Open Arms, Richard Gere testimone contro Salvini/ Il leghista: “Allora chiamo Banfi”

- Davide Giancristofaro Alberti

Nel processo Open Armas testimonierà contro Matteo Salvini anche Richard Gere, noto attore americano: “Allora io chiamo Zalone e Banfi”

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Richard Gere e la moglie Alejandra Silva (Instagram)

Richard Gere sarà testimone al processo Open Arms contro l’ex ministro dell’interno, Matteo Salvini, la cui udienza si terrà il prossimo mese di ottobre. A svelarlo è stato lo stesso segretario generale della Lega, parlando ieri pomeriggio ad Assisi durante un comizio elettorale: “Richard Gere testimonierà contro di me nel processo Open Arms il prossimo 23 ottobre a Palermo. Lo conosco come attore – ha proseguito l’ex titolare del Viminale – ma non capisco che tipo di lezione possa venire a dare a me, alle Italiane agli italiani sulle nostre regole e le nostre leggi”. Quindi Salvini ha proseguito: “Se qualcuno pensa di trasformare il processo in uno spettacolo e vuole vedersi Richard Gere va al cinema, non in tribunale. Gli chiederò un autografo da portare alla mia mamma. Vorrei però sapere – ha detto ancora l’ex ministro – quanto costerà ai contribuenti italiani questa roba qua, che non sarebbe possibile in nessun altro Paese”.

Salvini ha spiegato che lo stesso farà sfilare i testimoni di tutti i membri del vecchio governo composto da maggioranza Lega e Movimento 5 Stelle, a cominciare dall’ex presidente del consiglio, attuale leader dei pentastellati, Giuseppe Conte. “Allora noi convochiamo Checco Zalone o Lino Banfi – ha continuato il leghista, ovviamente ironico – ma vi rendete conto? Uno che ha fatto il ministro dell’Interno, che ha fatto il suo lavoro bloccando l’immigrazione clandestina perché ne ho le palle piene di scippatori e spacciatori, va a processo per aver fatto il suo dovere. Vorrà dire che quel giorno almeno gli chiederò un autografo”.

RICHARD GERE TESTIMONE CONTRO SALVINI, QUANDO DISSE: “QUELLI DI OPEN ARMS SONO ANGELI”

Richard Gere verrà chiamato in aula in quanto durante il famoso mese di agosto 2019, in cui avvenne il caso Open Arms, l’attore americano salì a bordo dell’imbarcazione dell’Ong in attesa di far scendere i migranti a terra. In quell’occasione Gere aveva spiegato: “Quelli di Open Arms sono angeli. Persone sopravvissute alla Libia, a tragedie e a traumi anche solo per raggiungere le imbarcazioni e mettersi in mare”.

Sono persone straordinarie, forti, nobili – aveva aggiunto – mi piacciono molto. E poi ci sono anche i volontari che hanno rinunciato alla loro vita per aiutare gli altri. Sono persone straordinarie. Hanno bisogno del nostro sostegno, economico, emotivo e legale. Sono i migliori. Persone straordinarie, gli angeli di questa situazione. E per quanto mi riguarda io voglio stare dalla parte degli angeli”.



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