GIOVANI E LAVORO/ Gli incentivi che possono aiutare l’Italia post-coronavirus

- Giancamillo Palmerini

In un Paese con un problema importante per l’occupazione dei giovani, gli incentivi alle assunzioni possono aiutare, ma non bastano

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La crisi degli scorsi anni ha profondamente colpito il nostro tessuto produttivo trasformandolo in maniera significativa. Un ulteriore duro colpo verrà dato, probabilmente, dal coronavirus che sta provocando ferite profonde al nord produttivo che rimane, nonostante tutto, il motore economico del nostro Paese. Quando, però, è da auspicarsi presto, anche il temuto virus verrà, finalmente, sconfitto, l’Italia, come molti altri Paesi, avrà l’obbligo di ripartire partendo, prima di tutto, dalle sue energie più giovani. In questo quadro sarà importante valorizzare, tutte le misure che sono state, in questi ultimi anni e dai diversi governi, messe in campo per favorire, in particolare ma non solo, l’occupazione giovanile.

L’ultima attivata è rappresentata, per l’anno 2020, dall’Incentivo IO Lavoro. Con uno stanziamento (iniziale?) di 329.400.000 euro, l’incentivo potrà essere richiesto dalle aziende che hanno assunto, o assumeranno, nuovo personale dal primo gennaio fino al 31 dicembre 2020, su tutto il territorio nazionale. Il bonus è destinato alle assunzioni di persone disoccupate con contratto a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, e con contratti di apprendistato professionalizzante.

I lavoratori assunti non devono, ovviamente, aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi 6 mesi con lo stesso datore di lavoro e devono rientrare in due specifici target group: giovani di età compresa tra i 16 anni e 24 anni e/o persone con 25 anni di età e oltre disoccupate da almeno 6 mesi. L’incentivo sarà riconosciuto anche ai contratti di lavoro a tempo parziale e per la trasformazione di contratti da tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.

Le aziende potranno avere l’incentivo, pari alla contribuzione a carico del datore di lavoro (con esclusione di premi e contributi Inail) per 12 mesi a partire dalla data di assunzione e per un massimo di 8.060 euro annui. L’incentivo è, inoltre, cumulabile con altre tipologie di incentivi. Per richiedere l’incentivo le aziende dovranno, tuttavia, attendere le indicazioni di Inps, che lo renderanno operativo. La domanda andrà presentata, questo è già noto, online sul portale Inps, che le autorizzerà nei limiti delle risorse disponibili.

Con una modifica, e aggiornamento in corso, Anpal ha stabilito che l’Incentivo IO Lavoro sarà cumulabile, proprio per favorire l’occupazione giovanile, anche con l’esonero per l’assunzione stabile di giovani fino a 35 anni di età, previsto dalla legge di bilancio 2020, nel limite, comunque, massimo di 8.060 euro su base annua.

Non baserà certamente questo a favorire l’occupazione giovanile per un Paese che, anche ben prima del coronavirus, era febbricitante e non stava molto bene. Gli incentivi, infatti, come noto, non creano da soli lavoro, ma possono essere per un’economia malata come la nostra dei buoni “ricostituenti” che aiutano le imprese, e quindi il Paese, a rialzarsi, il più presto possibile, da momenti difficili come quello che stiamo vivendo.

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