CONSERVATORI/ Ravenna: ancora in lotta per l’indirizzo musicale

- Pietro Blumetti

A Ravenna si è ancora costretti a combattere per difendere quel Diritto agli Studi Musicali che le leggi dello Stato chiaramente riconoscono ai nostri ragazzi. PIETRO BLUMETTI

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LaPresse

Incredibile, sono passati  tre anni ma a Ravenna si è ancora costretti a combattere per difendere quel Diritto agli Studi Musicali che le leggi dello Stato chiaramente riconoscono ai nostri ragazzi! 

Si tratta di una battaglia particolarmente penosa, attraverso la quale si evidenzia ancora una volta quale sia il reale valore delle solite “belle parole” che la Politica in questi anni ha spesso proferito a sostegno dell’importanza della Musica e della necessità di una giusta diffusione della Cultura Musicale (“belle parole” che infatti, trasformate nella marea di “chiacchiere e cavilli” presenti nelle Leggi di riferimento scritte da tali politici, sono state regolarmente tradite da quei Decreti e da quelle Circolari ministeriali che avrebbero dovuto applicarle).

Una battaglia in questo caso combattuta non tanto dai docenti ma soprattutto dai genitori degli alunni di tre scuole di Ravenna (IC Europa di Faenza, IC di Brisighella e IC Montanari); scuole in cui, in doverosa risposta alla richiesta dei suddetti genitori, era stato regolarmente compiuto l’intero iter normativo relativo alla formale richiesta dell’istituzione dei Corsi ad IM (Delibera degli Organi collegiali – svolgimento delle Prove orientative-attitudinali – Pubblicazione delle Graduatorie, con il pieno raggiungimento del numero di alunni previsti per l’attivazione del Corso). 

Ebbene, nonostante tutto questo il Ministero dell’Istruzione, tramite l’ATP di Ravenna, ha continuato a negare un palese diritto a questi nostri ragazzi; non attivando i Corsi ad IM in “organico di diritto” (come la legge dispone) e limitandosi a concederli solo in “organico di fatto”; sostanzialmente quindi considerandoli, del tutto arbitrariamente, come Corsi ad esaurimento.

Incomprensibilmente siamo dunque di fronte ad una chiara violazione sia di quanto disposto dal D.M. 201/1999  che della specifica Nota Miur n.6753 del 27 febbraio 2015 “Dotazioni organiche” (che inequivocabilmente prescrive:  “….Ai fini della costituzione delle cattedre e dei posti rimangono, pertanto, confermati i criteri fissati dalla normativa vigente…; … l’eventuale istituzione di nuovi corsi deve avvenire in organico di diritto”); un fatto gravisimo, che ha comportato e comporterà la reiterata negazione del diritto allo studio ai ragazzi che si erano iscritti e che chiederanno di iscriversi ai Corsi ad Indirizzo Musicale.

Per meglio comprendere il senso ed il valore di una tale battaglia, rivolta alla tutela e alla giusta diffusione della Cultura musicale, si consideri che in tutti questi 18 anni (dall’entrata in vigore del D.M. 201/1999 , che ha ricondotto l’IM “in Ordinamento”, istituendo la specifica Classe di Concorso di Strumento musicale nella scuola Media) solo una nuova scuola Media ad IM è stata aperta a Ravenna, nel lontano 2009. 

Anche alla luce delle recentissime norme che sono state particolarmente sponsorizzate a sostegno della Cultura Musicale (decreto legislativo n. 60/2017, ai sensi della legge 107/2015, “buona scuola”) il perseverare di un  tale arbitrario diniego da parte del Ministero dell’Istruzione, che nei fatti continua a contraddire quello per legge dovrebbe fare, appare particolarmente clamoroso e preoccupante; soprattutto in previsione dell’atteso importantissimo nuovo Decreto Ministeriale per l’Indirizzo Musicale che è chiamato ad “aggiornare” il precedente DM 201/99.

Si spera veramente che tale norma di attuazione risponda finalmente nel modo migliore  al doveroso compito  di applicare ciò che la citata legge (Decreto legislativo n.60/2017) giustamente dispone; sostenere e diffondere la Cultura musicale attraverso una capillare diffusione nella scuola italiana di seri Studi musicali è un dovere che non possiamo più permetterci di tradire; perché del senso e del valore di tale meravigliosa Cultura in Italia sta scomparendo anche il ricordo.

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