Gianluca Savoini indagato: caso fondi Lega-Russia/ Salvini “Mai stato al tavolo”. Ma…

- Silvana Palazzo

Gianluca Savoini indagato per il caso dei fondi Lega-Russia: era al tavolo con le delegazione italiana in Russia? E’ giallo…

buzzfeed salvini putin
Lega, audio segreto Buzzfeed: “Fondi dalla Russia“

Gianluca Savoini, il numero uno dell’associazione Lombardia-Russia, è indagato con l’accusa di corruzione internazionale nell’ambito di alcuni fondi che dai territori russi sarebbero giunti alla Lega. Sulla vicenda si è espresso il ministro dell’interno, Matteo Salvini, che stando a quanto riferisce Repubblica ha parlato così di Savoini: “L’associazione Lombardia-Russia non ha nulla a che vedere con la Lega. Gianluca Savoini non ha mai fatto parte di delegazioni ufficiali in missione a Mosca con il ministro. A nessun titolo. Né a quella del 16 luglio 2018, né a quella del 17 e 18 ottobre dello stesso anno. Quanto poi alla foto scattata alla cena di gala offerta dal premier Giuseppe Conte al presidente Putin il 4 luglio scorso, Savoini non figurava tra gli invitati del ministro dell’Interno né, a quanto ci risulta, tra quelli della presidenza del Consiglio. In ogni caso, nessuno parla a nome del ministro. Il ministro parla per sé”. Peccato però, sottolinea ancora Repubblica, che lo stesso Salvini ha pubblicato una foto sul proprio profilo Twitter in cui si vede proprio Savoini a Mosca al tavolo con il titolare del Viminale e la delegazione italiana, per l’incontro con la Russia datato 16 luglio 2018. La portavoce di Salvini ha spiegato a riguardo: “Non significa che Savoini fosse lì perché era nella delegazione”. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

GIANLUCA SAVOINI INDAGATO: CASO FONDI LEGA-RUSSIA

Lega e fondi Russia, nuovi aggiornamenti sull’indagine della procura di Milano: Gianluca Savoini, presidente dell’associazione Lombardia-Russia, è stato iscritto al registro per l’ipotesi di reato di corruzione internazionale. Come riporta Rai News la conferma arriva da fonti investigative, con l’ex portavoce di Matteo Salvini al centro dell’inchiesta sui presunti finanziamenti di Mosca al Carroccio. «Stiamo facendo accertamenti per capire se ci siano reati o meno», le parole del procuratore Greco riportate dal Corriere della Sera, con il Movimento 5 Stelle che appoggia la richiesta del Partito Democratico di avviare una Commissione d’inchiesta sui finanziamenti a tutti i partiti, cogliendo l’occasione per attaccare i dem sulla commissione d’inchiesta sulle banche mai istituita. Queste le parole di Andrea Martella, esponente Pd, ai microfoni del Tg1: «Se Salvini non ha nulla da nascondere, dica sì alla Commisisone d’inchiesta: sull’Italia non ci possono essere ombre di questo genere».

CONTE: “INCHIESTA GIUSTA, FIDUCIA IN SALVINI”

«Parto da un concetto, la fiducia. Salvini ha fatto delle dichiarazioni, confesso che sono state giornate impegnative che non ho sentito l’audio di cui si parla, riportato dal sito BuzzFeed, comunque ho fiducia nel ministro Salvini, sono un uomo di legge e sapete come la penso, la magistratura faccia il suo corso, ad ognuno le sue responsabilità, che ben venga questa inchiesta, saranno fatte tutte le verifiche», ha spiegato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri che ha quantomeno rasserenato un po’ gli animi tra Lega e M5s dopo l’ennesimo scontro consumatori stamani nel vertice sull’Autonomia differenziata. L’inchiesta sui fondi russi alla Lega però pesa e peserà anche nei prossimi giorni: un’indizio lo si è avuto oggi al Senato dove la Presidente Casellati è stata attaccata duramente dal Pd perché ha definito «pettegolezzi giornalistici» le inchieste di Espresso e Buzzfeed sui presunti fondi alla Lega, in risposta alla richiesta di calendarizzare l’intervento di Salvini in aula per spiegare la vicenda. Al termine della bagarre, i capigruppo del Pd Delrio e Marcucci annunciano una proposta di legge per istituire una commissione parlamentare di inchiesta sul caso: dal M5s invece si chiede ancora trasparenza, con immediata replica del Sottosegretario Giorgetti «Qualche fanfarone le sparava grosse e qualcuno in modo opportunistico per chissà quali fini ora approfitta del fanfarone per gettare discredito su Salvini». Nel frattempo dalla Procura di Milano giungono conferme in merito al fatto che sul caso Russia-Lega gli audio sono in possesso dai magistrati milanesi già da diversi mesi.

