Massa e Giacomelli, arbitri di Serie A sospesi dall’Aia/ Rimborsopoli si allarga

- Davide Giancristofaro Alberti

Si allarga l’indagine rimborsopoli riguardanti i rimborsi anomali di alcuni arbitri della Serie A: coinvolti i fischietti Massa e Giacomelli

pallone Coppa Serie A
(Foto LaPresse)

Si allarga ulteriormente l’inchiesta Rimborsopoli, sul caso rimborsi nel mondo arbitrale. La settimana scorsa sono stati condannati ad una sospensione di 13 e 16 mesi, in primo grado, i due arbitri di Serie A Federico La Penna e Fabrizio Pasqua, ma è dell’ultima ora la notizia di altri due direttori di gara del massimo campionato calcistico italiano, sospesi in via cautelare dall’Aia e deferiti per irregolarità nei rimborsi presentati.

Come specificato dal quotidiano IlMessaggero, si tratta di Davide Massa e Piero Giacomelli, due deferimenti che arrivano a poche ore di distanza dalle dimissioni, per motivi personali di lavoro, di Gianpaolo Calvarese, noto fischietto di Teramo con più di 150 gare dirette in Serie A, che ha deciso di chiamarsi fuori dall’Aia nonostante la deroga sia giunta solamente a inizio luglio. Sembra quindi tutt’altro che chiusa la vicenda Rimborsopoli, scattata lo scorso mese di aprile quando l’Aia aveva ravvisato alcune anomalie nelle note di rimborso presentate da alcuni arbitri di Serie A. «All’esito di tali controlli – avevano fatto sapere da via Campania – la presidenza dell’Aia ha inviato tutta la relativa documentazione alla Procura Federale della Figc».

MASSA E GIACOMELLI COINVOLTI NEL CASO RIMBORSOPOLI: RISCHIANO DUE/TRE MESI DI SQUALIFICA

Ne sono scaturiti due filoni d’inchiesta a cominciare dal primo che ha portato la scorsa settimana alla sospensione di tre arbitri di Serie A, i due già citati sopra e Ivan Robilotta, e a quattro assistenti arbitrali. Al gruppo sono stati contestati importanti per diverse centinaia di euro, e le spiegazioni fornite dai diretti interessati non hanno convinto gli inquirenti, che in primo grado hanno quindi sospeso tutti gli imputati dall’Aia.

Gli stessi possono comunque presentare ricorso e sperare in una riduzione della pena, visto che, come da regolamento interno dell’associazione italiana arbitri, una condanna superiore ai 12 mesi comporta la matematica espulsione dalla categoria. A Massa e Giacomelli, facenti parte del secondo filone di inchiesta, vengono contestati rimborsi meno consistenti dal punto di vista economico: entrambi rischiano una squalifica di un paio di mesi.



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