Pagelle Sanremo 2015 / Finale, i voti alla serata: troppa melassa, pochi imprevisti. Vince Il Volo, ma… (oggi, 14 febbraio)

- Maria Elisa Buccella

Le pagelle di Sanremo 2015: la finale. Tutto sulla serata conclusiva del Festival. In diretta live i voti di MARIA ELISA BUCCELLA a cantanti, interpretazioni, ospiti e… fuoriprogramma

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La finale di Sanremo 2015 (Foto: Infophoto)

Ultimo appuntamento con le pagelle di Sanremo 2015. E’ la serata finale, oggi è tempo di scoprire il vincitore del Festival, di fare bilanci, di esprimere rimpianti, di essere gioiosi e taglianti. A tutto questo Maria Elisa Buccella ci ha abituato nelle prime serate di Sanremo 2015 (clicca qui per le pagelle di Sanremo 2015 per la primasecondaterza e quarta serata), ma stasera ci attende qualcosa di speciale…

Il trend più che positivo degli ascolti prosegue, il picco di ieri è di oltre 13 milioni di spettatori di cui il 62% composto da donne e il 38% da uomini e ringiovanisce la platea televisiva per questo Festival con il 50% di giovani tra i 15 e i 24 anni. Per le prime quattro puntate di quest’anno si registra una media degli ascolti che si attesta sui 10 milioni pari al 47,12% il miglior risultato degli ultimi dieci anni. Non male davvero. Emma è “fiera del coraggio” che ha avuto per mettersi in gioco in un ruolo del tutto nuovo mettendo da parte i suoi “guizzi da stronza rock’n’roll”. Si autopromuove anche Emma e si toglie qualche sassolino dalla scarpa puntando l’indice contro gli stilisti, parrucchieri e critici musicali improvvisati. Evidentemente non ha digerito le critiche (alcune delle quali sono state più che velenose). Ma va apprezzata per l’assoluta schiettezza e la coerenza di essere se stessa, comunque, senza cercare il consenso a tutti i costi. Arisa si contraddistingue per l’autoironia a tratti mordace e per la quale le quasi perdoniamo mise e pettinature terribili che l’hanno anche imbruttita. Della bella Rocio non resterà traccia. Avevamo detto edizione ipertrofica del Festival e non ci dobbiamo smentire visto che un certo “mea culpa” in merito è arrivato anche da Carlo Conti. Hanno promesso che stasera non si andrà oltre l’una, speriamo. Non ci sono state polemiche degne di nota, nessuno scandalo. Tutto normale, tranquillo. E forse il gradimento del pubblico sta proprio qui nell’avere avuto a disposizione qualcosa da leggere in leggerezza, battute alla portata di tutti in stilemi già vissuti in altre trasmissioni tv e che quindi non spiazzano e fanno sentire parte del gioco, un sacco di cantanti tra i quali certo si è trovato il beniamino di turno. Un Festival tranquillo e all’insegna del bon ton, rassicurante. Quello che evidentemente volevano gli italiani stremati dalla crisi, dalle polemiche senza fine della politica, dalle orrende notizie della cronaca. Conti, anche grazie all’esperienza che macina nell’altra televisione che fa, ha saputo intercettare ciò e ha lavorato di conseguenza. Salvo poche eccezioni, non ci sono piaciute le scelte musicali risultate monocordi, troppo amore. E stasera, complice San Valentino, ne avremo una overdose suppletiva. Amen. 

