Francesca Chillemi/ “Farmi suora? Mai, però sono stata in un convento di clausura…”

- Rossella Pastore

Francesca Chillemi ospite a Penso che un sogno così: l’attrice si racconta a tutto tondo dal suo ruolo in Che Dio ci aiuti alla sua vita familiare.

L’attrice Francesca Chillemi
L’attrice Francesca Chillemi

Francesca Chillemi, ospite a Oggi è un altro giorno, parla del suo ruolo di Aurora nella fiction ‘Che Dio ci aiuti’. Nella sesta stagione Aurora si prepara a prendere i voti, cosa che la Chillemi commenta così: “La scelta di Aurora di farsi suora? La condivido ma io non l’avrei mai fatta nella mia vita.” Tuttavia l’attrice svela di aver avuto un’esperienza molto particolare qualche anno fa: “Nella prima stagione ci capitò di stare 24 ore in un convento di clausura, è stato bello vedere la dedizione che avevano queste suore al loro impegno, era tutto molto strutturato… è stato interessante!” Non si definisce comunque una persona particolarmente frivola, ma anzi alquanto classica. (Aggiornamento di Anna Montesano)

Francesca Chillemi torna a parlare della sua Azzurra

C’è anche Francesca Chillemi, tra gli ospiti della serata-evento dedicata a Domenico Modugno Penso che un sogno così, in onda oggi a partire dalle 21.25 su Rai1. Francesca è da poco tornata in tv nei panni di Azzurra, una delle protagoniste della fiction Che Dio ci aiuti giunta quest’anno alla sesta stagione. I cambiamenti, per il suo personaggio, sono evidenti: Azzurra ha chiuso nell’armadio i vestiti firmati e – con essi – anche il suo lato vanitoso, il tutto per prepararsi all’entrata in convento.

Per ora, gli unici panni che indossa sono quelli di novizia; una bella comodità anche per la sua interprete, non più costretta a cambi d’abito forsennati più volte per girare una sola puntata. Inoltre, per quanto la riguarda, quella veste “è una specie di maschera che ti fa entrare nel personaggio più velocemente, e poi – ammette – che comodità cambiarsi una volta al giorno sul set!”.

Francesca Chillemi: “Azzurra sarà sempre se stessa”

In ogni caso, pur perdendo la sua estrosità… estrinseca, Azzurra rimane se stessa all’interno. “Quello che conta – precisa Francesca Chillemi – è il suo spirito, che sarà quello di sempre: ne combinerà di tutti i colori”. Quanto alla sua permanenza sul set, l’attrice fa sapere di essersi sentita particolarmente a suo agio nell’interpretare la giovane novizia, soprattutto perché non le era mai capitato prima di dover indossare un solo abito per quasi tutta la durata delle riprese.

Per il resto, nella stessa intervista rilasciata il 7 gennaio a Vanity Fair, Francesca racconta come ha trascorso il recente periodo di lockdown insieme alla figlia Rania, con cui si è trasferita da New York a inizio 2019. Prima di allora, infatti, la Chillemi viveva negli Stati Uniti: “Abbiamo lasciato New York nel momento migliore – spiega, dichiarandosi felice per la scelta fatta –, qui mi sono sentita più al sicuro, non avrei mai affrontato questo periodo così complicato in un paese lontano dal mio dove la sanità non è a porta di tutti”.

Francesca Chillemi parla dell’esperienza del lockdown

Se pure è riuscita a cavare qualcosa di buono dall’esperienza della prima ondata (“mi sono dedicata più ampiamente alla famiglia e a me stessa, mi sono messa a studiare lo spagnolo, cosa che ho sempre desiderato, e a fare sport”), la seconda la sta nuovamente segnando, ma stavolta in negativo: “Soffro questa finta libertà, sono affaticata a livello emotivo e celebrale. Ho bisogno, come tutti, di sentirmi libera, anche se sono consapevole che dobbiamo seguire le regole”.

È un momento difficile anche per la piccola Rania, la bambina che Francesca Chillemi ha avuto dall’imprenditore Stefano Rosso: “Dopo 15 giorni dall’inizio dell’emergenza abbiamo smesso di seguire le notizie in tv, ci angosciavano. Rania ha capito che qualcosa non andava perché non aveva la libertà di frequentare le amichette: come tutti i bambini del mondo ama stare insieme agli altri coetanei. È stato difficile. L’unica cosa che ci ha aiutato è farle recapitare con Amazon dei regalini”.

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