fondo non può essere confusa con la vulva. Io credo che la patata sia un tubero. E quindi io non capisco perché avendo citato un tubero debba essere processato con questi criteri sinceramente medievali”.

Feltri ha concluso il suo intervento ribadendo il concetto d’apertura: “In galera non mi avranno, perché io piuttosto che andare in galera, piuttosto che mettermi in mano degli ‘sbirri’, io mi sparo alla testa. Sto dicendo una cosa che penso e che farò qualora dovessero insistere con queste attitudini. Ti pare che vado in galera a 78 anni? Ma ne avessi anche 32, vado in galera per una cosa del genere? Non ci vado, non mi metto nelle mani degli sbirri! Ho lavorato per tutta la vita, ho fatto quello che ho fatto nel bene e nel male e adesso mi mettete in galera per una str***ta del genere…Ma io non ci vado neanche, neanche…ci posso andare da morto. Io in galera non ci vado, non mi metto nelle mani di questa gentaglia”.



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