L’overdose di amore inizia con la reunion dei fidanzatini che grazie a “San Carlo” possono per San Valentino vedere lo spettacolo che avevano prenotato per la replica di Verona il musical “Romeo e Giulietta – Ama e cambia il mondo” il cui cast entra in scena. Prodotto technicolor in salsa rock, è una super produzione (45 interpreti, 23 cambi di scena, 270 costumi) che dal 2013 in Italia riscuote grande successo. Autore dei testi e delle musiche è Gérard Presgurvic. Lo spettacolo gira il mondo dal 2001 approdando in Italia, all’Arena di Verona, nel 2013 e fino ad oggi è stato replicato 154 volte raccogliendo oltre 300 mila spettatori. Milano, Torino, Genova, Pesaro, Trieste le prossime tappe confermate della tournée del musical. Il Premio “Sergio Bardotti” miglior testo delle Nuove proposte assegnato dalla commissione di esperti capitanata da Claudio Cecchetto va a “Oltre il giardino” di Kaligola che lo riceve candidamente spiazzato ed emozionato. Il premio lo condividiamo pienamente anche perché a Kaligola avevamo dato 7 e ci era dispiaciuto che fosse uscito dalla gara. E ripetiamo lo stesso Ecco il cast di “Braccialetti rossi 2“ da domani sera su Raiuno, la seconda stagione della versione italia della serie catalana “Polseres vermelles” e ispirata alla storia vera dello scrittore spanolo Albert Espinosa che, all’età di dieci anni, si ammala di cancro. La solita promozione. Le solite parole. La mitica Pfm è vero monumento della musica italiana con produzioni memorabili che sono pietre miliari e fonte di ispirazione per molte generazioni di musicisti. Innovativi e rivoluzionari, mai stanchi di ricerca e di confrontarsi con nuovi mondi musicali eccoli oggi a infondere anima rock in brani classici come si può scoprire nel loro album “PFM in classic”, in doppio cd e triplo vinile da collezionare. Per Franz Di Cioccio & C. la musica è vera gioia e in quanto tale va vissuta tutta senza pregiudizi. Distillato di saggezza. Insieme alla Banda dell’Esercito ci regalano un frammento dell’ouverture dal “Nabucco” di Giuseppe Verdi.

“Che giorno è” Rivincita su tutto il fronte per Masini che va alla grande e l’interpretazione di stasera è ancora più convincente. E se la gode, si vede, (e poi gli ha vinto pure la Fiorentina). “…il Festival non serve vincerlo…” ha detto e ha ragione. Come dargli torto. Ci piace questo “Masini 4.0” come ora si definisce”. La rabbia degli anni ’90 è superata ma la grinta quella no, c’è sempre.

“Sola” Suono d’antan che non stanca e conquista. Merita i primi posti della classifica definitiva. Bella e brava come sempre. Una buona prova anche come autrice.

“Straordinario” Il brano non si distingue per particolare originalità ma la voce della cantante veneta la nobilita e il ritornello prende. Scommettiamo che possa andare ai primi cinque posti. E continua a vendere bene.

“Il mondo esplode tranne noi” Sono sicuramente quelli che possono dare filo da torcere ai tre de Il Volo e, potendo scegliere, tra i due vorremmo che vincessero questi ragazzi piacioni, simpatici, ruspanti che riescono a produrre un album che risulterà il sesto più venduto del 2014. Ma li aspettiamo al varco delle prossime prove quando dovranno dimostrare crescita professionale e soprattutto artistica.

“Adesso e qui (Nostalgico presente)” Le sue qualità non si discutono, voce unica, morbida e potente quando occorre, misura e saper essere interprete ad alto livello. Ma questa canzone non ci sembra al pari del repertorio che ha messo insieme fin qui.

Ganzissima la Gianna Nannini con la voce che la tradisce un po’ ma che importa. Lei con le sue rughe in faccia così sfrontate, personale manifesto di accettazione del tempo, ci travolge come sempre. E peccato che sia saltato il duetto con Massimo Ranieri che è stato messo ko dall’influenza. Canta “Nell’immensità” scritta e interpretata a suo tempo da Don Backy (presentata al Festival del ’66) e ancora “Sei nell’anima” una delle sue canzoni più belle. Dal 2 maggio, a Morbegno, parte il suo tour “Hitalia.Rocks” con il quale la fantastica Gianna celebra la pubblicazione del suo ultimo lavoro discografico,”Hitalia”, autobiografia cantata, dice, perchè quelle canzoni “…fanno parte della mia natura della mia crescita e non bisogna perderle perché sono patrimonio del ‘900…”.

