TUTTOFOOD/ Cibo e gusto nella parte buona del Made in Italy

- Paolo Massobrio

S’è aperta a Milano quella che è destinata a diventare la più grande fiera alimentare al mondo. Con Tuttofood, come spiega PAOLO MASSOBRIO, infatti è iniziato il cammino verso Expo 2015

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Si è aperta a Milano quella che è destinata a diventare la più grande fiera alimentare al mondo. Con Tuttofood, infatti è iniziato il cammino verso Expo 2015, la manifestazione che avrà come tema proprio l’alimentazione, qui messa in mostra da 1.500 espositori, divisi in quattro padiglioni per 38 metri quadrati.

 

A inaugurare la manifestazione, il ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia, che si è sentito a casa sua tra i padiglioni della fiera, dove ha visitato uno a uno tutti gli espositori, insieme a Sandro Bicocchi, amministratore delegato di Fiera Milano International e a Enrico Pazzali di Fiera Milano Spa.

Al taglio del nastro ha voluto accanto a sé – a sorpresa – Edoardo Raspelli e il sottoscritto, come a voler significare che l’agroalimentare è anche la ristorazione italiana e tutta quella ricerca dei piccoli produttori alimentari che arrivano dalla campagna. Insomma è Made in Italy, inteso proprio nel senso che ha spiegato Walter Brunello, presidente di Buonitalia: un brand che ci viene imitato in tutto il mondo.

E a proposito di imitazioni, il ministro è stato durissimo con l’agropirateria che tarocca i nostri prodotti e che rappresenta per l’Italia un mancato guadagno pari a 60 milioni di euro. Sono 4.500 i prodotti tipici italiani e un milione e 700 mila le aziende agricole italiane – ha detto Zaia – per questo va difesa l’identità produttiva dei territori.

Due poi le novità annunciate a Tuttofood. La prima è la promessa di arrivare in tempi brevi, in sede europea, all’obbligatorietà dell’etichetta sugli alimenti per identificare l’origine dei prodotti, giacché il 72% degli italiani spenderebbe di più in cibo se avesse certezza del contenuto. E poi il via libera dall’Unione Europa, dato proprio oggi, per il marchio IGP all’Aceto Balsamico di Modena, un prodotto esportato per l’80% all’estero e realizzato in 100 milioni di litri l’anno. «Era dal 1996 che aspettavamo questa notizia» ha detto Zaia di fianco ai fratelli Ponti che ne sono i principali produttori.

«Diffondiamo dati positivi, finiamola con le Cassandre – ha chiosato Zaia – questo è un settore da 24 miliardi di euro da esportazioni, con una crescita del 13 per cento verso l’Europa e dell’11 per cento verso i paesi extra-Ue». Il resto di Tuttofood è poi fatto di strette di mano e di assaggi, fino a sabato, con buyer che sono venuti da ogni parte del mondo, in tanti, ad affollare la fiera dell’agroalimentare del futuro.

E così nello stand del Grana Padano, al padiglione 24 si assaggiano le tre stagionature del formaggio nato dai monaci benedettini lombardi mille anni or sono, e oggi abbinato alle mostarde mantovane, ma anche ai piatti che uno chef prepara ogni giorno. Imperdibile lo stand del Prosciutto di San Marino, al Padiglione 22: un cotto leggermente affumicato con le bacche di ginepro; mentre al padiglione 13 gli amici di Giotto, che fanno dolci nel carcere di Padova, fanno assaggiare La Noce del Santo, un nuovo dolce dedicato a Sant’Antonio da Padova. Sono insieme alla Piazza dei Mestieri di Torino con le loro birre e cioccolati e alla Comunità di San Patrignano con i quali hanno costruito il gruppo Good Food.



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