SERIE A/ Che sia un Natale sereno per Gattuso e Di Francesco: forse l’ultimo sulla panchina di una grande

Serie A, il punto di Alfredo Mariotti sulla diciassettesima giornata del campionato: il Milan è inconsistente, l’Inter si fa beffare, la Juventus è di un’altro pianeta.

23.12.2018 - Alfredo Mariotti
Gennaro Gattuso
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Siamo diventati più antijuventini o interisti? Piu’antiinteristi o milanisti? È una riflessione che sto facendo in questo periodo in cui vedo sfociare lo scontro fra tifoserie più “contro” qualcuno, meno a “favore” della propria squadra. Mi pare rispecchi ciò che sta avvenendo nella società. Non più la voglia di emergere, di raggiungere traguardi ambiziosi ma la goduria di vedere altri cadere, soccombere. Godere nel vedere altri scendere al nostro livello anziché mirare ad essere noi a salire al loro livello mi pare da mentalità sottosviluppata. Se giro in bicicletta e vengo superato da un’auto, non desiderare di poter fare altrettanto ma sperare di vedere anche “il fortunato“ girare in bici non è aspirazione intelligente.

Meglio veder perdere l’avversario che non vincere la propria squadra, non voler mai analizzare il perché delle sconfitte o di situazioni disagevoli in cui ci troviamo, sempre accusando quello che, mentalmente, individuiamo come avversario capace solo di nefandezze, di colpi di fortuna, di ruberie perché altrimenti non avrebbe potuto raggiungere certi traguardi è da mentalità inferiore. L’impegno differente, il talento, il merito non interessano.

Io sono interista, forse nessuno lo ha capito, ma riconosco alla Gobba una organizzazione societaria superiore che la porta a raggiungere traguardi per noi nerazzurri ancora proibiti. Il desiderio non è che i bianconeri si disorganizzino ma che i bauscia si organizzino meglio. E’ solo un esempio che si può tranquillamente traslare nella società odierna, in politica, nel lavoro,nei rapporti fra le persone. Così continuando arriveremo solo ad un pauperismo di ideali che porterà, di conseguenza, povertà economica, eliminazione della solidarietà e scontro sociale al ribasso. Chi sta andando verso una decrescita, non penso felice, è il Milan.

Pareva avviato ad un campionato più che decente ma, l’involuzione generale di squadra e quella del Pipita in particolare, lo sta riportando agli incubi montelliani. Contro la Viola non hanno mai dato l’impressione di dominare il gioco e nemmeno mostrato la grinta necessaria a vincere. La Fiorentina ha fatto il proprio compitino ed è bastato un golletto di Chiesa per gettare in apprensione i casciavit. Centrocampo milanista ballerino: ma Montolivo dove è finito?

Il Napoli, pur giocando bene, non è mai riuscito a domare definitivamente la Spal che, fino all’ultimo, ha tenuto in apprensione i vesuviani. Se non sfrutti le occasioni poi rischi che dei ferraresi arrivati per caso a Napoli ti uccellino. Se non ci fosse stato Meret, per due volte, a salvare il risultato, Ancelotti starebbe “chiagnendo”. Bella gara fra Chievo e Inter. Entrambe le squadre hanno avuto voglia di giocare. L’Inter con maggiore tecnica e possesso di palla straripante si prepara almeno tre azioni da rete e, a fine primo tempo, con una manovra travolgente, manda in rete Perisic. Poi inizia splendidamente la ripresa, con Icardi grande protagonista a tutto campo, e solo le prodezze di Sorrentino evitano il raddoppio. Poi l’incontro è divenuto più equilibrato con “nonno” Pellissier a disturbare la difesa interista. I bauscia hanno continuato a giocare bene ma non hanno avuto la cattiveria necessaria per abbattere i gialloblu in modo definitivo. Grande gioco ma, sempre, superficialità nei passaggi decisivi. Quando non chiudi gli incontri poi sei a rischio. Infatti, a fine partita, sull’unico errore della difesa, i nerazzurri incassano ha rete del pareggio. Va a da via i ciapp!!! A pochi secondi dal termine rigore non fischiato su Borja Valero.

Troppo forte la Juve per la volonterosa “Maggica” di quest’anno. Presto in vantaggio con il solito Mandzukic ha mirato a controllare l’incontro e lo ha fatto con grande facilità. La Roma ha giocato praticamente senza punte (Schick non è una prima punta e lo ha dimostrato anche stavolta), sempre lontano dall’area avversaria. Ha trovato un ottimo portiere, Olsen, che l’ha salvata in diverse occasioni: fenomenale! Solo nella ripresa i giallorossi si sono meglio organizzati, ma di pericoli per la Juve niente, nonostante la continua pressione romanista. Buona la prestazione di Zaniolo: pensare che l’Inter lo ha ceduto per prendere Nainggolan che, anche contro il Chievo, ha combinato poco, anzi pochissimo.

Ora l’augurio a tutti di trascorrere un Santo Natale di riflessione ricordando che è la commemorazione di un fatto che ha stravolto l’umanità. Che sia una giornata serena anche per Gattuso e Di Francesco perché potrebbe essere l’ultima che passano sulle panchine di una grande squadra.

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