“Fatti avanti amore” Nuova primavera artistica per Filippo Neviani. Look grintoso in perfetta sintonia con la sua canzone che ben esprime lo stato di grazia di questo momento. La sua voce la riconosci, il suo stile pure con i suoi racconti di vita e sentimento che toccano anche temi scomodi tra pop e rock. Sempre grinta e garbo con Nek vanno a braccetto. Il brano in gara non è stato scelto per sorprendere ma per stupire il pubblico del Festival, ha detto, e vuoi vedere che arriva almeno tra i primi cinque? E forse…

Ce lo aspettavamo che portasse in scena il suo cavallo di battaglia nelle imitazioni ed eccolo in guisa di albero di San Valentino tutto cuori e rose arriva Renato Zero/Giorgio Panariello “il buco perfetto del ciambellone-Sanremo” così ha definito Conti il “fratello Panariello” che a sua volta rilancia con “…questo è l Festival di San Carlo..” si sa sono amici da tempo. Parte leggero con la satira e tira dentro anche Matteo Renzi che ha mandato un twitt a Conti (in realtà il premier in un’intervista al Tg1 si è complimento per il Festival) “…Carlo stai sereno…” e dà il meglio. Poi gira sul serioso, i politici corrotti, la mafia e via dicendo e il ritmo si ammoscia. Ha appena finito di girare con Mimmo Calopresti il film “Uno per tutti” dove, per la prima volta, affronta un ruolo drammatico, un’opportunità di diventare “un attore vero” come ha affermato il comico toscano.

“Grande amore” Canzone vecchia, vecchia, vecchia. Continua l’osanna per i tre tenorini e sono i favoritissimi per la vittoria. La canzone è talmente ruffiana, molto ben confezionata, che potrebbero anche farcela a vincere. Non ci piacciono perché sono solo un prodotto da vendere.

“Una finestra tra le stelle” La aspettiamo a nuove prove e magari anche con un repertorio di maggiore qualità. La sua è una canzone di una straordinaria banalità. Lei canta bene, non sbaglia note ma non ci sono brividi. Tutto è a modo, in un certo senso scolastico: dov’è la personalità?

Ed Sheeran il fulvo cantautore che con il soul-pop in brevissimo tempo è volato in vetta a tutte le classifiche. Camicia a scacchi, scarpe da ginnastica rosso fuoco e arruffato come al solito fa musica da fuoriclasse qual è. E’ ormai di casa in Italia, recentemente si è esibito a Milano e Roma, e lo abbiamo visto anche in altre trasmissioni tv. Da poco ha pubblicato nuova versione Bloostreem ultimo singolo dall’album “X” che contiene anche “Sing” che ci ha cantato.

“Un attimo importante” Come sempre l’intonazione è relativa ma la canzone c’è e c’è la sua chitarra che ci regala qualche accordo da brivido. Forse troppo il parlato, non fa per lui.

“Un vento senza nome” Non sbaglia un vestito, è sempre particolare e originale ma con buongusto. Ascolto dopo ascolto questa canzone con ci prende eppure ha un bellissimo testo. La parte musicale non decolla. Introspettività non si traduce necessariamente con mosceria.

“Siamo uguali” Ascolto dopo ascolto abbiamo imparato ad apprezzare questa canzone e “Fragolino” ha ritrovato la perfezione della sua voce. Continua a rimanere ai primi posti della classifica di iTunes anche con il brano sanremese. Se la può giocare con i tenorini. Trai i primi tre? Azzardiamo.

“Il solo al mondo” No, non serve a niente… questa canzone datatissima (avrebbe potuto cantarla Orietta Berti ai bei tempi).

“Oggi ti parlo così” E cambia il testo in corsa Moreno per fare ringraziamenti ai suoi fan, al Festival ed esprime la sua soddisfazione. E anche questa è una novità (bypassando ogni regolamento, ma è la finale e chissene…) insieme ai baffetti e giacchette luccicanti che lo ha reso un simpatico gagà 2.0. E lo aspettiamo ad altre prove.

