Kjaer: “I miei figli? Non giocavo a calcio con loro…”/ “Mia moglie odiava la barba”

- Josephine Carinci

Kjaer racconta il rapporto con moglie e i figli, che giocano a calcio come lui ma non su suo consiglio: le parole del difensore

moglie kjaer
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Simon Kjaer si è raccontato sulle pagine di Sportweek. Il difensore del Milan ha parlato anche del futuro, così come della famiglia. Dopo il calcio, non sa ancora cosa farà: “Ancora presto. Se comincio a pensare al dopo, sposto su qualcos’altro una parte dell’attenzione che oggi ho sul calcio”. Restare in questo ambiente? “Non lo so, dipende da tante cose. Per esempio, dal posto in cui vivrò. Io sono danese, mia moglie Elina svedese. A 18 anni sono arrivato in Italia, a Palermo, e questo sarà il mio settimo anno qui. Mi piacciono il clima, il cibo… Ma anche la Spagna, dove pure ho giocato, mi è piaciuta. Però poi penso che i genitori miei e di Elina invecchiano e sono lontani. Ma rimanere in Italia è una possibilità”.

La moglie, svedese, l’ha conosciuta “In vacanza a Barcellona”, racconta. “È venuta a stare con me quando ero alla Roma. Poi sono arrivati Milas e Viggo, che oggi hanno 9 e 6 anni e giocano a calcio. Il primo si sposta tra centrocampo e difesa, non gli interessa fare gol. Il secondo è ancora piccolo e non ha un ruolo preciso, corre per tutto il campo. Cominciano ad avere un bell’entusiasmo”.

I figli, il calcio e la barba

Nonostante la sua passione per il calcio, Simon Kjaer non ha mai forzato i propri figli a giocare, anzi, non ha neppure “dato l’esempio”. A Sportweek, infatti, il difensore ha raccontato di non aver mai giocato a calcio con loro quando erano più piccoli, perché voleva che nel caso in cui la passione nascesse, lo facesse spontaneamente. Il rossonero ha spiegato: “Io non ho mai preso un pallone per giocare con loro. Volevo che la passione nascesse in loro senza che fossi io a trasmetterla. Li ho avuti molto presto, quando la mia giornata è scandita dal calcio: partita, recupero, riposo, allenamento, partita. Non me la sentivo di andare pure a giocare con loro in giardino. Oggi che lo capiscono, due tiri li faccio”.

Durante il periodo dell’infortunio, che lo ha tenuto fuori dal campo per tanti mesi, Simon Kjaer ha scelto di farsi crescere la barbara per sembrare “un eremita”. La moglie, però, sembrava non apprezzare il suo cambiamento di look, come ha spiegato nell’intervista: “Assolutamente no. Ma a un certo punto mia moglie ha capito che non poteva più rompermi le scatole: avevo deciso così. Se io dico una cosa, la faccio. Elina diceva: almeno sistemati un po’. Ammetto che la barba era inguardabile. Ho spuntato un po’ i baffi perché i peli ormai mi entravano in bocca”.

 







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