Milan, Furlani: “Prima lo stadio, poi la Champions League” / “Inchiesta? La temiamo zero” (29 marzo 2024)

- Christian Attanasio

Milan, Furlani: "Prima lo stadio, poi la Champions League". L'amministratore delegato rossonero ha spiegato molte questioni interessanti. (29 marzo 2024)

sussidiario 20240222150556820 7b1195cbfd147495478e4738a889b5af 1 1 640x300 Il Milan esulta in Europa League (Foto ANSA)

MILAN, FURLANI: “L’OBIETTIVO ERA E RESTA SEMPRE VINCERE”

Giorgio Furlani, amministratore delegato del Milan, è stato protagonista di una lunga intervista con La Gazzetta dello Sport dove ha analizzato vari aspetti riguardanti i rossoneri. Il primo, ad un cuore milanista come il suo, ha fatto tanto male poiché si è parlato della seconda stella all’Inter praticamente quasi decisa. Rammarico a parte, Furlani non si scompone e sottolinea tutto ciò di buono fatto: dalla rimonta finanziaria, dato che la gestione precedente aveva rischiato la bancarotta, al percorso di crescita fatto anche a livello sportivo.

Infatti Furlani ha ribadito che: “L’obiettivo era e resta sempre vincere”, sottolineando come il Milan sia secondo con un solo punto in meno della stagione dello scudetto e dieci in più dell’anno prima. Un complimento anche al mercato che ha portato due importanti miglioramenti: 40 gol dei nuovi arrivati e un turnover che “non è più una sofferenza”, come spiega Furlani.

“IMPOSSIBILE COMPETERE IN EUROPA SENZA NUOVO STADIO”

Furlani alla Gazzetta ha ricevuto una domanda a cui magari può scappare un sorriso ad oggi, ma rappresenta il DNA del club ovvero la Champions League. In effetti l’anno scorso i rossoneri erano arrivati fino alla semifinale, avvenimento che non accadeva nel 2006. Naturalmente lo stesso Furlani è consapevole della difficoltà per usare un eufemismo, ma è cosciente di una cosa: “Per essere veramente e costantemente competitivi in Europa devi stare al passo con gli altri club e senza uno stadio che sia adeguato al 2024, e non al 1960, di fatto operi monco”

Ritorna dunque in voga il progetto San Donato, quello preferito dal Milan, proseguendo così insieme al sindaco Sala e da WeBuild in attesa di un progetto di ristrutturazione di San Siro. I tempi? Furlani ha azzardato 2028-2029, ma non vuole sbilanciarsi. La burocrazia può rivelarsi nemica e bisogna dunque mettere sempre le mani avanit.

“NESSUN TIMORE PER L’INCHIESTA”

Immancabile la domanda sull’inchiesta con tanto di perquisizione a casa Milan. Furlani non ha nemmeno un dubbio: “La temiamo zero”. L’amministratore delegato ha affermato che il proprietario del Milan è RedBird dall’agosto del 2022 mentre Elliott ha concesso un vendor loan ovvero uno dei tanti modi possibili per concludere un’operazione di questa portata. Dunque nulla di nascosto e nemmeno di reoccupante.

Sul nuovo azionista, ancora nessuna trattativa in corso dunque sarà sempre e solo RedBird a rimanere al comando. Un altro argomento che ha destato interesse è quello riguardante Ibrahimovic. Lo svedese, come spiega Furlani, non ha deleghe a livello formale. Il rapporto è fantastico conferma l’AD che spiega come l’ex attaccante sia complementari visto che si tratta di un vero e proprio uomo.

MILAN, FURLANI: “LEAO E CAMARDA VOGLIONO RIMANERE”

La Gazzetta dello Sport indaga sul discorso relativo al calciomercato. I nomi del presente e del futuro in casa Milan sono Rafael Leao e Francesco Camarda. Sul primo ci sono pochi dubbi: “Ha una clausola rescissoria da 175 milioni ma prima ancora ha il desiderio di restare al Milan”. Su Camarda invece Furlani ha preferito innanzitutto smentire alcune cifre che erano circolate, affermando che si vede convinto circa la volontà di rimanere in un progetto sportivo importante da parte del ragazzo.

Su Theo Hernandez e Maignan, entrambi in scadenza nel 2026, c’è anche in questo caso molta tranquillità. Furlani ha ribadito che: “Sono i giocatori a decidere del loro futuro”.  Sono esistite, esistono ed esisteranno offerte e interessi, ma finché la voglia di giocatori è di far parte del progetto Milan allora Furlani non ha dubbi. Anche su Pioli parole al miele definendo buona la stagione e positiva la storia del tecnico in rossonero.





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