“Sogni infranti” Conferma che le canzoni le sa scrivere e riesce a trovare giusto equilibrio tra rock’n’roll e le modalità della canzone d’autore. La voce un po’ così, l’intonazione un po’ così così ma la canzone funziona, entra in testa il ritornello. E l’interpretazione di stasera è la migliore di quelle che ha reso in tutto il Festival.

“Io sono una finestra” Continuano la carezzine e i “…quanto sei bella…” del Coruzzi per la Di Michele nello sdilinquimento del loro pezzo tra una strofa e l’altra… non rinuncia a essere Platinette ma così facendo toglie credibilità al tutto. D’altronde il personaggio è per sua natura esagerato. Per loro, comunque, gran risultato la finale.

“Buona fortuna amore” Sanremo doveva essere l’occasione per farsi conoscere ed arrivare in finale non è un risultato da poco che ci ha meravigliato. Anche lui coglie l’attimo della diretta e ringrazia “di cuore” tutti e sembra veramente sincero come l’entusiasmo testimoniato di essere arrivato al Festival.

46 anni portati alla grandissima, disinvolto e abbastanza stonato mentre canta “Volare” ma veramente simpatico Will Smith che non arriva a Sanremo sull’onda di un ennesimo successo ma di un flop al botteghino. Il film “After Heart”, nel quale lavora anche suo figlio Jaden, infatti ha incassato poco più di quanto non sia costato. Un fallimento e doloroso lo ha definito con sincerità in un’intervista recente. Non dimentichiamo che è un ottimo rapper. Rapporto speciale con l’Italia grazie anche alla felice collaborazione con Gabriele Muccino (“un fratello” del quale interpreta magistralmente “La ricerca della felicità” che gli fa guadagna la seconda nomination all’Oscar come migliore attore protagonista. Prossimamente lo vedremo in due pellicole “Focus – Niente è come sembra” nelle sale a marzo ” e “Suicide Squad”, pronto nel 2016, con al fianco Margot Robbie. Margot Robbie Bellissima e giovanissima, 25 anni, australiana della Gold Coast, ha già al suo attivo una carriera di tutto rispetto e ha lavorato al fianco di attori del calibro di Leonardo Di Caprio (The Wolf Of Wall Street), Will Smith come già sappiamo, Ryan Goslin e altri ancora. Si è fatta apprezzare nella serie made in Usa “Pan Am” (trasmessa anche in Italia sulla piattaforma Sky). Una breve passerella la sua, inutile.

E come da copione vince Il Volo, Nek secondo posto e Malika Ayane terza. Il premio Miglior Arrangiamento a “Fatti avanti amore” di Nek come anche quello della Sala stampa tv e web “Lucio Dalla”. Il Premio “Mia Martini” della Critica della Sala Stampa dell’Ariston va a Malika Ayane e alla sua “Adesso e qui (nostalgico presente)”. La serata ha un intoppo: si ferma l’enunciazione della classifica perché c’è un errore e si ferma tutto. Finalmente un po’ di suspense! Ma dura poco e si riparte. Dopo un po’ di comici in libertà arriva Enrico Ruggeri, un veterano del Festival, per promuovere la Partita del cuore a favore dell’Airc e canta un suo nuovo brano dedicato tre amici, “Tre signori”, che altri non sono se Giorgio Gaber, Giorgio Faletti ed Enzo Jannacci. Brano delicato ma tristissimo.

Siamo alla fine ma c’è ancora un po’ di tempo per altra melassa. Dalla fervida fantasia degli autori ecco che spuntano le letterine delle vallette dedicate al conduttore con Arisa che non sa neanche leggere, Rocio che si commuove e ringrazia il “capitano perfetto” ed Emma Marrone, che fa pure una citazione dotta (Montale), e suggella anche lei con lacrime la santificazione di Carlo Conti. E’ veramente troppo.

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