Luchè/ Rivela “Adesso sono ad un bivio…”

- Morgan K. Barraco

Luchè “Non devo dimostrare più niente, ho fatto già tanto, sono morto e risorto più volte”, e confessa sui social “Adesso sono ad un bivio”…

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Luchè

Luchè ha deciso di prendere le distanze dai social: lo dimostra il fatto che il suo ultimo post risale all’inizio del mese. Un’immagine solo nera, come simbolo di lotta contro il razzismo e gli abusi della polizia americana nei confronti della comunità di colore. Prima di chiudere parzialmente i battenti della sua attività online, Luchè ha affidato alla piattaforma un’intensa riflessione. “Non devo dimostrare più niente, ho fatto già tanto, sono morto e risorto più volte”, scrive, “Adesso sono ad un bivio, potrei diventare schiavo della formula che funziona e che con tanto lavoro sono riuscito a cucire su di me o potrei dare spazio alla libertà creativa e pormi dei traguardi personali per vedere da qui dove si potrà arrivare”.

Luchè ha scelto di essere libero, anche di provare, e persino il rischio di lanciarsi verso qualcosa di nuovo. “Questa pausa mi ha dato più tempo per ragionarci, la possibilità di curare ogni dettaglio, ed è quello che sto cercando di fare“, ha aggiunto, “Non voglio lasciare niente al caso, voglio che questo disco sia il massimo che io possa dare in questo momento, dal punto di vista delle melodie, delle strutture, degli arrangiamenti e dei messaggi”. Il tutto in previsione del suo settimo disco, per lasciare un’impronta decisiva nel mondo della musica e anche per essere ricordato per qualcosa in cui ha messo anima e corpo con tutto se stesso. Intanto Luchè è fra gli artisti che si sono uniti ad Ernia per il suo album Gemelli. Clicca qui per leggere il post di Luchè.

Luchè, un 2019 intenso: ecco perché

Il 2019 è stato intenso per Luchè, per via dell’uscita del suo libro Il giorno dopo (Rizzoli). E anche il 2020 si prepara ad essere più che importante per l’artista napoletano, sempre alla ricerca di stimoli e nuovi dettagli. Nella sua autobiografia è ritornato persino indietro di 20 anni e non è stato così semplice. “La canzone, ho capito, è più difficile da comporre strofa dopo strofa”, ha detto tempo fa a La Casa del Rap, “il libro è stato un unico flusso”. Per il futuro il rapper si augura che gli addetti ai lavori possano approfondire i suoi testi, magari chiedergli persino il perchè abbia scritto una particolare frase o rima. “Non si porta mai a galla la personalità dell’artista, che potrebbe invece costruire un racconto più completo”, ha aggiunto, “Se ci limitiamo a dire quanti featuring hai, con chi hai lavorato, quando inizia il tour, ecc… il risultato è uniformare troppo, rendendo gli artisti tutti uguali”. Oggi, sabato 20 giugno 2020, Luchè sarà uno degli ospiti che vedremo nella replica di 20 anni che siamo italiani, trasmessa da Rai 1 nella sua prima serata. In quest’occasione, i fan potranno rivedere l’artista impegnato in un duetto inedito al fianco di Gigi D’Alessio, sulle note di O’ Primmo Ammore e Come me. “A volte quando due mondi così distanti si uniscono, sapete cosa può succedere”, ha detto il padrone di casa prima di iniziare il mash up. Clicca qui per guardare il video di Luchè.

Foto, “Non devo dimostrare più niente”

 

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Non devo dimostrare più niente, ho fatto già tanto, sono morto e risorto più volte. Adesso sono ad un bivio, potrei diventare schiavo della formula che funziona e che con tanto lavoro sono riuscito a cucire su di me o potrei dare spazio alla libertà creativa e pormi dei traguardi personali per vedere da qui dove si potrà arrivare. Ho scelto la libertà di provare, il rischio di fare qualcosa di nuovo ancora una volta, l’entusiasmo di lavorare a questo disco come se fosse il primo. Questa pausa mi ha dato più tempo per ragionarci, la possibilità di curare ogni dettaglio, ed è quello che sto cercando di fare. Non voglio lasciare niente al caso, voglio che questo disco sia il massimo che io possa dare in questo momento, dal punto di vista delle melodie, delle strutture, degli arrangiamenti e dei messaggi. Voglio provare a fare qualcosa di nuovo per me, cercare di allargare il mio vocabolario e il mio immaginario raccontando la mia realtà attuale, analizzandola in tutti i suoi aspetti, dalle gioie ai dolori. Come ho sempre fatto del resto, ma senza sfruttare una formuletta che funzioni su carta, quello non è il mio scopo. Il mio goal finale è alzare la qualità e lo standard, arrivare con un sound ricercato, fare qualcosa per la gente, per chi ama sta roba, senza pensare solo ed esclusivamente ai numeri. Spero di riuscirci, di sicuro so che non ci dormo la notte, quindi anche se sono ancora a metà opera, sono in pace con me stesso. Spero di chiudere tutto il prima possibile, ma quando cerchi di fare qualcosa di nuovo ci vuole il tempo che ci vuole. È il mio settimo disco e per essere ancora rilevante bisogna cercare sempre un nuovo perchè. Altrimenti diventi un attore che recita il ruolo che gli riesce meglio. Se dovessi essere ricordato per qualcosa, sceglierei essere ricordato per uno che ha amato questa cultura e che si è dedicato ad essa anima e corpo. Spero di tornare a breve, ma lo farò solo quando avrò in mano quello che meritate. Love.

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Video, il duetto con Gigi D’Alessio



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