Guenda Goria e Mirko, diario cammino di Santiago/ “L’euro del passante affidatoci come offerta di preghiera”

- Guenda Goria, Mirko Gancitano

Guenda Goria e Mirko Gancitano raccontano ai lettori de “Il Sussidiario” il loro Cammino di Santiago, con diario e foto

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Mirko Gancitano e Guenda Goria

Guenda Goria e Mirko Gancitano stanno affrontando l’esperienza del Cammino di Santiago e quest’oggi, martedì 12 ottobre 2021, inizia il loro racconto, corredato da fotografie, del loro percorso in landa iberica, che hanno scelto di condividere con i lettori de “Il Sussidiario”. Buona lettura!

CAMMINO DI SANTIAGO, IL DIARIO DI GUENDA E MIRKO: PRIMA PARTE

Caro Diario,

la nostra avventura lungo il Cammino di Santiago è finalmente cominciata. Siamo atterrati in Spagna domenica e subito abbiamo viaggiato su due autobus diversi: il primo ci ha portato a Lugo nel giro di due ore, mentre quello successivo ci ha condotto in 20 minuti a Sarria, località della Galizia dalla quale ha preso ufficialmente il via il nostro percorso a piedi.

Stamattina ci siamo svegliati alle 6.30 e abbiamo fatto una colazione abbondante, con churros, croissant, caffè, cappuccino e pan y tomate. Poi, alle 9, siamo partiti da Sarria con destinazione Portomarín (22 km di distanza) con grande entusiasmo, tanto che la fatica e la stanchezza sono comparse soltanto dopo i primi dieci chilometri. Al mattino abbiamo incontrato un clima mite e caratterizzato dalla presenza di foschia. Attorno a noi, la vegetazione lussureggiante rapiva letteralmente lo sguardo. I boschi, meravigliosi, si presentavano carichi di frutti: mele, frutti di bosco, castagne, noci, pere. Per non parlare degli animali, la cui presenza è favorita dalle ampie praterie che costeggiano il sentiero: asini, cavalli, mucche, pecore. Il nostro primo incontro speciale è arrivato dopo i primi otto chilometri: il signor Dionisio, una persona davvero gentile, ha raccolto delle noci per noi e ci ha consegnato un euro, domandandoci di portarlo a Santiago de Compostela, a 113 chilometri da dove ci troviamo adesso, e chiedendo di fare una preghiera per lui.

CAMMINO DI SANTIAGO, GUENDA E MIRKO: “NON C’ERA PIÙ CIBO E NOI ERAVAMO MOLTO AFFAMATI”

Lungo il cammino, inoltre, sorgono case private che offrono ristoro ai peregrinos dietro donazione, oltre alla possibilità di timbrare il passaporto utile a certificare lo svolgimento del cammino. Nel primo bar, però, l’amara sorpresa: non c’era più cibo e noi eravamo molto affamati! In quel frangente, una coppia di spagnoli ci ha offerto metà del suo panino e quel gesto di solidarietà ci ha fatto subito comprendere cosa significhi vivere questa esperienza. Più in là, ci siamo imbattuti in tre ragazze portoricane, maratonete, che ci hanno raccontato la loro storia, rivelandoci di essere state spesso in Italia e di essere partite anche loro da Sarria alla volta di Santiago. Percorsi di vita unici, che si intrecciano lungo la via della Fede.

Alle 14.47 ci siamo concessi un secondo pit stop, rifocillandoci con yogurt, miele della casa e tortillas, senza dimenticare l’immancabile rifornimento d’acqua. A 10 chilometri dall’arrivo di questa prima tappa, ci siamo dati un altro attimo di tregua per riposare le gambe e togliere le scarpe. Nel contempo, una signora di origine cambogiana e francofona ci ha rivolto un sorriso smagliante e anche quando abbiamo ripreso a camminare ha continuato a farlo: ci siamo domandati se dietro questo eccessivo sorriso si celasse una profonda tristezza o se, invece, si trattasse di un aspetto, indubbiamente invidiabile, del suo carattere. Poco più in là, abbiamo avuto modo di visitare una piccola chiesa, molto carina, al cui interno sono custodite lettere e fotografie, presumibilmente di defunti. Quel luogo emanava un’energia spirituale molto positiva, tanto che ci sono tornati in mente i nostri nonni: questa cosa ci ha fatto sorridere ed emozionare, poiché ha fatto emergere la parte più spirituale del nostro essere.

GUENDA E MIRKO VERSO SANTIAGO: “I NOSTRI AVVERSARI”

Non abbiamo parlato a sufficienza, caro Diario, del clima, talvolta alleato, talvolta avversario di noi viandanti, che ci ritroviamo già a fare i conti con un suolo non sempre omogeneo e asfaltato. Al mattino il freddo punge, si fa sentire, mentre al pomeriggio il sole non soltanto intiepidisce, ma abbronza anche. La temperatura varia di chilometro in chilometro, con le percentuali di umidità che ondeggiano senza soluzione di continuità.

Quando mancavano 7 chilometri all’arrivo, io (Guenda) ho deciso di cambiare le scarpe e indossare un paio di ciabatte, in quanto temevo la comparsa di vesciche. Abbiamo quindi sostato ancora presso un piccolo bar, sorseggiato un buon decaffeinato, ritirato l’ennesima bottiglietta d’acqua e raggiunto la nostra destinazione di giornata, Portomarín, preceduta da un ponte stupendo, sotto il quale scorre il fiume Miño, nelle cui acque tutti i peregrinos si lavano i piedi. A quel punto, io (sempre Guenda) mi sono connessa a internet e ho trovato l’ultima stanza d’hotel libera per trascorrere la notte.

IL CAMMINO DI SANTIAGO DI GUENDA E MIRKO: IL BILANCIO DOPO LA PRIMA PERTE DI VIAGGIO

Veniamo ora al bilancio di questa prima giornata del nostro percorso verso Santiago. Innanzitutto, colpisce il fatto che tutti i pellegrini ti salutino dicendo “buen camino”, che è una sorta di augurio per questa avventura. Sin dalle prime ore si capisce che essa ha qualcosa di diverso dal solito: attraversi tantissimi stati d’animo, dall’audacia sino alla paura. Il Cammino regala un’esperienza psichica importante, una comunicazione con se stessi inenarrabile. Personalmente, a me (Guenda) sono venute in mente tante immagini, soprattutto quella di mio nonno Aldo, il papà di mio papà. È stato come se vedessi tutta la mia vita e potessi analizzarla con distacco e lucidità maggiore. Sono contenta di questo percorso in questo momento della mia esistenza così cruciale: la svolta professionale dell’ultimo anno mi ha dato tanto, ma mi ha portato anche lontano da quelli che sono i miei sogni.

Il pensiero di oggi? Partire da dove si è e lavorare quotidianamente per crescere. Tante volte mi chiedo se avrei meritato di più o di meno. L’Italia è un Paese in cui non c’è meritocrazia: io mi trovo tra le persone che lottano tutti i giorni. Capita che mi interroghi, che mi chieda se a quest’ora sarei dovuta essere altrove, a vivere all’estero, magari… Ad alcune ambizioni sento di dover rinunciare, ma, parallelamente, sto proseguendo percorsi che per me sono nuovi. Sono al lavoro per riorganizzare la mia vita, naturalmente con Mirko al mio fianco. A domani, caro Diario: ci aspetta una nuova giornata ricca di sorprese e tutta da vivere, avvicinandoci a Santiago.

Portomarín, 11 ottobre 2021

Guenda e Mirko

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