Mariella Cimò/ Uccisa dal marito Salvatore Di Grazia, ma il corpo…(Amore Criminale)

- Emanuela Longo

Mariella Cimò, 72enne scomparsa: per la Cassazione fu uccisa dal marito al culmine di una lite legata ai continui tradimenti

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Mariella Cimò, Chi l'ha visto

MARIELLA CIMÒ E IL MARITO SALVATORE DI GRAZIA: LUI SI DICHIARA INNOCENTE…

Il caso di Mariella Cimò sarà al centro della nuova puntata di Amore Criminale, in onda nella terza serata di oggi, come sempre su Rai3. Quello di Mariella, 72enne siciliana, è considerato a tutti gli effetti un caso di femminicidio. Della donna si sono misteriosamente perse le tracce nel 2011 e per il suo omicidio e occultamento di cadavere è stato condannato in via definitiva il marito Salvatore Di Grazia, 85enne condotto nel carcere di Catania nell’ottobre dello scorso anno. L’uomo si è sempre dichiarato innocente.

Il giallo relativo alla sparizione di Mariella inizia il 25 agosto del 2011, dopo l’ennesima lite tra i due coniugi legata all’autolavaggio di Aci Sant’Antonio. Mariella minaccia il marito di volerlo vendere ma questa storia non avrebbe nulla a che fare con presunte ragioni economiche. L’autolavaggio, infatti, rappresenta il luogo nel quale l’anziano marito porterebbe le sue amanti. Non è chiaro come finì quel litigio, poiché l’unica certezza è che quel giorno di Mariella se ne persero le tracce per sempre. La donna lasciò a casa i suoi effetti personali, il cellulare ma soprattutto i suoi amati cani e gatti che la donna accudiva con estremo amore.

CHI È MARIELLA CIMÒ: LA MISTERIOSA SPARIZIONE

L’impossibilità della coppia ad avere figli avrebbe portato Mariella Cimò a coltivare la passione per gli animali, ed il marito Salvatore Di Grazia ad intraprendere numerose relazioni extraconiugali. La mancanza di prole rappresentò per lunghi anni un cruccio per la donna. Tuttavia, la notizia dei continui tradimenti del consorte si diffuse in paese al punto tale da essere soprannominato “Don Giovanni”, giungendo anche all’orecchio della moglie. Per gli inquirenti, sarebbe stata proprio la rivendicazione della donna rispetto all’autolavaggio a scatenare la furia omicida di Salvatore, il quale si sarebbe fatto vedere in paese, a San Gregorio di Catania, mentre acquistava degli utensili, secondo l’accusa impiegati per liberarsi del corpo della 72enne. Solo dopo alcuni giorni dalla sparizione della donna, ben 11, Salvatore si recò in commissariato a sporgere denuncia, giustificando il suo ritardo con il senso di riserbo sempre gradito dalla moglie.

OMICIDIO MA SENZA UN CADAVERE

Grazie alla tenacia dei familiari di Mariella, le indagini si orientano sull’ipotesi dell’omicidio. Fondamentali, in tal senso, le immagini delle videocamere di sorveglianza che immortalarono la Cimò di ritorno a casa la sera prima della sparizione, il 24 agosto. Da quel giorno non sarebbe più uscita dalla sua abitazione a differenza del Di Grazia che sarebbe riapparso da solo con una grassa tinozza. L’accusa non ha escluso che possa essersi disfatto dei resti della povera moglie con l’acido. Lo scorso ottobre è stata la Cassazione a mettere la parola fine al caso giudiziario confermando la condanna a 25 anni per omicidio e occultamento di cadavere a carico del marito Salvatore (la pubblica accusa avrebbe voluto l’ergastolo). Un dubbio, tuttavia, non è mai stato chiarito: che fine ha fatto il corpo della vittima? Di Grazia in tutti questi anni ha sempre dichiarato di essere innocente sostenendo che la donna con la quale era sposato da 43 anni, si fosse allontanata volontariamente da casa. Le indagini, tuttavia, hanno appurato il contrario: ad uccidere la 72enne fu Salvatore e solo lui potrebbe svelare dove ha nascosto il cadavere.

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