“Italia primo Paese per trapianti”/ Prof Battaglia: “Donare è gesto di generosità”

- Davide Giancristofaro Alberti

Si parla dei trapianti di organi negli studi de I Fatti Vostri e il professor Battaglia dell'ospedale di Acirela annuncia traguardi storici per il nostro Paese

trapianti 640x300 Trapianti, il prof Battaglia a I Fatti Vostri

Il direttore di nefrologia dell’ospedale di Acireale Giovanni Battaglia, è stato intervistato stamane dal programma di Rai Due, I Fatti Vostri, per parlare dei trapianti di organi. “L’Italia ha scalato la classifica – ha spiegato – in questo momento siamo il Paese con più trapianti, più di duemila persone. Ma non è l’unica notizia positiva che abbiamo, abbiamo anche il donatore più anziano che c’è, 101 anni, e ha dato il suo fegato ad un’altra persona”. Paola, in studio, è una paziente che ha subito ben tre trapianti di fegato: “Il primo trapianto è arrivato nel 2009. Dopo il secondo trapianto del 2017 sono riuscita a rimanere incinta di mia figlia, Maria Nicole”.

Saverio, il marito, ha aggiunto: “Non è stato bello e quando andavamo in ospedale… sono momenti bruttissimi. Vedere una moglie in quelle situazioni e pensare alla bambina, a tutto, non è facile”. Il professor Battaglia ha ripreso la parola: “Il trapianto è una delle attività mediche più complesse. Il segno che una sanità funziona è quando si riescono a fare i trapianti. La nostra rete sta funzionando molto bene e abbiamo questi risultati. Abbiamo avuto anche un trapianto di utero, e domenica scorsa la bimba nata da questo utero è stata battezzata, è il primo caso al mondo. A Bergamo settimana scorsa un papà ha dato un pezzo del polmone al figlio, sono tutti risultati bellissimi”.

TRAPIANTI D’ORGANO, L’APPELLO DEL PROF BATTAGLIA: “METTETE SI’…”

Paola ha ripreso la parola: “Ho avuto modo di conoscere la famiglia del mio primo donatore ma è stato un puro caso. Un momento emozionante, grazie al trapianto sono riuscita ad arrivare fino a dove sono e anche il fatto di rimanere incinta è stato un vero e proprio miracolo”.

Il professor Battaglia ha quindi concluso con un appello: “Quando rinnoviamo la carta di identità ci viene chiesto se vogliamo diventare donatori e quel sì è il più grande gesto di generosità che possiamo fare, dicendo sì facciamo sopravvivere altre persone, è uno scacco alla morte”.







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