Galli: “Scuola e movida volano per la terza ondata”/ “Servono chiusure più marcate”

- Davide Giancristofaro Alberti

Secondo Massimo Galli servono ulteriori chiusure per contenere la curva covid: “Zone rosse? A breve ci finiranno anche altre regioni”

Massimo Galli
Massimo Galli, direttore reparto Malattie Infettive Ospedale Sacco di Milano (LaPresse, 2021)

Massimo Galli si augura che il governo adotti il prima possibile misure più marcate, alla luce dei contagi covid che sono tornati a salire in maniera preoccupante nelle ultime due settimane. Il professore ordinario di Malattie infettive all’Università Statale di Milano e primario all’Ospedale Sacco si dice “pessimista”, sottolineando che l’arancione scuro, colore adottato da numerosi regioni in questi giorni, a cominciare dalla Lombardia, non sarà sufficiente per contenere la terza ondata.

Rosso? Le regioni che non lo sono ancora ci finiranno presto – le parole di Galli in un’intervista a La Stampa – la situazione si complica e siamo sempre all’inseguimento del virus, che detta l’agenda”. Contagi in aumento soprattutto a causa della variante inglese, per cui lo stesso Galli aveva lanciato l’allarme già tempo fa: “E’ da fine dicembre che parliamo della variante inglese, più contagiosa del 40% come la brasiliana, e ora sta diventando prevalente”.

GALLI: “TRATTENIAMO IL FIATO FINO AL CALDO”

Una variante inglese che tra l’altro sembra far presa molto di più rispetto al ceppo originario sui giovani e i giovanissimi: “Le scuole e i ritrovi di giovani sono stati un volano per la terza ondata. I ragazzi si ammalano meno degli adulti, ma con le varianti si contagiano di più e portano il virus a genitori e nonni. La catena del contagio sta arrivando ai più fragili. Ci possono essere dei giovani, ma sono soprattutto anziani”. Affinchè la situazione possa migliorare bisognerà attendere l’arrivo della primavera, se non dell’estate: “La vaccinazione di sanitari, Rsa e un crescente numero di anziani proteggerà in parte le categorie a rischio, ma bisognerà trattenere il fiato fino all’arrivo della bella stagione e di maggiori forniture di dosi”. Ma c’è sempre la ‘variabile’ varianti che “potrebbero complicare la vita sia dei guariti, mi riferisco in particolare alla brasiliana, sia dei vaccinati. Il rischio è che coesistano costringendoci a ripetute iniezioni. Per evitarne la diffusione bisogna limitare i contatti, circoscrivere i focolai e vaccinare a tappeto”.



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