LA PROCURA DI MILANO HA APERTO UN’INCHIESTA

La Procura di Milano ha aperto ufficialmente un fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato «corruzione internazionale» all’interno della larga inchiesta sui presunti finanziamenti dalla Russia verso il partito della Lega. Dopo gli articoli de L’Espresso e di Buzzfeed il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e i pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro hanno ricevuto l’incarico di approfondire la vicenda con al centro i dialoghi tra Gianluca Savoini e i tre membri dell’entourage del Cremlino su presunti fondi illeciti. Sono già state sentite alcune persone dalla Procura di Milano ma siamo ovviamente solo all’inizio di una vicenda che rischia di trascinarsi per settimane se non mesi: intanto durante la diretta Facebook in cui ha attaccato i M5s per il tema delle Autonomie, il Ministro Salvini torna al contrattacco anche sulla vicenda di Buzzfeed «Il partito più votato d’Europa non deve avere nulla perché sono razzisti, sovranisti, populisti, prendono i soldi in Russia…zero. Dalla Russia ho sempre portato matrioske, Masha e Orso per mia figlia e chi dice il contrario mente sapendo di mentire». Non solo, per il Segretario della Lega «Siamo scomodi, siamo indagati, siamo minacciati: è evidente. Però voglio un governo che corre, che fa che cresce che scommette sul merito, non che torna indietro». (agg. di Niccolò Magnani)

SAVOINI “UNA TRAPPOLA PER SALVINI”

Le analogie con il Russiagate di Donald Trump erano evidenti anche senza le considerazioni dei tre misteriosi uomini russi dell’audio segreto pubblicato da Buzzfeed che trattano Salvini proprio come «il Trump europeo»: il nostro Renato Farina ha scritto un lungo trattato nel suo editoriale sul Sussidiario esplicando i 7 punti che spiegano, nel dettaglio, il contenuto di questo fantomatico audio che getterebbe dubbi su presunti fondi dalla Russia verso la Lega. I contenuti detti dal presunto “facilitatore” leghista, ovvero Savoini, sono politicamente e socialmente accettabili e al momento non traggono materiale pericoloso e tangibile di inchiesta, ma è certo che bisogna comprendere al meglio chi siano i vari protagonisti dell’audio, quali siano i reali riferimenti ai presunti “fondi” erogati e se Salvini o i vertici Lega fossero al corrente di quanto eventualmente fosse successo in quei meeting. Oggi in una intervista a Repubblica Gianluca Savoini spiega «Mistificazione, inganno, falsità, mascalzonata, ecco cos’e. Oggi come oggi non serve molto per manometter un file, tagliare frasi, alterare la voce», attacca il presidente di Lombardia-Russia e protagonista dell’audio-scandalo. Secondo Savoini però «è malafede, una porcheria, anche perché chi l’ha fatto non ha mica la prova del versamento su un conto corrente. Non c’è niente perché non c’e’ stata neanche l’intenzione di fare niente del genere». Non solo, secondo il leghista «Salvini in questa vicenda non c’entra niente, ero io lì e non lui, se la prendessero con me. Trappola per il vicepremier? Probabile, Qualcuno che viene da te, ti fa delle domande, parla e poi passa tutto a dei giornalisti». (agg. di Niccolò Magnani)

M5S E RENZI ATTACCANO SALVINI

Non possono che aumentare le reazioni politiche al presunto scoop di Buzzfeed contro la Lega e il Ministro Salvini e dopo Renzi e Zingaretti è importante l’intervento fatto dal Movimento 5 Stelle sulla propria pagina ufficiale Facebook: «Il M5S fa l’interesse degli italiani, non di altri Paesi!», attaccano i grillini che seppur non affondano direttamente il colpo, segnano la loro distanza dalla vicenda dei presunti fondi dalla Russia al Carroccio, «La nostra posizione è semplice e l’abbiamo sempre ribadita: al M5S non gliene frega nulla dei petrolieri e men che meno degli speculatori». Infine, sempre dal M5s, l’attacco finale: «L’Italia è un Paese autonomo e chi si candida a rappresentarla deve fare l’interesse dell’Italia, non di altri Paesi. Che questi si trovino a Est od Ovest fa poca differenza. Noi siamo liberi e lo resteremo». Il protagonista dell’intero retroscena nell’audio segreto è senza dubbio Gianluca Savoini ed è lui stesso a garantire al Corriere della Sera di non aver mai ricevuto un soldo, esattamente come Salvini: «Non abbiamo preso un soldo: né un rublo né un fondo. La cosa concreta è che la Lega non ha mai preso un soldo dalla Russia. Quel che importa è una sola cosa: la verità. Il resto sono solo parole». (agg. di Niccolò Magnani)

