Nadia Toffa, il dolore di Giulio Golia/ “Non voleva noi de Le Iene al suo capezzale”

- Silvana Palazzo

Nadia Toffa, il dolore di Giulio Golia per la morte della gioranlista. “Non voleva noi de Le Iene al suo capezzale”. E racconta come seppe del malore…

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Nadia Toffa

Per “Le Iene” niente sarà più come prima dopo la morte di Nadia Toffa. «È come se ci mancasse un braccio», dichiara Giulio Golia in un’intervista a DiPiù Tv. Il ritorno del programma è vicino e hanno pensato di dedicare proprio alla giornalista la prima puntata del primo ottobre. Per loro è un modo per «illuderci di averla ancora al nostro fianco». L’inviato e conduttore, uno dei volti più noti del programma, racconta anche il dolore nel vedere la sua postazione vuota, quella «che riempiva con la sua esuberanza». Giulio Golia ricorda le loro confidenze, i messaggi quotidiani, i consigli reciproci, le telefonate. «È doloroso sapere che non c’è più». Erano tutti i giorni in contatto, del resto erano legati da una forte amicizia. Infatti nel gruppo de “Le Iene” Giulio Golia era considerato il migliore amico di Nadia Toffa. A tal proposito lui afferma: «Io non so se ero il suo migliore amico. So per certo che il nostro era un rapporto davvero speciale». Per questo è andare avanti è difficile.

NADIA TOFFA, IL RICORDO DOLOROSO DI GIULIO GOLIA

Il format de “Le Iene” non cambia dopo la morte di Nadia Toffa. Lo assicura Giulio Golia, rivelando che sono state reclutate due nuove giovani. «Sono convinto che faremo tutto malinconicamente. Nadia è insostituibile». Il conduttore e inviato del programma di Italia 1 ricorda come se fosse ieri il primo incontro con la giornalista bresciana. Fu l’autore Davide Parenti a presentargliela dieci anni fa. Quando con uno scherzoso disappunto le fece notare che era un’altra del Nord, lei subito gli disse: «Ma amo il Sud, adoro la mozzarella di bufala e mi sento anche io un po’ terrona». Così ruppero il ghiaccio e andarono a prendersi un caffè. Tutte le volte che potevano si vedevano al di fuori di Mediaset e del programma. «Quando capitava mi piaceva avere Nadia di fronte, la nostra era una empatia fortissima. La osservavo mangiare: aveva l’appetito di un camionista. E non ingrassava mai». Lui le chiedeva come fosse possibile e lei «sorrideva con aria di sfida, una forchettata dietro l’altra».

GIULIO GOLIA, “NADIA TOFFA NON VOLEVA LE IENE AL SUO CAPEZZALE”

Si dice che Nadia Toffa e Giulio Golia litigassero spesso, ma lui le definisce «discussioni accese». La giornalista bresciana aveva infatti l’abitudine a infiammarsi: «Alzava la voce per imporre le proprie idee durante le riunioni settimanali che facevamo a Cologno Monzese». Lui le rispondeva senza arretrare di un centimetro e questo la mandava in bestia. Lo racconta a DiPiù Tv, spiegando come andava a finire. «Quando la discussione era arrivata al culmine, la abbracciavo e facevamo pace». Di lei non sopportava il fatto che le parlasse sempre vicino e cercasse il contatto fisico. «Per lei era fondamentale», così instaurava un rapporto con le persone. Poi si è ammalata. E lui lo ha scoperto dalla gente: stava girando un servizio in Campania. Una signora si avvicinò e gli disse: «Ma lei è qui mentre la sua collega Nadia Toffa è in coma». Il suo telefonino era spento per evitare interferenze audio durante la registrazione. Non ci credeva. «Ho mollato tutto e mi sono precipitato in ospedale. Anche se lei, nei mesi successivi, preferiva che la squadra de Le Iene non andasse al suo capezzale. Diceva che non le piaceva vederci soffrire».

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