Francesco Renga/ “La morte di mia madre mi ha lacerato. I miei figli…” (Verissimo)

- Rossella Pastore

Francesco Renga a Verissimo, racconta il dolore per la morte della mamma parlando anche di Ambra Angiolini e Diana Poloni passando per i figli due figli, Jolanda e Leonardo.

Francesco Renga
Francesco Renga, Seat Music Awards (© Toni Thorimbert)

Francesco Renga apre il suo cuore a Verissimo. “Adesso sono quello che ho desiderato di essere. Sono riuscito a realizzare gran parte deell cose che sognavo come avere una famiglia, l‘amore, scrivere canzoni e poter vivere di musica”, racconta Renga che ha avuto la fortuna di aver sempre saputo cosa avrebbe fatto nella vita. “Ho iniziato molto presto. A 15 anni sapevo che volevo cantare e sapevo che non avevo un’altra possibilità per stare al mondo. Ho avuto questa illuminazione quando in sala prove con mio fratello che è più grande di me, mi sono ritrovato di fronte al microfono”, racconta Francesco Renga, acclamato dal pubblico in studio che apprezza non solo i cantante, ma soprattutto l‘uomo. Il grande dolore della vita di Renga è la morte della mamma. “Ho una sorella gemella che assomiglia molto a mia madre la cui morte è qualcosa che mi ha lacerato anche se quando sono diventato genitore sono stato costretto ad affrontare questa cosa. Mia madre quando morì aveva 52 anni e non mi ero mai messo nei suoi panni. Invece scrivendo la canzone di Sanremo ‘Aspetto che torni’, guardando i miei figli, ho cercato di capire come si sarebbe sentita lei”, racconta il cantante (aggiornamento di Stella Dibenedetto).

IL NUOVO FRANCESCO RENGA

Francesco Renga è tornato con L’altra metà, il suo ottavo album di inediti uscito il 19 aprile scorso. Tra pochi giorni lo presenterà all’Arena di Verona e al Teatro Antico di Taormina, rispettivamente il 27 maggio e il 13 giugno prossimi. Dopo queste due date, tornerà in tour a partire da ottobre. Oggi pomeriggio sarà ospite a Verissimo, dove farà un riepilogo dei suoi ultimi progetti (tutti scaturiti, in un certo senso, dalla sua recente partecipazione al Festival di Sanremo). Il nuovo disco di Renga è composto da 12 brani e – a detta dell’artista – è frutto di ben 35 anni di lavoro e sperimentazione. Il genere è sempre pop; le gener-azioni (il target) indefinito. La musica di Renga è musica per tutte le età e per tutti i gusti, come testimoniano le collaborazioni con artisti tutti diversi tra loro: Paolo Antonacci, Bungaro, Cesare Chiodo, Daniele Conti, Simone Cremonini, Antonio di Martino, Matteo Grandi, Daniele Lazzarin, Leo Pari, Flavio Pardini (Gazzelle), Rakele, Edwyn Roberts, Luca Serpenti, Davide Simonetta, Patrizio Simonini, Ultimo, Colapesce, Fortunato Zampaglione e Michele Zocca.

Il nuovo album di Francesco Renga

12 i brani nel nuovo album di Francesco Renga: Aspetto che torni, L’unica risposta, Bacon, Finire anche noi, L’odore del caffè, Meglio di notte, Dentro ogni sbaglio commesso, Improvvisamente, Sbaglio perfetto, Prima o poi, L’amore del mostro, Oltre. Dopo l’uscita di Aspetto che torni, la canzone presentata  a Sanremo, è stata la volta de L’odore del caffè, scritta da Ultimo con un linguaggio semplice e diretto. “Ho voluto trovare un linguaggio nuovo germogliato dalla nuova generazione di cantautori perché hanno un approccio diverso da quello dei miei all’epoca. Rispettoso della mia età e della mia storia, è partita la ricerca e ora sono felice di poterne condividere i risultati. L’altra metà è un disco scritto in due anni di tentativi ed esperimenti”.

Francesco Renga e Ambra Angiolini

Anche Ambra Angiolini, ex di Francesco Renga, è reduce da una recente ospitata a Verissimo. In quell’occasione, Angiolini ha descritto il loro rapporto come “tranquillo”: “Continuo a vivere a Brescia perché mi sembrava un modo intelligente per evitare di avere un contrasto forte in un momento della vita in cui è già difficile mantenere la calma. È stata una scelta che rifarei. Chiaramente mi ha messo nelle peggiori condizioni, perché frequentare gli stessi luoghi, ma vivendoli in maniera diversa è stata una cosa complicata. Oggi però sono felice perché abbiamo vissuto solo quello che dovevamo vivere e abbiamo evitato il rischio che la rabbia comandasse sull’amore. Siamo sereni anche perché Francesco è un uomo divertente: mi fa ridere anche quando non c’è niente da ridere. Gli voglio un bene infinito“.

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