Juventus, stipendi e plusvalenze bis: chiuse indagini/ “Mancata lealtà”: cosa rischia

- Silvana Palazzo

Juventus, chiuse le indagini sulle manovre stipendi, plusvalenze bis e rapporti con gli agenti: contestata la mancata lealtà per tutti e tre i filoni. Cosa rischia ora il club bianconero

Paratici Agnelli Nedved Juventus Stadium lapresse 2020 640x300 Pavel Nedved con Fabio Paratici e Andrea Agnelli a bordo campo (Foto LaPresse)

JUVENTUS, CHIUSE INDAGINI SU TRE FILONI INCHIESTA

Svolta nelle indagini sportive sulla Juventus. Il procuratore sportivo Giuseppe Chiné ha notificato l’atto di chiusura delle indagini su tre filoni, quello delle manovre stipendi, le operazioni di mercato con altre squadre (le cosiddette plusvalenze bis) e i rapporti con gli agenti. Per tutti e tre viene contestata anche la violazione del principio di lealtà sportiva (articolo 4.1), accusa mossa anche contro l’ex presidente Andrea Agnelli, l’ex direttore dell’area tecnica Fabio Paratici e l’ex vice presidente Pavel Nedved. Gli altri ex dirigenti coinvolti che hanno ricevuto l’avviso sono Giovanni Manna, Paolo Morganti, Stefano Braghin e Cesare Gabasio. Il filone relativo alle manovre stipendi riguarda le scritture private sottoscritte durante la pandemia, in base alle quali i calciatori rimandavano la riscossione degli stipendi, non iscritte a bilancio e non depositate in Lega e Federcalcio. Nessun riferimento al ruolo dei calciatori, che evidentemente sono ritenuti “inconsapevoli” delle violazioni.

Oltre alle plusvalenze bis e alle manovre stipendi, per quanto riguarda il filone relativo ai rapporti con gli agenti, l’inchiesta sulla Juventus riguarda il direttore sportivo Federico Cherubini e una serie di procuratori, tra cui Davide Lippi e Giuffrida, che saranno segnalati alla Commissione federale agenti sportivi. Quindi, gli accordi di riduzione degli stipendi sarebbero stati un escamotage per non iscrivere le cifre a bilancio nelle stagioni 2019-2020 e 2020-2021 e gli agenti sportivi sarebbero stati pagati per sette anni senza un’effettiva attività di intermediazione. Invece, per quanto riguarda gli scambi con le società “amiche”, il procuratore sportivo ritiene di avere elementi sufficienti per procedere sulla Juventus, invece aspetta le indagini della magistratura ordinaria per approfondire le posizioni dei club Sampdoria, Atalanta, Sassuolo, Udinese, Bologna e Cagliari, che hanno trattato, sottoscritto o pattuito «accordi confidenziali in operazioni di mercato senza provvedere al deposito della modulistica federale e/o provvedendo a depositare documenti recanti pattuizioni diverse da quelle concluse».

PLUSVALENZE JUVENTUS E STIPENDI, COSA ORA RISCHIA

Le difese hanno ora 15 giorni per trasmettere memorie o chiedere di essere ascoltate. Il procuratore sportivo Giuseppe Chiné, dopo aver fissato gli eventuali incontri, avrà altri dieci giorni per decidere se archiviare o deferire e quindi avviare un procedimento sportivo dal primo grado. La prima ipotesi, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, è considerata difficile. Così come lo è definire i tempi del procedimento. L’obiettivo della Federcalcio è provare a finire i due gradi di giudizio entro la fine di questo campionato, affinché le eventuali penalizzazioni possano essere applicate in questa stagione. Ma comunque ci sarà la possibilità di fare ricorso al Collegio di garanzia. Cosa rischia la Juventus ora? Si va da una maxi multa ad una penalizzazione in punti per i filoni su plusvalenze, manovre stipendi e rapporti con gli agenti. Da valutare se ci sarà la contestazione anche dell’articolo 31, riguardante le «violazioni in materia gestionale ed economica». Il comma 3 recita: «La società che pattuisce con i propri tesserati o corrisponde comunque loro compensi, premi o indennità in violazione delle disposizioni federali vigenti, è punita con l’ammenda da uno a tre volte l’ammontare illecitamente pattuito o corrisposto, cui può aggiungersi la penalizzazione di uno o più punti».

La Juventus è già stata condannata dalla Corte d’appello federale a 15 punti di penalizzazione per le plusvalenze, revocando la sentenza precedente di proscioglimento, in quanto ci sono «fatti nuovi» che se fossero emersi prima avrebbero indirizzato diversamente il precedente giudizio. Tali fatti nuovi rientrano nell’inchiesta della procura di Torino e riguardano solo la Juventus, non altri club. La società bianconera ha fatto ricorso al Collegio di garanzia presso il Coni, che affronterà la questione il prossimo 19 aprile. Questa sarà una tappa importante anche alla luce della svolta odierna. Secondo la Gazzetta dello Sport, appare difficile un’altra pesante penalizzazione, invece una cancellazione della penalizzazione sulle plusvalenze potrebbe cambiare lo scenario.





© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultime notizie di Serie A

Ultime notizie