TAV, PONTI: “STUDIO UE NON È ANALISI COSTI-BENEFICI”/ “Non sono schiavo di Toninelli”

- Niccolò Magnani

Polemica dopo lo studio per l’Ue sottoscritto dal professor Ponti. Ma Silvia Maffi fa chiarezza: “Due cose differenti”

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Il professor Marco Ponti si difende dalle polemiche delle ultime ore, ecco altre sue dichiarazioni riportate dai colleghi de Il Giornale: «Ho fatto analisi per Ocse, Commissione europea, banca mondiale. Io credo di far bene il mestiere, credo di non essere uno schiavo di Toninelli. Abbiamo ottenuto un grande risultato: per la prima volta si paròa di numeri, così, finalmente, l’Italia diventa un Paese civile perché si critica e si discute di numeri». L’opposizione è sul piede di guerra, ecco il tweet del dem David Sassoli: «Dunque: la società di Ponti che nell’analisi costi-benefici boccia la Tav è la stessa che firma lo studio dell’Unione europea che invece la promuove. Una domanda, cortese, al governo di #Salvini e Di Maio: quand’è che spegnete la luce, chiudete la porta e ve ne andate a casa?». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

MAFFI: “MISCHIATE MELE CON PERE”

Sta facendo discutere in queste ore la relazione stilata dal professor Ponti sulla Tav, commissionata dall’Unione Europea, in cui vengono sottolineati i numerosi benefici dell’alta velocità. Una posizione in netto contrasto rispetto all’analisi costi-benefici sulla stessa opera, che sottolineava soltanto poche settimane fa come la stessa Tav comporti una perdita fino a 7 miliardi di euro per le casse dell’Italia. Per provare a fare chiarezza è intervenuta Silvia Maffi, amministratore delegato della Trt srl di Milano, società che ha appunto realizzato il documento consegnato all’Ue. «Si sono mischiate le mele con le pere», sottolinea la Maffi ai microfoni dell’agenzia Adnkronos. Lo studio Ue «E’ una valutazione degli impatti, cioè una cosa molto diversa da quella che ha fatto Marco Ponti. La differenza è che lo studio che abbiamo fatto noi, cui Ponti non ha collaborato e che non ha mai visto, lo garantisco al 100%, è uno studio che analizza a livello macroeconomico quali sono gli impatti della realizzazione contemporanea di tutti i corridoi Ten, cioè dell’investimento di 556 mld di euro». L’analisi costi-benefici di Ponti guarda invece ad un singolo progetto e agli impatti che questo ha di tipo trasportistico. «La Lione-Torino – chiosa – è solo un pezzo del corridoio: non abbiamo fatto alcuna valutazione dei singoli interventi». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

TAV, PONTI “STUDIO UE NON È ANALISI COSTI-BENEFICI”

Uno studio segreto dell’Unione Europea ha promosso la Tav e tra i sì c’è anche quello della società di Marco Ponti, a capo della commissione analisi costi-benefici formata dal ministro Toninelli: un altro caso sulla Torino-Lione. E’ stato lo stesso Ponti, interpellato da Mattino 5, a spiegare: «Il secondo documento non è un’analisi costi-benefici, ma si riferisce all’impatto: si basa su analisi di valore aggiunto che non hanno niente a che fare con l’analisi costi-benefici. Non rientrano i costi in quello studio, non misura i costi ma il traffico, l’occupazione e l’impatto sulle imprese. L’analisi di impatto si occupa di ipotesi di valore aggiunto». E l’opposizione è sul piede di guerra, ecco il commento della dem Pina Picerno: «La società di Ponti firma uno studio sulla TAV commissionato dall’Unione Europea che promuove l’alta velocità. La società di Ponti firma uno studio sulla TAV commissionato da Toninelli che boccia l’alta velocità. Trova l’errore. Siamo su Scherzi a Parte, se no, non si spiega». Queste le parole di Alessia Rotta: «La società di Ponti firma lo studio della UE con dati aggiornati che promuove la Tav, indicando i benefici: risparmi di tempo notevoli per trasporto passeggeri e merci e una forte ricaduta occupazionale. Imbroglioni patentati. Truffatori di Stato. Finte crisi di governo». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SOCIETA’ NO-TAV PONTI PROMUOVE TORINO-LIONE

C’era una volta l’analisi costi-benefici sulla Tav con la commissione richiesta dal Ministro Toninelli (No-Tav) presieduta dal Presidente professor Ponti (No Tav) e con altri 4 membri (No Tav) e un solo possibilista sulla fattibilità dell’opera (tra l’altro l’unico che non ha voluto firmare le conclusioni finali). Ora, mentre il Governo è ancora impantanato sulla distanza tra Lega e M5s, spunta uno studio depositato in Commissione Ue che in realtà promuove la Tav: fin qui nulla di stano, visto che Bruxelles stessa da tempo pressa l’Italia perché vada avanti nei lavori di completamente della linea Alta Velocità Torino-Lione. Il fattore di novità è però rappresentato dal fatto che diversi tecnici che lavorano nella Trt (Trasporti e Territorio) hanno dato parere favorevole con tanto di studi tecnici sull’opera più discussa del momento. Ecco, peccato che quella società sia tutt’oggi presieduta da Marco Guido Ponti, proprio il capo del team di esperti che hanno siglato l’analisi costi-benefici che di fatto sta bocciando i piani di lavoro sulla Tav appoggiando la linea del Movimento 5Stelle.

ANALISI COSTI-BENEFICI “CONTRADDETTA”

Ieri il Premier Conte in conferenza stampa, proprio per spiegare il suo dubbio atavico sulla fattibilità dell’opera, faceva riferimento all’analisi costi-benefici di Ponti e squadra: quegli stessi tecnici che nell’analisi però davano contro alla Tav in uno studio dell’Ue invece promuovano l’opera, come ben mostra Tg Com24 nel pubblicare il documento esclusivo (eccolo a questo link). Il file di 118 pagine si basa su dati aggiornati agli ultimi scenari macroeconomici e di trasporto: come ben spiegato dal servizio su La7 in un servizio di Frediano Finucci «con il ‘corridoio Mediterraneo’, che va da Gibilterra a Budapest, lo studio valuta che al 2030 si possa ottenere un risparmio di tempo del 30% per i passeggeri e del 44% per le merci». Non solo, nei prossimi 10 anni si stima che per ogni miliardi investito nel cantiere si potranno produrre 15mila posti di lavoro. da ultimo, fra tutti i corridoi quello “Mediterraneo” di cui fa parte la Tav, è quello che «creerà più posti di lavoro: 153mila al 2030 fra trasporti, turismo e sviluppo di aziende per nuovi mercati nei Paesi interessati», spiega Repubblica. Insomma, lo studio Ue “contraddice” in pieno l’analisi costi-benefici e per di più quei tecnici hanno lavorato e lavorano ancora per il no-Tav Marco Guido Ponti: le conclusioni, abbastanza semplici a questo punto, restano in mano al lettore..

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