IVANO MICHETTI, CUGINI DI CAMPAGNA/ Ictus e coma “oggi piango di felicità ma…”

- Alessandro Nidi

Ivano Michetti, volto dei Cugini di campagna, racconta la sua drammatica esperienza di vita: l’ictus, il coma e il ritorno a casa

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Ivano dei Cugini di Campagna

“Piango di felicità, sono felice e ho capito grandi cose. I dottori? Sono la salvezza del genere umano”: queste le importanti parole di Ivano Michetti dei Cugini di Campagna. In particolare l’ictus gli ha preso tutta la parte destra, come spiegato anche dalla moglie Rossella. Era il 23 settembre scorso quando Ivano si è accasciato. Dopo il ricovero è stato 15 giorni in come e al risveglio ha compreso di avere problemi di linguaggio e movimento. Inoltre è stato operato due volte al cuore: “La seconda operazione ho aperto gli occhi, ho visto mia moglie ed ho capito che il problema era finito ed ho ringraziato i medici”.

Le telecamere di Domenica Live hanno immortalato il ritorno a casa di Ivano Michetti dopo il lungo ricovero. “Sto morendo dalla gioia di essere qui a casa!”, ha commentato emozionato nel servizio. “Ringrazio Dio che mi ha fatto rivedere la mia casa e tutto ciò che ho sempre sognato”, ha raccontato tornando a casa. “Sono stato quasi cinque mesi in ospedale”, ha ammesso oggi. Oggi una sorpresa anche del figlio che gli ha consigliato di riposare dopo quanto vissuto in questi mesi. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IVANO MICHETTI: VIVO PER MIRACOLO DOPO L’ICTUS

Ivano Michetti, storico volto dei Cugini di campagna, si autodefinisce vivo per miracolo, dopo l’ictus che l’ha colpito in autunno e il percorso di riabilitazione avviato dopo l’intervento chirurgico. L’artista ha parlato per la prima volta del suo dramma sulle colonne del settimanale “Oggi”, ripercorrendo le ore drammatiche di quel 23 settembre: Erano le 4 di notte e mi ero alzato. Ho sentito la mano e la gamba che non rispondevano. Però, ancora non capivo e ho detto a mia moglie: ‘Rosy ho qualcosa che non funziona’”.

Dopodiché, Ivano Michetti ha telefonato al professor Claudio Letizia: “È un santo. Ricordo che gli ho telefonato e lui mi ha detto di parlare piano, perché non riusciva a capirmi. Io pensavo di parlare bene, invece anche il linguaggio cominciava ad andarsene. Poi, poco dopo, sono caduto. Mi hanno portato via come gli antichi Papi, seduto su una sedia, perché stiamo in un attico e non entrava la barella in ascensore”.

IVANO MICHETTI E L’ICTUS: “HO PARLATO ALLA MADONNA”

Dopo essere stato sottoposto a un’operazione chirurgica, Ivano Michetti ha vissuto quindici giorni di coma, ma non era da solo, stando a quanto da lui stesso testimoniato a “Oggi”: “Ero con la Madonna del Pozzo, lei mi sorrideva, parlavo con lei, credevo di avere 9 anni. È stato un miracolo. Sono sempre stato un credente. Quando eravamo piccoli immaginavano tutti che io e mio fratello non fossimo cattolici, perché eravamo così mori. Sono andato tutte le domeniche possibili, in 60 anni, alla funzione delle 19 nella chiesa di Santa Maria in Via. Lì sono stato anche chierichetto. Durante il coma le dicevo: ‘Guarda, ho scritto una canzone bellissima, aiutami ad andare a Sanremo’”. Il percorso di riabilitazione non è stato tutto in discesa, in quanto all’inizio camminare era un problema: Dopo i primi due, tre passi, sono scoppiato a piangere come un bambino – ha raccontato –. Adesso il problema è la sensibilità. Se lei mi dice ‘Faccia un cerchio con il piede’, io lo faccio, ma veloce no. E meno male che mi chiamo Ivano, che in un attimo si scrive. Adesso però cammina, muove le mani, ha ripreso a percepire le sensazioni di freddo e di caldo e a… suonare: “Devo però cambiare il mio strumento, la chitarra ha bisogno dell’arpeggio con la destra, non riesco a pizzicare le corde. Userò la Kitar, che ha una tastiera”.



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