TV/ Il “Grande Fratello” delle nomine Rai: quali strategie dietro le “nominations” dei partiti

- Maestro Yoda

Quali “giochi di potere” si celano all’ombra delle nomine per il cda della tv di Stato? YODA descrive lo scenario da “reality” in cui si sono svolte le designazioni

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Anche mentre stavo viaggiando verso il cuore della galassia di Andromeda per un raduno dei maestri Jedi, il telereporter interstellare ha scodellato sul mio monitor i quotidiani terrestri, inclusi quelli italiani. Non mi sono certo stupito nel vedere che ci avevo visto giusto nel segnalare che la partita delle nomine Rai era solo all’inizio di un percorso tutt’altro che in discesa e soprattutto privo di ogni dignità istituzionale.

I quotidiani dell’opposizione hanno potuto stigmatizzare con molta facilità il fatto che la riunione per decidere le famose nomine si tenesse nelle residenza privata del Premier, presenti i parlamentari rappresentanti dei partiti di maggioranza che abitualmente trattano queste cose. Dimenticando che quando i loro partiti di riferimento erano al potere, le riunioni si tenevano dovunque, solo che non lo si veniva a sapere, anche se addirittura in Parlamento se ne trovavano tracce (alludo al famoso biglietto con i nomi di Riotta e altri, poi puntualmente “nominati”, ritrovato per terra dall’on. Capezzone).

Non stupisce certo la prassi, mentre non può passare inosservato il disinvolto cinismo dei parlamentari di centrodestra, che si sono affrettati a spifferare il tutto alla stampa (anche e soprattutto a quella dell’opposizione, nella speranza di “bruciare” qualche candidato indigesto!).

Il Presidente della Rai Garimberti e il Presidente della Vigilanza Zavoli hanno garantito che – per l’appunto – vigileranno e non accetteranno diktat dai partiti…vedremo. Se, come vi avevo predetto, la consigliera-soldatessa della Lega Bianchi Clerici giocherà con l’astensione mettendo in crisi la maggioranza nel caso che il suo partito non ottenga quello che di solito ottiene con questi metodi, ne vedremo davvero delle belle. E sono davvero curioso di vedere se almeno i due Presidenti saranno all’altezza delle loro dignitose promesse. Quello che continua a stupirmi, nonostante la mia millenaria esperienza, è il fatto che tutti gli organi di stampa, indistintamente, presi come sono a riferire i gossip sulle nomine, non si siano minimamente occupati del curriculum dei candidati, mettendoli in relazione con i compiti di servizio pubblico affidati alla Rai. Sicché tutti riferiscono della sicura promozione a vicedirettore generale di Antonio Marano con delega all’offerta e al prodotto editoriale. Ohibò!!!

Su una sola cosa tutti i critici televisivi di tutti i giornali concordano: che certi reality show non sono degni di una tv che dovrebbe educare, informare e divertire con classe…mentre il Marano è il principale responsabile dell’Isola dei Famosi oltre che il mallevadore di una sguaiata presentatrice come la Ventura, di cui ricordiamo l’elevata sentenza da lei emessa quando Vladimir Luxuria vinse la sua corsa sull’isola: “La vittoria di Luxuria è il coltello nel burro del perbenismo italiano” Sic! Pur sotto ricatto dalla Lega, con quale faccia il Premier avallerà la consegna della delega sul prodotto editoriale a chi ha coltivato, difeso e addirittura promosso questo genere di televisione? E con quale faccia lo faranno il Presidente di garanzia e il Presidente della Vigilanza, entrambi severi censori di questo tipo di tv-spazzatura? E con quale faccia nominerebbero nuovamente vicedirettore (questa volta insieme ad altri tre…ma che ridicolaggine, tutti questi vicedirettori generali!) l’attuale vicedirettore unico per il prodotto editoriale Giancarlo Leone? Già, perché essendo egli da diversi anni “unico” responsabile editoriale, visto il livello di quanto mediamente trasmesso dalla TV di Stato– egualmente stigmatizzato dai critici di destra e di sinistra, lo voglio ripetere – dovrebbe essere portato in processione ricoperto di pece e di piume…altro che promosso nuovamente vicedirettore generale! Però, scrivono alcuni, è fortemente sponsorizzato da Gianni Letta…e quindi come fa il Cav. a dire di no? E come fa a dire di no ad uno degli altri vicedirettori in pectore, Gianfranco Comanducci, che sarebbe secondo alcuni notisti, fortemente sponsorizzato da Cesare Previti? Come ciliegina sulla torta leggiamo che fra i candidati a posti di grande responsabilità ci sarebbe anche tale Guido Paglia, attualmente Direttore delle Relazioni Esterne della Rai, di cui è sta spesso descritta la stretta militanza in An al punto da costituirne il punto di riferimento in Rai. Sapete cose c’è scritto di questo galantuomo nei verbali della “Commissione Bicamerale d’Inchiesta sul terrorismo in Italia e sulla mancata individuazione dei responsabili delle stragi” illustrati nella seduta del 22 marzo 2001? “Personaggio ambiguo, dirigente di Avanguardia Nazionale e definito dall’autorità giudiziaria di Milano e Bologna – a seguito di risultanze processuali – informatore del SID con il nome di copertura Parodi…riciclatosi poi nel giornalismo e, più recentemente, nel mondo manageriale…La storia più inquietante è che il 10 gennaio 1970, a meno di un mese di distanza dalla strage di piazza Fontana, smarrisce il portafoglio dove si rinvengono alcuni appunti.

Tra questi i nomi dei recapiti degli anarchici dei circoli 22 Marzo; su un altro foglietto annotazioni relative a saponette al tritolo…” Ma che bella compagnia di supermanager, già da tempo insediati ai piani alti della RAI, si appresta a salire sulla plancia di comando della TV di Stato! Abbiamo anche letto che il Premier è intervenuto affermando che i nomi non saranno quelli, perché “sa” che il Direttore Generale Masi ha intenzione di innovare con volti nuovi. Vedremo. Vedremo.

E vedremo quanto è veramente dritta la schiena del neo-presidente di garanzia e del neo-presidente della Commissione di Vigilanza. Intanto, pur a milioni di anni luce di distanza, il vostro Yoda si sta turando il naso!







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