“Lavoro non sarà più sovrano delle nostre vite”/ Delzio: “Sarà senza spazio e tempo”

- Davide Giancristofaro Alberti

A Mattino 5 News le parole di Francesco Delzio, docente della Luiss di Roma: si parla del mondo del lavoro e del forte cambiamento in atto

delzio 640x300 Francesco Delzio a Mattino 5

Francesco Delzio, professore dell’università Luiss di Roma, è stato intervistato questa mattina dal programma di Canale 5, Mattino Cinque News. Francesco Vecchi, il conduttore, ha incalzato il suo ospite in collegamento sul mondo del lavoro attuale, che dopo il covid è profondamente mutato, di fatto dimenticando quanto avvenuto fino al 2020. “Nell’era del lavoro libero – il titolo del suo nuovo libro ndr – racconto del futuro del mondo del lavoro che è senza vincoli di tempo e spazio, è un’era nella quale entra prepotentemente in scena la robotica e l’intelligenza artificiale nelle nostre vite e nelle attività professionali”.

Quindi Delzio ha proseguito: “E’ prevedibile che nel giro di 10 anni la gran parte delle attività manuali saranno svolte da macchine intelligenti nei settori dell’agricoltura, nelle aziende e nei locali, così come la distinzione fra posto fisso e lavoro flessibile e il lavoro caratterizzato da una mansione unica e tanti lavoretti… tutte queste distinzioni che fanno parte del lavoro classico in realtà non esisteranno più”.

DELZIO E IL LAVORO: “LA TASSAZIONE…”

Un mondo del lavoro che si è trasformato letteralmente in questi tre anni e molto deve essere fatto anche dal punto di vista fiscale: “Negli ultimi decenni dal punto di vista della tassazione – ha proseguito Delzio – sono stati favoriti i redditi da capitale rispetto a quelli da lavoro, si è creato uno squilibrio e il governo Meloni sta cominciando a lavorare con il taglio del cuneo fiscale”.

E ancora: “Il lavoro non sarà più il sovrano assoluto delle nostre vite come è stato invece nelle generazioni precedenti e la nostra vita sarò fatta di intervalli di lavoro flessibile, intervallati da ciò che piace fare, è un mondo del lavoro che nei prossimi 10 anni cambierà radicalmente. non sarà più così identitario sapere che lavoro fai, è scritto già nel lavoro di oggi ed è scolpito nelle teste della Generazione Z, i 20enni e 30enni di oggi”. Quindi ha concluso: “Se un selezionatore di risorse umane incontra un ragazzo per lavorare, la prima richiesta è quanta formazione avrò e quanto potrò crescere e quanto tempo avrà per coltivare le mie passioni e stare con la mia famiglia”.







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