Malgioglio: “Mina mi fece un caz*iatone al primo incontro”/ “Oggi le auguro felicità”

- Stella Dibenedetto

Cristiano Malgioglio apre i cassetti dei ricordi raccontando i momenti vissuti con Mina: “al primo incontro di lavoro mi fece un caz*iatone”.

cristiano malgioglio verissimo
Cristiano Malgioglio a Verissimo

Cristiano Malgioglio, in una lunga intervista rilasciata ai microfoni di Vanity Fair, apre i cassetti dei ricordi per svelare dettagli inediti del suo rapporto con Mina, dal primo incontro di lavoro all’ultima volta che si sono visti. Mina compirà 80 anni il prossimo 25 marzo, ma per Malgioglio che ha scritto per lei successi intramontabili come “L’importante è finire”, “Ancora, ancora, ancora”, resta “una bambina. Me la immagino come una bella casalinga che fa le torte, che ama stare con i nipotini e lavorare all’uncinetto. Una donna molto curiosa, attenta, che legge e guarda molta televisione perché si diverte“, racconta a Vanity Fair. Mina e Malgioglio non si vedono da 10 anni quando collaborarono insieme a due brani che Cristiano scrisse per lei nel 2009: Questa vida loca (Vida loca) e Carne viva. I momenti che hanno condiviso, però, sono davvero tanti. A partire dal primo incontro per strada. All’epoca, Mina era già una star e Malgioglio sognava di poter scrivere qualcosa per lei. La vide un giorno, per strada, e decise di provare a convincerla a dargli una possibilità. “Mina, Mina! le urlai aggrappandomi alla sua gonna mentre l’autista provava a strattonarmi. Le dissi che avevo sempre sognato di scrivere per lei e che non poteva dirmi di no, e lei si mise a ridere come una pazza.’Vieni domani, ti aspetto alle 9′ rispose. Un miracolo, non ci potevo credere che l’avessi convinta ad ascoltare le mie canzoni”.

MALGIOGLIO: “ARRIVAI IN RITARDO AL PRIMO APPUNTAMENTO DI LAVORO CON MINA”

Il primo incontro di lavoro tra Cristiano Malgioglio e Mina non andò nel migliore dei modi. La Tigre di Cremona diede appuntamento a Malgioglio alle 9, ma lui arrivò con dieci minuti di ritardo irritando la cantante. «Andai nel suo studio, ma arrivai con dieci minuti di ritardo. “A che ora ti avevo detto ieri?” mi chiese. “Alle 9” risposi. “E adesso che ora sono? Se vuoi fare questo mestiere devi essere sempre puntuale” continuò lei. Io mi sentii morire, neanche il tempo di iniziare e già mi ero beccato un bel cazziatone. Poi presi la chitarra, ma non riuscii a cantare: prima si ruppe una corda, poi un’altra ancora, e Mina mi prendeva per i fondelli. “Ridi pure” le dissi, “tanto io scriverò il tuo più grande successo”. “Sì, certo, mi scriverai la Turandot” fece lei. Ma andò proprio come predissi io», ricorda Malgioglio che così scrisse per lei L’importante è finire, una canzone che scalò le classifiche. Dopo tanti successi, Mina decide di lasciare le scene. “Più vai avanti in questo lavoro e più diventa faticoso: non tutti si chiamano Mina, pensiamo a quante gente è scomparsa nel corso degli anni. Il colpo di genio di Mina è stato quello di lasciare il mondo dello spettacolo quando era ancora Mina, esattamente come Brigitte Bardot e Greta Garbo”, spiega Cristiano.

MALGIOGLIO: “AUGURO A MINA DI ESSERE FELICE”

Tra Mina e Malgioglio c’è un rapporto di sincero affetto e per il suo 80esimo compleanno, il paroliere augura alla Tigre di Cremona “di essere felice, anche se sono sicuro che lo sia già“. Lunico dispiacere di Malgioglio è che Benedetta, la figlia di Mina, non abbia mai visto la madre esibirsi dal vivo. “Mi dispiace solo che Benedetta non abbia mai potuto vedere un’esibizione della mamma dal vivo: è il suo grande rammarico. Me la ricordo ancora Mina che fumava, che prima di salire in scena si faceva il segno della croce e aveva le mani sudate. A lei sono sempre piaciuti i testi con un coinvolgimento particolare, con le storie d’amore in cui non c’è il maschile e il femminile. Sempre un passo avanti a tutti“, ha concluso.

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