BUZZFEED VS SALVINI

Una trattativa segreta per finanziare la campagna elettorale della Lega con soldi russi? Le indiscrezioni su una riunione tra uomini vicini a Matteo Salvini ed esponenti del Cremlino erano state diffuse dall’Espresso, ma questa vicenda si arricchisce ora di un audio pubblicato dal sito Buzzfeed. È la registrazione di quell’incontro avvenuto lo scorso 18 ottobre nell’Hotel Metropole di Mosca. L’obiettivo di quel summit era trovare il modo per far arrivare al Carroccio decine di milioni di dollari. Nell’audio si sente spesso Gianluca Savoini, ex portavoce del ministro dell’Interno, ripetere: «Vogliamo cambiare l’Europa. La nuova Europa deve essere molto più vicina alla Russia». In quella riunione, nella quale Salvini viene chiamato “Trump italiano”, non era presente il vicepremier, ma il giorno prima aveva parlato delle sanzioni contro Mosca definendole «socialmente, economicamente e culturalmente folli». Buzzfeed non ha identificato i russi presenti all’incontro, ma spiega che si tratta di alti esponenti russi. La Lega dal canto suo ha sempre negato di aver ricevuto fondi dall’estero, ma questo audio potrebbe essere la prima prova di un finanziamento clandestino di Mosca a un partito nazionalista europeo.

LEGA, AUDIO SEGRETO: “FONDI DALLA RUSSIA”

La riunione registrata da Buzzfeed è durata un’ora e un quarto e si è parlato del coinvolgimento di un gigante russo dell’energia per la vendita di 3 milioni di tonnellate di petrolio all’Eni al valore di 1,5 miliardi di dollari. Da questa transazione, spiega Buzzfeed, sarebbero avanzati 65 milioni milioni di dollari per la Lega. Nel meeting si parla di un’operazione d’aiuto per la Lega durante la campagna elettorale per le Europee. Non è tardata ad arrivare la replica di Matteo Salvini, che ha pubblicato una nota dopo la pubblicazione degli audio. «Ho già querelato in passato, lo farò anche oggi, domani e dopodomani: mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di finanziamento dalla Russia». Intanto il Partito democratico è partito all’attacco. «Rubli dalla Russia alla Lega per una campagna elettorale contro l’euro? Va tutto chiarito immediatamente», ha scritto su Facebook il segretario dem Nicola Zingaretti. L’ex leader del Pd Matteo Renzi si è unito: «O questa è una Fake News o questo è uno scoop clamoroso. Usare il petrolio russo per finanziare la Lega? Sarebbe pazzesco. L’unico che può chiarire è Salvini: deve chiarire lui, subito».

BUZZFEED INCALZA SALVINI, LUI: “QUERELO”

La clamorosa bomba sganciata da Buzzfeed ha inevitabilmente scosso il mondo politico italiano. Alla notizia pubblicata dal sito online, che ha pubblicato l’audio in questione, ha replicato Gianluca Savoini, ex portavoce di Salvini e presidente dell’associazione Lombardia-Russia. «Non ci sono mai stati fondi né soldi per la Lega da parte di nessuno di quelli citati da BuzzFeed. Tutte parole e blablabla, come peraltro ha appena detto Salvini», ha dichiarato all’AdnKronos. Nel frattempo è arrivata la controreplica di Alberto Nardelli, editor per l’Europa di Buzzfeed, che su Twitter ha pubblicato anche il link della trascrizione dell’audio di quell’incontro destinato a scuotere il governo. «In risposta al nostro articolo, Salvini ha appena detto di non aver “mai preso un rublo, un euro, un dollaro o un litro di vodka di fondi dalla Russia”. Ma non era questa la domanda. Salvini non ha ancora risposto all’elenco dettagliato delle domande che gli abbiamo inviato lunedì mattina».



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