malattia di Massimo Troisi/ Nathaly Caldonazzo: “si sentiva il ticchettio del cuore”

- Emanuele Ambrosio

Nathaly Caldonazzo ricorda Massimo Troisi e la sua malattia al Grande Fratello Vip: “a 18 anni gli si fermò il cuore a San Giorgio a Cremano”

Nathaly Caldonazzo
Nathaly Caldonazzo

Nathaly Caldonazzo ricorda Massimo Troisi e la sua malattia al Grande Fratello Vip. Un racconto vero ed emozionante quello dell’attrice che è  stata fidanzata due anni con il popolare attore e regista napoletano, peraltro gli ultimi due anni della sua vita. “Ci siamo conosciuti in un ristorante romano, entrai in questo ristorante e mi guardava tutto il tempo” – ricorda Nathaly che precisa – “non ero così folgorata, ma uscendo l’ho salutato. Allora lui ha chiesto come mi chiamassi, ma non riusciva a trovarmi fino a che il suo amico si è fidanzato con una mia amica”. Inizia così la conoscenza tra i due: Nathaly accetta di prendere un caffè con Massimo. “Quando arrivai a casa sua mi apri questo uomo affascinante, è subito ho pensato che potesse essere il mio uomo. Siamo stati insieme gli ultimi due anni” – ha raccontato l’attrice.

“Il primo anno è stato meraviglioso fatto di viaggi, viaggiavamo tantissimo e poi durante l’ultimo viaggio in Costa Rica si dimenticò le medicine ed era molto affaticato” – ricorda la Caldonazzo che precisa – “sapevo della sua malattia, quando gli stavi accanto si sentiva il ticchettio del suo cuore”.

Massimo Troisi e la malattia: Nathaly Caldonazzo “rimasti un mese e mezzo chiusi ad Houston”

Il racconto di Nathaly Caldonazzo sulla malattia di Massimo Troisi ha emozionato i telespettatori. “Massimo mi spiegò che a 18 anni gli si fermò il cuore a San Giorgio a Cremano” – ricorda l’attrice che ripercorre gli ultimi mesi di vita dell’attore – “arrivammo a Los Angeles dove sembrava essersi ripreso, ma a Houston invece uscii una realtà durissima. Lui doveva operarsi urgentemente, presi dal panico ci guardammo e si operò a Houston. Siamo rimasti un mese e mezzo chiusi ad Houston, i medici venivano da me, le sue condizioni erano disperate e non riuscivamo a riprendere questo aereo di ritorno”.

Nonostante l’operazione e le difficoltà, Massimo Troisi ha voluto ultimare lo stesso il film “Il postino”. Lui ha voluto fare ostinatamente questo film con il suo cuore e questo film l’ha ucciso, io gli sono stata vicino fino alla fine” – dice la Caldonazzo emozionata che ricorda poi il suo ultimo compleanno con Massimo – “festeggiamo il mio compleanno, lui morì il 4 giugno, facevo di tutto per farlo sorridere, ma lui era caduto in una depressione forte. Proprio lui mi disse che Neruda scriveva “il depresso è come un prigioniero con la porta aperta”. L’attrice non nasconde che sente ancora oggi la sua mancanza: “manca come essere umano, come persona, come persona che ha sempre preso di mira se stesso, mai gli altri, era di un’umiltà incredibile e al contempo di una grandiosità incredibile. Non credo che manchi solo a me, manca un essere umano così nell’uomo”.





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