Pace Fiscale, proroga in Dl Crescita/ Riapre la rottamazione di cartelle esattoriali

- Niccolò Magnani

Pace Fiscale, riaperti i termini nel Decreto Crescita: rottamazione ter cartelle esattoriali e “saldo e stralcio”, le nuove scadenze decise dal Governo

Antonio Maggiore
Antonino Maggiore, Agenzia delle Entrate (LaPresse, 2019)

Dopo il forte successo della Pace Fiscale negli scorsi mesi la Lega ottiene il via libera all’emendamento inserito al Decreto Crescita per riaprire-prorogare i termini della rottamazione delle cartelle esattoriali con domande in scadenza entro il prossimo 31 luglio. L’ok definitivo arriva dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera con Salvini che ottiene la riapertura della scadenza che il debitore deve rispettare per rientrare nella Pace Fiscale dopo la prima chiusura avvenuta lo scorso 30 aprile: secondo quanto riportato dalle stesse Commissioni, l’emendamento vede che entro il 31 luglio 2019 il debitore deve dichiarare la propria volontà con le modalità già previste per la rottamazione-ter, di voler aderire optando per il pagamento in un’unica soluzione al 30 novembre, cioè in massimo 17 rate, la prima delle quali sempre al 30 novembre. Non solo, nello stesso emendamento, la Lega ottiene il via libera alla riapertura dei termini per il saldo-stralcio delle cartelle esattoriali.

LA RIAPERTURA DELLA PACE FISCALE NEL DL CRESCITA

Antonino Maggiore, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, è intervenuto in audizione alla Camera per spiegare i risultati ottenuti dalla prima tranche di Pace Fiscale rimasta aperta fino a fine aprile scorso: la rottamazione tre e il “saldo e stralcio” hanno raggiungo cifre record, 12,9 milioni di cartelle rottamate pari a 38,2 miliardi di euro. Per il n.1 dell’Agenzia, «quei 38 miliardi sono il valore di carico complessivo mentre è di 21,1 miliardi la base effettivamente riscuotibile dalla rottamazione ter. Quanto al “saldo e stralcio”, si calcola un importo pari a 6,5 miliardi». Ora la finestra si riapre per la rottamazione delle cartelle esattoriale, anche se per primo Maggiore spiega che fare calcoli sui prossimi guadagni dello Stato è alquanto complesso: «è tutto aleatorio, tutto dipende da quanti pagheranno alla fine della rateazione e quanti invece hanno fatto istanza come manovra dilatoria». Nel passato l’incasso finale andato al Fisco fu all’incirca il 46-47% del valore complessivo (dati Repubblica Economia), ma per l’Agenzia delle Entrate la speranza è che lo strumento della Pace Fiscale possa ottenere un risultato ancora migliore «proprio perché, nonostante sia la terza volta che viene introdotto, le istanze sono state le più alte in assoluto».



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