Festini Bologna, auto blu portava droga/ Una ragazza: “Piangevo, ma non riuscivo a…”

- Alessandro Nidi

A Bologna è emerso il caso di festini nei quali circolava droga e venivano consumati rapporti sessuali con minorenni: cinque indagati

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Alessandro Politi, inviato di Storie Italiane

A “Storie Italiane”, trasmissione di Rai Uno condotta da Eleonora Daniele, si è parlato dei festini di Bologna, con droga dello stupro e s*sso con ragazze minorenni. Come vi abbiamo raccontato noi de “Il Sussidiario” nelle scorse ore, ci sono al momento 5 persone indagate per cessione di droga e induzione alla prostituzione minorile. Fra di loro, vi è anche un uomo che, con una vettura a noleggio, avrebbe consegnato le sostanze stupefacenti in auto blu. Il tutto, ha affermato l’inviata Maria Grazia Sarrocco, avveniva in una villa di un ragazzo 17enne, i cui genitori non sapevano assolutamente nulla.

Coinvolte nella vicenda ci sarebbero almeno cinque ragazze, alcune delle quali minorenni. Tutto è nato dalla denuncia di una mamma forte, coraggiosa, che ha scoperto che sua figlia faceva uso di sostanze stupefacenti, notando che non era più la stessa. L’inchiesta è stata così avviata e proprio sabato sono stati effettuati dei controlli, con il sequestro di cellulari e computer. Da questa attività di indagine potrebbe emergere qualcosa di agghiacciante.

FESTINI A BOLOGNA: LE TESTIMONIANZE

Mentre a “Storie Italiane” si parlava dei festini di Bologna, è stata mandata in onda la testimonianza di una giovane che ha subìto violenza mediante droga dello stupro: “Ricordo che ero spostata come se fossi immobile, mi tiravano forte i capelli da dietro. Mi sentivo toccare, ma non riuscivo a fare niente, come se fossi incapace di intendere e di volere. Continuavo a piangere, ero nel panico, mi sentivo da sola lì, volevo solo andare a casa. Mi hanno detto in ospedale che avevo avuto un rapporto non protetto. Avevo solo 17 anni”.

Il padre della ragazza ha aggiunto: “Il cambiamento più evidente in mia figlia è che ancora adesso non è in grado di uscire e di avere frequentazioni senza qualcuno che la faccia sentire protetta. Difficilmente da sola prenderà mai un mezzo pubblico, deve rimanere sempre in contatto telefonico con noi. Rispetto all’inizio, dove era un continuo avere attacchi di panico la notte, ora questi episodi non ci sono più. Spero possa avere una vita normale come donna, perché quanto è accaduto può segnare la vita di una adolescente”.

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